Ginta Biku

Intervista alla cantante lituana, naturalizzata svizzera

Forte del rinnovato riscontro positivo tra i 100 giurati di All Together Now, La cantante di origini lituane, ma naturalizzata svizzera, Ginta Biku, è tornata con un nuovo progetto audiovisivo, che la vede eseguire celebri canzoni della cultura pop in chiave jazz, direttamente sui suggestivi tetti di Parigi. L’iniziativa, intitolata proprio “Rooftops of Paris“, arriva in occasione delle festività natalizie, e per i primi giorni del 2021 si trasformerà in un album che conterrà anche una sua traccia inedita, che però il pubblico italiano ha avuto modo di ascoltare anche in altre occasioni.

Parliamo subito di questo progetto, “Rooftops of Paris”. Una bellissima iniziativa che presenta al pubblico scorci meravigliosi della capitale francese. Raccontaci la sua ideazione.

<<Ho avuto l’idea di salire sui tetti parigini per filmare diversi anni fa. Questo è il luogo più speciale in cui abbia mai realizzato un videoclip, che ha preso il sopravvento persino sui geyser, i ghiacciai islandesi e il deserto del Sahara! Parigi per me ha molteplici significati, è la mia città in cui ho studiato, imparato a realizzarmi, mi sono innamorata. Non è strano che volessi creare qualcosa lì: una location per videoclip incantevoli, misteriosi, affascinanti, pieni di poesia, avventura, adrenalina. Salire sul tetto a Parigi non è facile, in quanto è semplicemente vietato, sono necessari permessi speciali. Io e la mia squadra siamo stati aiutati dal mio amico Raphael Metivet, fotografo di Vogue Paris che ci ha permesso di realizzare questo sogno. Nessun cantante al mondo ha mai ricevuto il permesso di filmare sui tetti, e la fila di chi l’avrebbe voluto è lunghissima. Si sono create delle circostanze magiche che ce l’hanno permesso. È stata un’esperienza unica, che spero il pubblico a casa possa vivere insieme a me. Inoltre, questo progetto è nato insieme alla fondazione di Andrea Bocelli e il fondo d’investimenti Bervann. Sarò felice di presentarlo in esclusiva agli ospiti durante la celebrazione della fondazione di beneficenza per la raccolta fondi per i bambini, vittime di violenze psicologiche e fisiche durante il periodo della pandemia quest’anno>>.

In occasione del Natale, proponi classici della cultura pop in chiave jazz. Quali canzoni hai selezionato?  Inoltre si tratta di un progetto “condiviso” a 360° con i tuoi seguaci e sostenitori.

<<La particolarità di questo nuovo format audio-visuale sta proprio nella sua creazione interattiva: è stato ideato insieme a migliaia di persone. Grazie al potere dei social media siamo riusciti a coinvolgere i miei fans ad ogni passo importante, la scelta delle canzoni, la location video, la copertina dell’album. Mi sento come la punta di un iceberg, la portavoce di un progetto unico nel suo genere. Il risultato è stato proprio quello di proporre una nuova chiave di lettura, di ascolto in acustico con un twist moderno dei grandi classici della musica internazionale, come Fly me to the moon, Girl from Ipanema, con l’aggiunta anche di un mio inedito>>.

A tal proposito, parliamo di questo tuo vecchio inedito mai pubblicato ufficialmente, “Unsaid”. Raccontaci la sua genesi e quali soddisfazioni ti ha regalato, pur non essendo mai pubblicato.

<<“Unsaid” (“Le Campane”, nella sua versione italiana) ha una storia misteriosa in quanto è sempre stato uno dei miei brani preferiti, ma non è mai stato pubblicato ufficialmente, nonostante avesse già vinto il premio della critica al Festival di Castrocaro e sia stato presentato su un palco importante come quello del Coca-Cola Summer Festival in Piazza del Popolo a Roma. È stato anche colonna sonora del pluripremiato film documentario “Endless Corridor” di cui ho scritto la colonna sonora (ora disponibile su “Amazon Prime”, dir. Aleksandras Brokas). Nonostante sia stato scritto anni fa, è un brano che risulta attuale più che mai, è il mio evergreen. Scritto insieme a Massimo Zoara, arrangiato da Celso Valli con l’orchestra della Scala, prodotto negli studi Abbey Road di Londra… sento sia arrivato finalmente il momento giusto di condividerlo col mio pubblico>>.

Per la realizzazione di questo album con chi hai collaborato?

<<L’album è stato realizzato in collaborazione con il produttore musicale di “All Together Now” Maurizio Parafioriti (Renato Zero, X Factor, Concerto al Vaticano, Sony Music Italia), il compositore d’eccellenza Gioni Barbera (Arisa, Ornella Vanoni, Festival di Sanremo, X Factor Italia), Massimo Zoara (Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, Radio105), mentre il video è a cura di Aleksandras Brokas (Media Estetika, Hollywood Professional Association)>>.

Sei reduce dal rinnovato successo sul muro dei 100 di All Together Now. Come hai vissuto questa nuova edizione nello show Mediaset, realizzata al tempo del Covid?

<<Mi sono sentita molto fortunata ad avere avuto la possibilità di partecipare per la terza volta ad All Together Now in veste di giudice. Quest’anno nulla è scontato. Nel mondo dello spettacolo si vive una crisi mai vista prima, l’arte di reinventarsi, di trovare nuove soluzioni e opportunità, pensare fuori dagli schemi è fondamentale. Ho cercato sin dall’inizio di mantenere uno spirito propositivo, di essere flessibile nei cambiamenti e nuove sfide>>.

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Andrea Picariello

Giornalista pubblicista salernitano, nato nello stesso anno in cui i Jalisse hanno vinto Sanremo. Music addicted ma, ancora di più, informazione musicale addicted. Quando cala la sera e ho paura del buio accendo la mia lampada di fiducia, che mi illuminerà la stanza: la musica.

Di Andrea Picariello

Giornalista pubblicista salernitano, nato nello stesso anno in cui i Jalisse hanno vinto Sanremo. Music addicted ma, ancora di più, informazione musicale addicted. Quando cala la sera e ho paura del buio accendo la mia lampada di fiducia, che mi illuminerà la stanza: la musica.

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