Eva e Ghemon: poesia e groove in “Al confine tra me e me” – RECENSIONE

Disponibile da venerdì 11 gennaio il nuovo singolo dell’artista vicentina in duetto con il rapper campano

A un anno di distanza dalla sua partecipazione tra le Nuove Proposte di Sanremo 2018 con il brano “Cosa ti salverà” (qui la nostra recensione), Eva Pevarello torna sulla scena musicale con un nuovo singolo realizzato in coppia con Ghemon, caleidoscopico artista che vedremo in gara al prossimo Festival della canzone italiana con il brano “Rose viola”. In attesa del suo interessante debutto, possiamo apprezzare questo bel pezzo intitolato “Al confine tra me e me”, in rotazione radiofonica dall’11 gennaio, in cui i due protagonisti mescolano i loro rispettivi mondi musicali.

Soul e funk viaggiano all’unisono in questo riuscito esperimento, un pezzo che segna l’inizio del nuovo percorso discografico della talentuosa cantante veneta, cresciuta notevolmente rispetto a quanto mostrato nel corso della sua partecipazione alla decima edizione italiana di X Factor. Le due voci si sfiorano senza mai scontrarsi, accompagnandosi a vicenda con poesia e delicatezza. Punto di forza il testo composto dallo stesso rapper campano, che racconta come sia necessario arrivare in fondo alle cose per comprenderne la reale essenza. In sintesi, “Al confine tra me e me” alterna la timbrica potente e graffiata di Eva al groove innato ed unico di Ghemon, in un susseguirsi di suggestioni palpabili, concrete e cariche di buone intenzioni.

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Al confine tra me e me | Audio

Al confine tra me e me | Testo

Questi occhi fatti per dirti
per consegnarti le verità
come si può continuare
tenendo questa mentalità
nel mio vestito terreno
giocando a fare la stupida
io fragilissimo alieno
che ballo sopra la musica
di certa umanità non ho capito ancora
dove dimorano i tesori
lo schifo impera, c’è la controra
i sogni restano illusori
da maghi di quart’ordine
sommersa dal disordine
complessa e multiforme
quando è inverno in me
volo via come una rondine

Al confine tra me e me

E certi giorni parlo al cielo di me
come se fosse l’unica verità che c’è
e certe notti faccio il possibile
faccio il possibile

Non c’è motivo per non darsi per intero
le sicurezze sono prossime allo zero
nuoto tra i pianeti per cercare sollievo
e seguo il flusso di ogni singolo pensiero
noi che ci amiamo per interesse
eravamo mano nella mano prima che accadesse
perché l’emozione a volte ci tradisce
sopra un vetro le anime riflesse
costretta a fare promesse
che neanche sotto tortura
le cose chieste con cura
carezze con una cintura
anche se a volte ho paura
non vedo più al di là di un’emozione
lunghe distanze per cui sono pronta come
il volo di un airone

E certi giorni parlo al cielo di me
come se fosse l’unica verità che c’è
e certe notti faccio il possibile
faccio il possibile
e certi giorni parlo al cielo di me
come se fosse l’unica verità che c’è
e certe notti faccio il possibile
faccio il possibile
e certi giorni parlo al cielo di me
come se fosse l’unica verità che c’è
e certe notti faccio il possibile
faccio il possibile

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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