Irama Sanremo 2021

Recensione del nuovo brano sanremese del cantautore

La genesi del tuo colore” è il brano che, volente o nolente, ci ricorderemo per essere stato il massimo esponente di un Festival di Sanremo al tempo del Covid. Irama si è potuto vedere le sue esibizioni in tv direttamente dal divano di casa sua, mentre attorno a se cresceva l’interesse mediatico per la faccenda che lo ha visto protagonista .

Il brano racconta di quell’ attimo in cui ti trovi nell’oscurità e stai per toccare il fondo, quando all’improvviso tutto cambia, esplode il colore nella tua vita e tutto si sistema. Detta così potrebbe sembrare una metafora chiara ma banalotta, ma se contestualizzata acquista una profondità maggiore. Si ricorda sempre che stiamo parlando di un brano pop, immediato nella comprensione e rivolto ad un pubblico giovane, lo stesso che segue Irama (a cui qui la nostra intervista) da anni ormai nelle sue varie hit.

In “La genesi del tuo colore” il mix tra testo e musica genera un insieme di sensazione piacevole e buon umore che a differenza di altri brani passati stavolta non fa venire voglia di ballare ma di esprimere la propria voglia di rinascita. L’arrangiamento si spinge verso il pop con ricerca di sonorità elettroniche, soprattutto nell’utilizzo di distorsori vocali nel bridge e nei pad e arpeggiatori che riempiono il ritornello, assieme al beat ballabile tipico della musica pop che ben riempie il ritornello con uno strumentale. La sensazione iniziale è che il brano fosse nelle corde dell’Eurovision Song Contest, quasi pronto e infiocchettato per partecipare alla kermesse e perché no, puntare alla vittoria.

Irama è stato certamente penalizzato da tutto quello che gli é successo e che gli ha impedito una partecipazione ordinaria al Festival, tuttavia il brano è piaciuto, piace e merita di essere ascoltato e valorizzato. Forse si potrebbe azzardare nel dire che il polverone mediatico che lo ha ricoperto è servito ad aumentare il gradimento emotivo nei confronti di un brano che, certamente, è stato ben messo in luce dalla classifica e dal televoto. In sostanza si può affermare con certezza che non siamo davanti al capolavoro della carriera di Irama ma “La genesi del tuo colore” è un passo in avanti verso un’identità musicale ed una ricerca stilistica che potrebbe riservare qualche sorpresa in futuro ma che ci fa ben godere del presente.

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La genesi del tuo colore |  Testo

Non sarà la neve
A spezzare un albero
Avessi finito sarebbe stato meglio
Di averti visto piangere in uno specchio
E mi manca la tua voce ormai
Ora che, ora che, ora che sei qui
Io sono qui
Ci vestiremo di vertigini
Mentre un grido esploderà
Come la vita quando viene

Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome

Avessi finito sarebbe stato meglio
Hai poco tempo ormai
Per vivere una vita che non sentirai
Chiudo il sole in un attimo
Anche se non dormirò oh
E i pensieri passano
Come eclissi resti qui
Io resto qui
E danzeremo come i brividi
Mentre la vita suonerà
Con le dita tra le vene

Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome

Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima

Sottovoce nasce il sole
La scia che ti porterà dentro
Nel centro dell’universo
E l’armonia del silenzio
Sarà una genesi
La genesi del tuo colore
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, Piangerai, ballerai
Scoppierà il colore

Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima (scoppierà il colore)

Colora l’anima
Con una lacrima (scoppierà il colore)

Colora l’anima
Con una lacrima
Cambierai il tuo nome

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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