Il racconto e le immagini del concerto del cantautore toscano, intitolato “Inedito Acustico“, andato in scena ad Alba

In un’estate in cui si soffre per la riduzione delle attività live, c’è chi sposa con convinzione le poche ma preziose iniziative presenti sul nostro territorio. Si è svolta ad Alba, in provincia di Cuneo, una nuova e inedita edizione di Collisioni, rassegna musicale e letteraria che dal 2009 ospita alcune delle eccellenze del nostro Paese. Un festival intitolato “Grazie” e dedicato a tutti i medici, infermieri, cassieri, camionisti e coloro i quali hanno continuato a svolgere la propria professione durante tutta l’emergenza sanitaria. In ottemperanza al decreto Cura Italia, i mille titoli d’ingresso a disposizione sono andati letteralmente a ruba, nonostante le richieste fossero almeno dieci volte superiori ai posti a sedere.

Tra l’euforia e il calore del pubblico è tornato ad esibirsi dal vivo Francesco Gabbani (qui la nostra ultima intervista), protagonista di uno show senza precedenti, anticipato da una piacevole chiacchierata con il giornalista Ernesto Assante. «Quando è iniziato il lockdown – ha raccontato il cantautore – sono rimasto spiazzato, in quel periodo ero nel pieno del mio instore tour, quindi, mi sono ritrovato a passare dal vivere una situazione quotidiana in cui incontravo un sacco di persone al restare isolato, come tutti, nella mia abitazione. Dal punto di vista pratico è stato shoccante, d’altro canto si è trattato di un momento importante a livello umanistico perché, banalmente, quello che ci viene tolto e che normalmente diamo per scontato, in certe situazioni si rinfresca improvvisamente di valore. Ci è mancata la condivisione, questa esperienza ci ha ricordato cosa è davvero importante».

Si intitola “Inedito Acustico lo spettacolo (qui tutte le altre date ed i biglietti), a metà tra teatro e canzone, con cui Francesco Gabbani ha riabbracciato il suo pubblico. Un dialogo e uno scambio di opinioni con la voce della propria coscienza (interpretata da David De Filippi), che lo accompagna nella narrazione della storia dell’amico Fritz, vale a dire il suo alter ego, in un viaggio fatto di aneddoti e canzoni. Sul palco l’immancabile band composta da: Lorenzo Bertelloni (tastiere), Davide Cipollini (chitarra), Giacomo Spagnoli (basso) e Filippo Gabbani (batteria). In scaletta i brani contenuti nel suo primo album Greitist Iz” (“Clandestino”, “I dischi non si suonano” e “Immenso”), i singoli estratti dal suo secondo lavoro “Eternamente ora” (“Amen” ed “Eternamente ora”), diversi pezzi racchiusi in “Magellano” (“Foglie al gelo”, “Occidentali’s karma”, “Tra le granite e le granate”, “La mia versione dei ricordi”) ed alcune tracce del suo ultimo disco “Viceversa” (Viceversa“, “Shambola”, “Cinesi”, “Einstein” e “Il sudore ci appiccica).

Francesco Gabbani | Le foto del concerto

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Non si risparmia ed esprime tutto se stesso Francesco Gabbani, centravanti dell’autoironia, abile nel raccontarsi senza prendersi mai troppo sul serio. Una dote naturale che si riflette nella sue opere musicali, oneste e sentite. Il segreto? Possedere un vissuto da poter sfoggiare e narrare attraverso la nobile arte oratoria dello scrivere canzoni. Perché, vedete, spesso chi si approccia a questo mestiere lo fa per puro esibizionismo, spesso senza avere nulla da raccontare. Non è il caso dell’amico Fritz, che si è sempre espresso in modo incondizionato, con estrema nonchalance, caratteristica che potremo riassumere in una sola parola: semplicità.

Inedito Acustico | Scaletta

  1. L’amico Fritz
  2. Sweet home Chicago (cover)
  3. Clandestino
  4. I dischi non si suonano
  5. Immenso
  6. Amen
  7. Eternamente ora
  8. Foglie al gelo
  9. Occidentali’s karma
  10. Tra le granite e le granate
  11. La mia versione dei ricordi
  12. Viceversa
  13. Shambola
  14. Cinesi
  15. Einstein
  16. Il sudore ci appiccica
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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