Giulia Luzi: “Mimì verrà sempre ricordata e mai dimenticata” – INTERVISTA – Recensiamo Musica

A tu per tu con la cantante romana, in occasione della partecipazione a “Buon compleanno Mimì

A due anni e mezzo di distanza dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2017 in coppia con Raige (qui la nostra recente intervista), ritroviamo con piacere Giulia Luzi, cantante e attrice che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare anche nei panni della protagonista femminile nel celebre musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, prodotto da David Zard. In occasione della sua partecipazione alla settima edizione di Buon compleanno Mimì, abbiamo avuto modo di scambiare un piacevole chiacchierata con lei, parlando anche dei suoi prossimi e imminenti progetti discografici.

Ciao Giulia, bentrovata. Quanto ha inciso la figura di Mia Martini nel tuo percorso artistico?

«Grazie ai miei genitori ho sempre ascoltato tanta musica italiana, Mia Martini era tra gli artisti più frequenti, anzi, ti dirò di più, una delle prime canzoni che ho cantato quando ero piccola è proprio “Almeno tu nell’universo”. Ho stimato moltissimo e sono sempre stata attratta da queste grandi cantanti del passato, lei rientra ovviamente tra le più importanti che abbiamo avuto, se non la numero uno in assoluto».

Quale brano hai scelto dal vastissimo repertorio di Mimì?

«Ho scelto di cantare “Notturno”, forse non tra le canzoni più conosciute, l’ho scelta proprio per questo, perché mi andava di fare un omaggio ad una poesia così bella che non è arrivata al grande pubblico come “Almeno tu nell’universo”, “Gli uomini non cambiano”, “E non finisce mica il cielo” ed altri successoni».

Immagino sia sempre una bella responsabilità confrontarsi con questo genere di canzoni, quanto influisce l’impatto emozionale sulla resa finale di una performance? Sia in termini di agitazione, ma anche di emozione che poi riesci a restituire al pubblico…

«Guarda, ero già emozionata durante le prove (sorride, ndr), non lo so stasera, spero di riuscire a cantarla dignitosamente e a renderle onore».

Non ci vediamo da Sanremo 2017, dalla tua partecipazione in gara con Raige e dall’eliminazione dalla gara che non vi ha permesso di poter cantare la cover, tra l’altro bellissima…

«Sì, ci è dispiaciuto moltissimo non avere la possibilità di presentare sul palco dell’Ariston la nostra versione di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, eravamo molto fieri di come era venuta, anche Gianni Morandi ci aveva chiamato per farci i complimenti».

A tal proposito, non so se hai seguito, per la prossima edizione Amadeus ha dichiarato che l’interpretazione della serata delle cover rientrerà nella classifica generale ed inciderà sul punteggio finale della gara…

«Ah, beh lo trovo interessante. Nel nostro caso sicuramente la cover ci avrebbe dato la possibilità di mostrare qualcosa in più, anche perché è una canzone alla quale eravamo entrambi molto legati, in più siamo riusciti a renderla più moderna senza snaturarne il senso».

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

«Fortunatamente ci sono tanti bei progetti, da tempo sto lavorando al mio nuovo album, con un team tutto nuovo, sono felicissima e davvero super carica. Manca davvero poco, tra un mesetto uscirà il primo singolo e sono veramente emozionantissima, non vedo l’ora di tornare perché cantare è la mia più grande passione da sempre».

Per concludere, qual è la caratteristica che manca di più di Mia Martini a te e all’intero scenario musicale italiano?

«Già solo con uno sguardo riusciva a comunicare, oggi come oggi, questo tipo di emozione un po’ manca, così come mancano canzoni così profonde e sentite, forse non uscirebbero nemmeno sul mercato discografico. La musica è cambiata, non dico che quella attuale non sia bella, l’evoluzione va rispettata, ma quel genere di musica e quel tipo di artisti ci mancano, per questo lei verrà sempre ricordata e mai dimenticata».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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