Album Amarcord: i dischi più belli da riascoltare

Reduce dal successo di “Crêuza de mä”, Fabrizio De Andrè torna sulla scena musicale dopo sei anni di silenzio con il suo dodicesimo lavoro in studio, intitolato “Le nuvole”. Il cantautore genovese prosegue il suo viaggio dialettale, utilizzando oltre alla lingua ligure anche quella napoletana, tra cui spicca la celeberrima “Don Raffaè”, composta a quattro mani con Massimo Bubola, e “La nova gelosia”, cover di un brano popolare partenopeo di autore ignoto, risalente al XVIII secolo.

Si rafforza il sodalizio con Mauro Pagani, co-produttore dell’intero disco e autore delle musiche, mentre viene inaugurata la collaborazione con Ivano Fossati, che firma con De Andrè i due pezzi in genovese “Mégu megún” e “Â çímma“. Tra le tracce di maggior impatto, spicca “La domenica delle salme”, aggiudicatasi la Targa Tenco come canzone dell’anno, una denuncia sociale nei confronti della perdita di ideali, una delle canzoni più ispirate e coinvolgenti dell’ultima stagione artistica del cantautore.

Si tratta del penultimo album di inediti di Faber, una specie di pre-testamento musicale, un disco che racchiude presente, passato e futuro dell’artista destinato a fare scuola e storia del nostro cantautorato. Poesia e canzone popolare viaggiano a braccetto in un’unica direzione narrativa, a partire dall’omonima traccia di apertura, un monologo recitato da Lalla Pisano e Maria Mereu, proseguendo con la settecentesca “Ottocento”, un affresco in stile rococò che nasconde un’aspra critica nei confronti di quei tempi così frivoli, tipici e rappresentativi del periodo a cavallo tra anni ’80  e ’90.

Il risultato è un disco vario e variegato, ricco di spunti di riflessione e di vita vissuta, un album di passaggio proprio come suggerisce il titolo, che lo porterà all’epilogo di “Anime salve”, sei anni dopo. Insomma, “Le nuvole” ci regala una fotografia analogica della società pre-digitale, che già si trovava a fare i conti con dinamiche comportamentali strumentalizzate dalla modernità, nuovi usi e consumi diversi rispetto al passato. Fabrizio De Andrè ne rappresenta un testimone arguto e attento di questo cambiamento epocale, un menestrello d’altri tempi in grado di conservare e dispensare i veri ideali.

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Le nuvole | Tracklist e stelline

  1. Le nuvole (intro parlato)
    (Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani)
  2. Ottocento ★★★★☆
    (Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani)
  3. Don Raffaè ★★★★★
    (Fabrizio De Andrè, Massimo Bubola, Mauro Pagani)
  4. La domenica delle salme ★★★★★
    (Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani)
  5. Mégu megún ★★★★☆
    (Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Mauro Pagani)
  6. La nova gelosia ★★★★☆
    (Anonimo)
  7. ’Â çímma ★★★★☆
    (Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Mauro Pagani)
  8. Monti di Mola ★★★★☆
    (Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani)
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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