Dal primo marzo fuori il nuovo singolo di Takagi & Ketra che si avvale di ben tre featuring d’eccezione

Dopo aver dominato le classifiche con L’esercito del selfie“, “Da sola in the night e Amore e capoeira (che messe insieme fanno ben otto dischi di platino), Takagi & Ketra tornano con il quarto singolo della loro saga discografica, intitolato “La luna e la gatta”. A questo giro sono state arruolate le voci di Tommaso Paradiso, Jovanotti e Calcatta, insolito trio soprannominato The Barbooodos. Una hit predestinata e che promette di fare incetta di nuovi record, non solo per l’eccellenza rappresentata dai tre featuring d’eccezione, soprattutto per il pezzo stesso.

In un’epoca di canzoni parlate e raccontate come se fossero notizie del telegiornale, torna prepotentemente a farsi spazio un brano dalla forte struttura melodica, di quelli che si possono canticchiare e, perché no, anche fischiettare. Il resto lo fanno sapientemente le sonorità nostalgiche e retrò, definite come un mix tra soul, le colonne sonore dei film Spaghetti Western degli anni ‘70 e del più contemporaneo urban pop.

Qualcuno potrà pure storcere il naso e non apprezzare questo tentativo di ritorno alla melodia o la potrà vedere come una semplice trovata commerciale, ma l’esperimento funziona perché unisce mondi che sulla carta possono sembrare distanti e crea, finalmente, qualcosa di diverso. Un sound abbastanza tradizionale, al servizio di un testo per nulla scontato o classico, anzi, dotato di terminologie moderne e, se vogliamo, di denominazione indie.

Alla base c’è un desiderio di spensieratezza, la voglia di creare un tormentone primaverile che, attenzione, non deve per forza essere considerato un demerito, perché costruire a tavolino una canzone non è affatto una cosa semplice, soprattutto oggi, dopo che si è già scritto e suonato praticamente tutto. Il duo di pluri certificati produttori, composto da Alessandro Merli e Fabio Clemente, sa bene come catalizzare l’attenzione del pubblico, senza bisogno necessariamente di ripetersi.

In conclusione, “La luna e la gatta” è una bella canzone che parla di una tormentata storia d’amore, cosa che credo sia tutt’oggi ancora legale, ma lo fa con intenzioni e intuizioni romantiche, scanzonate e originali (“vorrei tu facessi lo stesso con la mano sul mio cuore, quanto mi guardi negli occhi vorrei finire nel frullatore”). Un’ispirata cavalcata sognante e multigenerazionale, che demolisce il muro immaginario che separa l’indie e il pop, riunificando in un unico genere la nostra amata/odiata musica leggera italiana.

La luna e la gatta | Audio

La luna e la gatta | Testo

Gli alberi pescano pescano, l’anima di questo mondo
immergendo le radici e abbracciando l’equatore
vorrei tu facessi lo stesso con la mano sul mio cuore
quanto mi guardi negli occhi vorrei finire nel frullatore 

Ma dimmi come si può stare bene anche quando si è lontani
e non sento la tua voce ormai da troppe settimane
dimmi come si può stare vivi anche senza respirare

Posso soltanto deglutire
singhiozzare
cantare nella testa
questo motivo che mi fa
stare come una gatta che guarda dalla finestra
la luna che cade in un lago dipinto di blu
e ci caschi anche tu 

Nel cielo la notte è romantica, Venere bacia Orione
senza sapere dove, senza sapere come
vorrei tu facessi lo stesso chiamandomi col mio nome
l’amore attraversa lo spazio, i chilometri, gli anni luce 

Ma dimmi come si può stare bene anche quando si è lontani
e non sento la tua voce ormai da troppe settimane
dimmi come si può stare vivi anche senza respirare 

Posso soltanto deglutire
singhiozzare
cantare nella testa
questo motivo che mi fa
stare come una gatta che guarda dalla finestra
la luna che cade in un lago dipinto di blu
e ci caschi anche tu 

L’amore non è una scusa
ma giuro mi sono perso
non è stata una bella avventura
però mi è piaciuta lo stesso
c’era la luna in un lago
che emanava il suo riflesso
e una banda suonava lontano una musica blues
ci saresti cascata anche tu

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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