Ernia

Importantissima uscita del 2022 in chiave rap

Atteso, bramato e ora finalmente annunciato ufficialmente: il disco di Ernia, dal titolo “Io non ho paura” sarà disponibile all’ascolto dal 18 novembre. Si tratta del naturale sequel di “Gemelli” (di cui qui la nostra recensione), album uscito oltre 2 anni fa alla vigilia dell’esplosione pandemica, e che ha probabilmente consacrato l’ex Troupe D’Elite a livello mainstream. Nonostante Ernia non sia rimasto lontano dal microfono in questo lungo periodo, le aspettative dei fans del rapper milanese sono ferventi, anche in virtù del tour tenuto quest’estate dopo un gran numero di amari rinvii.

In realtà, attorno ad Ernia si è acceso un interesse mediatico estensibile a gran parte del mondo musicale, rimasto stupito dai numeri di “Superclassico” e “Ferma a guardare” che hanno raggiunto un polo strategico di raccordo tra pop e rap molto prolifico, che ha così suscitato curiosità. In molti, quindi, si chiedono: “Quale linea seguirà il nuovo progetto di Ernia?“.

Il rapporto con la tecnica del rap |

Nonostante la prepotente aggiunta del cantato in “Gemelli“, Ernia non si era voluto ancora discostare dal mondo hip hop, cercando sempre di ottenere un mix artisticamente equilibrato. Il modello Rkomi, testimone di una deviazione musicale netta e (a prescindere dalle opinioni) fortunata, sembra ancora distante dai progetti dell’artista di “Neve“, ed è quindi probabile che nel lavoro ci siano dei brani strettamente rap, proprio com’era accaduto nel disco precedente con “Non me ne frega un cazzo” o “Puro Sinaloa“.

Sarà importante per Ernia salvaguardare il suo apprezzatissimo patrimonio lirico e metrico, che gli permette di poggiare sulla traccia contenuti anche espliciti ma limati con incastri convincenti e senza scadere nel becero. Se ben lavorato, questo tipo di brano potrà anche fare al caso dei numeri, contando sul sostanzioso bacino dei fan più affezionati, non proprio un target irrilevante sulle piattaforme di streaming.

Le hit |

Come facciamo a parlare di Ernia senza citare “Superclassico” e “Ferma a guardare“, master pièce dell’ultimo disco? Oltre 180 milioni di riproduzioni in due, canzoni che hanno sancito l’assoluto massimo storico dell’artista. Il fatto che l’ossatura musicale dei due brani sia orgogliosamente pop porterà inevitabilmente a delle scelte in proiezione di questo inverno. Con due trascorsi del genere impossibile non replicare, ed è probabile che sul piano dei singoli ci si riaffacci al mondo teen e radiofonico. Sarà importante farlo variando e innovando, e stando attentissimi a non estrarre una “Superclassico” 2.0: tradirebbe le attese di oltre due anni di attesa. Sanremo? Perchè no (qui il suo profilo).

I featuring |

Probabilmente l’aspetto più prevedibile dell’odierno settore discografico. Si proverà a comporre una tracklist “per tutti”, con esponenti pop-indie (pescando nel gruppone composto da Pinguini Tattici Nucleari, Gazzelle, Mara Sattei) ed hip-hop, naturalmente divisi in pionieri (Marracash, Guè, Luchè) e “ridenti novità” (Paky, Shiva). Bonus point per Madame, Lazza e Rkomi, oramai popolarissimi da questo punto di vista. Prontissimi ad essere smentiti, ci sentiamo comunque di escludere che tra gli infiniti colpi di scena che possono sconvolgere il mondo musicale, i featuring di “Io non ho paura” siano candidati a tale ruolo.

ernia io non ho paura

Il concept |

Ripreso dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, il tema che il disco di Ernia porterà al suo interno sarà parte integrante della valutazione del lavoro. Spesso, quando un rapper sceglie un concept impegnativo, le attese non sono sempre rispettate, e l’impressione è sempre quella che si faccia “il passo più lungo della gamba”.

Ricalcare lo stile drammatico ed empatico di Ammaniti richiede una sensibilità artistica presente nel bagaglio del rapper, che dovrà però essere adoperata con organicità e sapienza, senza dare l’impressione di un collegamento eccessivamente pretenzioso.

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