Le 50 migliori canzoni dei primi 6 mesi del 2017

Abbiamo superato il giro di boa per quanto riguarda l’annata musicale del 2017 ed è quindi tempo di bilanci: quali sono i 50 brani che un qualsiasi ascoltatore di musica italiana non può assolutamente perdersi di questi primi 6 mesi? Ecco il nostro elenco:
  1. Ad un passo da te – Mina e Celentano

La voce ruvida di Adriano Celentano si unisce alla perfezione al soul della tigre di Cremona che entra in scena in un ritornello tutto canticchiabile con doppie voci e una ritmica costantemente presente. Un amore che va e viene fa di sfondo ad un altro brano dei due giganti della nostra musica. L’unica vera coppia regina

  1. Che sia benedetta – Fiorella Mannoia

La regina dell’interpretazione della canzone d’autore italiana vince a mani basse l’ennesimo riconoscimento del suo valore nel raccontare finemente e attentamente la dimensione più pura della vita grazie ad un fantastico testo di Amara che si presenta all’altezza della storia di un’interprete immensa. Interpretazione vissuta.

  1. Ci si arrende – Zucchero

Il più bel brano dell’ultimo album del Fornaciari che, con l’accoppiata di Mark Knopfler, costruisce una bella ballata strutturata su di un continuo crescendo musicale andando a richiamare da lontano uno dei suoi più grandi capolavori compositivi come “Diamante”. La voce si mantiene melodica senza mai strafare e tirando fuori, di tanto in tanto, quel timbro ruggente che spezza la delicatezza dell’arrangiamento orchestrale. Degna del miglior Zucchero.

  1. Come nelle favole – Vasco Rossi

Il Blasco tira fuori un altro di quei brani degni del suo nome e della sua carriera. Alla partenza con il pianoforte si somma lentamente la ritmica dapprima e, successivamente, un potente ritornello che non può che reclamare cori da stadio prima di lasciare parte ad un assolo che fa (fortunatamente) riassaporare (anche se per poco) il piacere di uno spazio dedicato alla melodia all’interno di una canzone. Nuovo brano riuscitissimo.

  1. Credo – Giorgia

E’ una canzone che porta con sé tutto ciò che serve: un testo ispirato di Tony Maiello che conferma il suo giovane talento autorale, una melodia fresca arrangiata con suoni attuali ed una ritmica preponderante, e una voce sempre possente che, nel finale, si lascia andare ad un acuto che rende giustizia alla capacità vocale della Todrani oramai sempre più confinata a causa di questi schemi electropop. Contemporanea e tradizionale allo stesso tempo.

  1. È più forte l’amore – Fabrizio Moro e Bianca Guaccero

Moro tira fuori un’altra delle sue cose più belle e lo fa (ancora una volta guarda caso) nella dimensione intima del pop suonato con pianoforte e violini. La Guaccero dona la sua voce profonda per intonare un testo denso anche di un carattere sociale (“fra la differenza e l’uguaglianza”) che poi sfocia, nel finale, in un ricco canto liberatorio in cui le voci escono definitivamente allo scoperto. Si canta l’unica forza davvero invincibile.

  1. Fidati ancora di me – Alessandra Amoroso

Daniele Magro firma questo nuovo up-tempo per la salentina che, nell’ultimo anno, ha abbondantemente esplorato questo vasto universo musicale traendone non pochi successi. Anche in quest’occasione il tema rimane quello dell’amore prima in difficoltà, poi alla ricerca di una soluzione che, in questo caso, passa per la fiducia. Un nuovo successo.

  1. Giulia dorme – Leonardo Lamacchia

Una splendida ballata intima nei suoni e nelle parole usate per raccontare un solo istante in cui ci si trova davanti ad una persona che rappresenta “la mia parte migliore”. Il giovane cantautore barese sfoggia, su di una melodia delicata, una voce piena e sicura che racconta con profondità l’immagine che ha davanti agli occhi. Intima.

  1. Ho bisogno di te – Mariella Nava

Lei è una delle penne femminili più talentuose della scena cantautorale italiane degli ultimi 30 anni. In questa nuova leggera ballata amorosa dimostra ancora una volta la ricercatezza d’immagini di cui Mariella è capace di farsi portavoce per raccontare il sentimento più forte del mondo poggiandosi su di un’orchestrazione che unisce sapientemente orchestra e suoni sintetici. Il sapore della musica d’amore dal peso specifico importante.

  1. Il diario degli errori – Michele Bravi

Di non troppo celati echi mengoniani questo brano, che segna il ritorno di Michele Bravi all’italiano e alla scena discografica che conta, ha fatto riscoprire il giovane artista di Città di Castello sotto una veste delicatamente pop. L’ottimo testo del sempre bravo Cheope si sposa alla perfezione alla melodia orchestrale e armonica degli altrettanto talentuosi Federica Abbate e Giuseppe Anastasi. Si raccontano i già molti errori di una giovane vita che lotta per far sì che il suo amore non possa essere ascritto a questa impietosa lista mentre gli archi accrescono il volume dell’arrangiamento mai davvero pieno. Un brano maturo testualmente.

  1. Immaginami – Giusy Ferreri

La siciliana si affida alla penna di Marco Masini che compone una bella ballata sinuosa che viene trasformata inserendo sonorità sintetiche con le tastiere che accompagnano dall’inizio alla fine la ritmica. Il testo è il punto forte del brano che viaggia intorno all’immaginazione di una vita futura costruita attorno ad un sentimento che “è solo amore”. Una dedica di vita.

  1. La mia versione dei ricordi – Francesco Gabbani

Gabbani si presenta in una veste totalmente inedita lasciando da parte quella sua forma estremamente orecchiabile basata sulle facili rime e su melodie trascinanti. Ciò che esce da questo notevole cambio di rotta è una bella ballata pop dal profondo arrangiamento orchestrale con la voce che si assesta sulle note basse per creare un’atmosfera densa che esce allo scoperto nel ritornello che schiude i suoni. Il testo, come sempre mai banale, fa riflettere recitando “a ciascuno la sua scelta, la risposta ai suoi perché, perché adesso ognuno gioca per sè”. Non solo tormentoni.

  1. La vita che ho deciso – Paola Turci

Il pop si mischia sapientemente al rock creando una buona canzone che descrive il momento in cui “sfrecciano i ricordi tra i grovigli di emozioni”. Ad un perfetto ritornello, in cui la batteria sancisce prepotentemente in ritmo, si contrappongono strofe dalle doppie voci che riflettono su partenze e ritorni. Una perfetta dedica d’amore decisa.

  1. Lasciarmi andare – Silvia Mezzanotte

E’ il grande ritorno di una voce colossale della nostra musica che, fortunatamente per noi, si è rimessa in gioco scegliendo una strada moderna ed attuale. Dietro a quella che sembra una ballata pop-rock come tante c’è, in realtà, un testo minuziosamente studiato per raccontare davvero l’essenza della sua interprete che racconta “una donna che vive la sua verità senza il minimo alibi”. Un possente arrangiamento ritmico sposa una voce sporcata dell’etera Mezzanotte che, poi, si lascia andare ad un bel bridge parlato finale prima di uno dei suoi acuti storici. Voce immensa.

  1. L’esercito del selfie – Takagi e Ketra feat. Arisa e Lorenzo Fragola

Costruire un tormentone estivo sfruttando sonorità e atmosfere retrò non è cosa semplice eppure i due produttori del momento (Takagi e Ketra) hanno saputo realizzare tutto ciò avvalendosi della firma di Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti (piuttosto in voga al momento) e delle voci di Arisa e Lorenzo Fragola. I due vocalist, pur se abbondantemente diversi tra loro, interpretano un testo istrionico e fuori dai soliti schemi abbandonandosi in un inciso che ironizza su social, tecnologia e mania di accumulare beni. Novità.

  1. Nudi e perpendicolari – Timothy Cavicchini e Ostetrika Gaberini

Il giovane rocker continua il suo percorso musicale senza aderire (giustamente) ad alcuno schema prestabilito. Per questo nuovo singolo si dedica alla descrizione di un istante di amore carnale non risparmiando alcun particolare ma destreggiandosi tra le varie posizioni del Kamasutra in un intrigo di corpi, orgasmi, sensi, sogni e desideri. A condire il tutto c’è quel sano sapore di chitarra elettrica che porta in scena un po’ di quel sano rock che, oramai, nessuno ha più il coraggio di proporre. Il sapore esplicito del buon sesso senza troppe maschere.

  1. Ora esisti solo tu – Bianca Atzei

È probabilmente il più bel brano del largo repertorio pop della sarda che di amori che vanno e vengono ne ha parlato non poco. La firma è (nuovamente) quella di Kekko Silvestte dei Modà, e per questo il testo non è di certo dei più innovativi nella scelta delle immagini evocate, ma nelle belle strofe crescenti l’arrangiamento prepara l’esplosione retrò del ritornello in pieno stile anni ’60. Musicalmente attraente.

  1. Pace – Amara e Paolo Vallesi

Due voci importanti e decisamente profonde come quelle di Amara e Vallesi si fondono in un grido all’unisono in nome della pace, della libertà e del rispetto della vita propria e altrui. In una crescente orchestrazione le due voci si rivolgono all’onnipotenza dicendo “non vincerà la paura se riscopriamo il senso della vita che respira ricombinando da se stessi perché siamo noi la vita”. Un urlo di sincera necessità.

  1. Piccola anima – Ermal Meta e Elisa

Una ballata scritta come si deve, cantata come meglio non si potrebbe da due artisti tra loro così tanto diversi ma, contemporaneamente, anche così tanto uguali. Niente artifici extramoderni tra i suoni, nessuna immagina scontata nel testo e nessuno schiamazzo per acchiappare ma solo tanta delicatezza, sincerità e classe. Elisa nobilita vocalmente un testo dal gran bel inciso. Peso specifico emotivo notevole.

  1. Portami via – Fabrizio Moro

Moro fa pace con il mainstream e la TV e ci regala così un’altra delle sue poesie talmente potenti da riuscite a scardinare le nicchie in cui il cantautorato pop talvolta si vede confinato. Arrangiamento degno delle migliori cose pop dei nostri giorni, testo che come sempre ci ricorda di quanto Fabrizio sia in grado di toccare l’anima. A condire il tutto una voce graffiante che spacca i lembi dei muscoli facendoci penetrare l’emozione. Quella vera. Magia pura.

  1. Semplice – Elodie

Elodie è un’interprete soul e blues; ama giocare con la sua voce, sporcarla, renderla nera per ricadere in quegli ambienti a cui si sente più vicina musicalmente. Nel raccontare un amore indifferente, lontano, disinteressato la bella cantante dai capelli rosa si chiede “come fai a non capire?” la potenza del sentimento. Suoni soul.

  1. Senza paura di sorridere – Lele

Una intensa ballata piano e voce per raccontare un invito a credere nella vita e in “tutto ciò che resta”. Non è un brano pop da radio ma ha la forza di riuscire a comunicare un sentimento nella sua purezza più sincera che si scontra con paure e dolori. E’ “l’amore che non smette mai” a salvare un destino apparentemente infermabile che la voce sottolinea con saggezza nel corso di tutta l’interpretazione. Vestito sonoro perfettamente funzionale.

  1. Ti andrebbe di cambiare il mondo? – Renato Zero

Zero continua sulla scia delle sue ultime cose e continua a riflettere sulla necessità di un profondo cambiamento sociale per riuscire a dare una svolta profonda ad un mondo che lui stesso vede in pericolo (“questa vita è ormai malata lo sai: violata, intossicata anche lei”). La novità del caso è l’arrangiamento poggiato totalmente su di un’orchestra sinfonica su di cui Renato interpreta, con il suo solito trasporto, un messaggio che sente davvero suo. Personale.

  1. Tra le granite e le granate – Francesco Gabbani

Nuovo tormentone estivo che sa coniugare, ancora una volta bene, un testo acuto ed una melodia assolutamente trascinante. Più esotica nei suoni della ritmica che poi sfocia in un ritornello assolutamente frizzantino. Conquista le radio (fatto non difficile per lui in questo primo scorcio di carriera) ma lo fa con acutezza. E-state.

  1. Un’altra idea – Le Deva

Il nuovo (unico) quartetto femminile italiano inizia il nuovo percorso insieme con un buon pezzo electro-pop con a sfondo un amore a cui occorre trovare una soluzione affinché non si esaurisca. L’arrangiamento tutto basato su sintetizzatori, tastiere e ritmica tiene alta il beat mentre le quattro voci si districano tra sensualità vocale e perfetta fusione vocale negli incisi, fonti primarie d’energia comunicativa. Funzionano anche senza temi socialmente impegnati.

2. Amara terra mia – Ermal Meta

A Sanremo il cantautore albanese ha stregato tutti con questa coraggiosa e delicatissima interpretazione di uno dei brani più belli e sentiti di Modugno. Cantata in una duplice tonalità vocale la reinterpretazione di Ermal è diventata nelle settimane a seguire un suo classico a tutti gli effetti tanto da essere richiesto nei live e nelle varie ospitate TV. Un’interpretazione rispettosa.

  1. Chiavi di casa – Michele Bravi

E’ il più bel brano dell’ultimo album del giovanissimo cantautore di Città di Castello tornato alla ribalta grazie alla sua estrema delicatezza e, contemporaneamente, alla sua sorprendente contemporaneità di suoni e colori vocali. L’amore è concluso e non lascia che un indelebile ricordo che puntualmente offusca la memoria risultando irrisolvibile: “non è servito a niente farci così male […] sai che per ogni strada che ho percorso sono sempre ritornato al punto in cui ti ho perso”. A coronare il tutto un perfetto arrangiamento che ai violini suonanti unisce un beat elettronico che trova la sua giusta dimensione senza invadere gli spazi. Delicata e sincera ballata pop 2.0

  1. Ciò che resta – Leonardo Lamacchia

E’ lui la realtà più interessante emersa dalla categoria delle Nuove Proposte dell’ultimo Festival di Sanremo. Il suo debutto suona come una ballata strappalacrime che ripercorre, in perfetto mood sanremese, il percorso di una vita forgiata da un amore ormai spazzato via. Tra scuse, grazie, idee, istanti e ricordi si snoda un racconto che prosegue “come una canzone che al mattino esplode forte nella testa” lasciando uno struggente ricordo d’amore. Poetico.

  1. Con te – Sergio Sylvestre

Brano che per il gigante buono rappresenta una vera e propria sfida visto che, per la prima volta, lo vede cantare in italiano su di un testo, decisamente mediocre, della grande Giorgia che, però, sa bene dove andare a parare musicalmente. Ad uscirne è una possente ballata tutta soul che al Festival ha fatto risuonare i violini e gli archi portando alla massima estensione la voce nera di Segio che, nel finale, ha giocato l’arma vincente con un coro gospel in contrapposizione. Musicalmente perfetta.

  1. Di questa felicità – Diodato

Lui è uno dei nostri migliori cantautori dell’era 2.0 in cui comunicare un messaggio è essenziale ma lo è ancor di più farlo con la giusta dimensione musicale. Un arrangiamento funzionale e contemporaneo in grado di funzionare al giorno d’oggi. Ma è nella sua versione acustica che questo brano si esalta e diventa un qualcosa di davvero importante. Cantautorale.

  1. Fatti bella per te – Paola Turci

E’ il ritorno più contemporaneo possibile per Paola Turci che torna al Festival totalmente rinnovata dimostrando nuovamente la sua enorme capacità duttile. Ai cori coldplayani del ritornello si affiancano strofe pop-rock che invocano l’amor proprio con il passare del tempo. Internazionale.

  1. Fuori di testa – Silvia Olari

La cantautrice, scoperta ormai un decennio fa da Amici di Maria de Filippi, si conferma in costante crescita nella sua ricerca musicale anche con questo nuovo brano. La sua voce profonda racconta “quella teoria dell’amore libero” lasciandosi poi cadere nel vuoto all’apertura dell’inciso che risulta essere una vera boccata d’aria fresca in una storia che “ha un suo prezzo che prima o poi pagherò”. Una bellissima ballata d’amore liberatoria.

  1. Ho peso il mio amore – Arisa

Quando Arisa canta da Arisa c’è poco da fare: non c’è sfida per nessuno. Il brano utilizzato (forse ingiustamente vista la scarsa esposizione) per l’ambito cinematografico porta tre delle firme più prestigiose del nostro pop: Giuseppe Anastasi, storico autore della potentina, Cheope e Federica Abbate. L’amore è perduto ma lo si ricerca continuamente tra i passanti mentre “anche il cuore si arrende e non crede al ritorno”. Una splendida ballata poggiata su di una classica orchestrazione che rende giustizia alla vocalità intima di Arisa. Tradizionalmente perfetta.

  1. Il conforto – Tiziano Ferro e Carmen Consoli

E’ il vero capolavoro dell’ultimo album di Ferro che scegliendo la Consoli ha fatto centro nobilitando vocalmente ed interpretativamente un brano già perfetto scritto con Emanuele Dabbono. Non occorre sbraitare o ricorrere a possenti acuti per conquistare e questo brano così intimo ne è la testimonianza più forte. Carmen Consoli con il suo timbro unico e la sua eleganza vocale ben si sposa alle note bassissime del cantautore di Latina che rende il tutto un capolavoro pur coniugando un testo mistico, due voci soavi e un arrangiamento tutto sintetico. Perfetta.

  1. Il resto del mondo è diverso da te – Giusy Ferreri

Nel disco più attuale e fruibile della Ferreri oltre alle fortissime hit elettroniche che conquistano le radio la siciliana ha inserito anche una buona dose di ballate pop, rese contemporanee da arrangiamenti ben studiati. Tra queste “il resto del mondo è diverso da te” ha il pregio di riportare in auge quel timbro particolarissimo dell’ex X-Factor che racconta sogni ed illusioni. Una riscoperta.

  1. In alto – Tony Maiello

Dopo la vasta esperienza autorale al fianco dei nomi più importanti della nostra scena pop attuale il giovane cantautore partenopeo torna in scena da interprete delle proprie parole con un brano che è capace di raccontare le difficoltà affrontate, in prima persona, negli ultimi anni. Ad emergere, però, è soprattutto il coraggio e la forza di volontà che ha portato al superamento delle difficoltà che la vita interpone nel percorso di vita. Un bel messaggio positivo che si coniuga ad un atteso ritorno.

  1. La verità – Elodie

Amara tira fuori un altro gioiellino autorale e lo regala questa volta ad Elodie. Partenza piano e voce con il timbro vocale che risulta profondo ed essenziale. L’apertura d’atmosfera del ritornello si avverte con il cambio vocale che spezza (positivamente) l’intensità del racconto che si concentra nella perdita d’identità. Interpretazione intensa.

  1. L’amore mi perseguita – Giusy Ferreri e Tiromancino

Potete già giocarvi una bella cifra che questo bel duetto sarà uno dei tormentoni del primo periodo autunnale del 2017. La voce graffiata della Ferreri ben si sposa al beat sintetico del brano coniugandosi alla delicatezza di Zampaglione che le fa le doppie voci nel ritornello prima di entrare in scena da protagonista nelle strofe. I due mondi si coniugano perfettamente per raccontare un amore guidato da un “destino andato altrove”. Un vero duetto.

  1. Le canzoni fanno male – Marianne Mirage

Sfortunata apparizione al Festival di Sanremo per la giovane interprete che, pur se presente con un buon brano, non è riuscita ad imporsi. Orecchiabilissimo ritornello e voce dal timbro particolarissimo che testimonia ancora una volta il buon gusto della sua discografica Caterina Caselli, sempre attenta a proporre un qualcosa di diverso dalla massa. Fuori da schemi precostruiti.

  1. L’ottava meraviglia – Ron

L’ennesima partecipazione al Festival di Sanremo di Ron avviene, come era lecito attendersi, con un’etera ballata pop capace di rispolverare quelle melodie orchestrali e sognanti di cui Rosalino è sempre stato maestro. Il ritornello si apre melodicamente e lascia uscire quella voce graffiata che racconta il sogno di un futuro insieme “per dividere il mondo e poi ricominciare”. Eterno.

  1. Occidentali’s Karma – Francesco Gabbani

Impossibile non citare l’unico vero tormentone pop della stagione invernale-primaverile. A Sanremo è arrivato giovane ed è uscito idolatrato riuscendo, poi, a confermare il successo di una canzone che non può essere considerata l’hit casuale. Per alcuni è il nuovo Battiato anche se io toscano ha dalla sua una propria cifra stilistica difficilmente paragonabile. Canzone che oltre che orecchiabilissima è anche ricca di spunti melodici e testuali interessanti. Sorpresa.

  1. Ovunque tu sia – Ultimo

Un mix interessante tra rap e il cantautorato pop della tradizione italiana più intima per raccontare un amore senza confini pronto a sfidare “la paura di non essere abbastanza”. Un arrangiamento efficace che fa poggiare su di una melodia orchestrale in continua crescenza le strofe cantate con decisione testimoniando la voglia di evadere e lasciare un mondo che non si percepisce più proprio. Lei è fuggita ma rimane viva nel ricordo che fa sì che si venga a creare quel desiderio di raggiungerla. Fusione stilistica interessante.

  1. Persone come te – Thomas

Messo da parte l’R&B più proprio del giovanissimo interprete veneto in questa bella ballata pop la voce continua a giocare con le sue sfumature più particolari poggiandosi, però, su di una melodia decisamente meno invadente ma, anzi, più leggera. Un testo semplice e adatto all’esperienza del suo interprete racconta come sia difficile affrontare le difficoltà della vita conservandone i ricordi che rimangono impressi nella memoria. Una bella sorpresa.

  1. Piccole cose – J-Ax e Fedez feat. Alessandra Amoroso

La salentina si presta per la prima volta in carriera ad un duetto pop-rap e lo fa con i due esponenti più popolari del genere e la firma di quel Roberto Casalino da sempre capace di grandi hit. La sua voce melodica e delicata ben si contrappone alle barre delle strofe che invocano la salvezza dell’amata che ci rende felice “anche solo ad immaginare quelle cose che non hai ancora”. Un buon mix.

  1. Ritagli – Amara

È la vera perla del secondo album della cantautrice toscana con cui Amara dimostra di saper raccontare l’amore distruttivo, dannoso e imprigionante in un modo semplice e diretto. Il racconto si districa tra pianoforte e violini che ben si sposano alla profondità vocale di quell’Erika Mineo capace di scrivere anche per sé gran belle canzoni. Profondamente raccontata e perfettamente scritta si presenta come una vera perla musicale del nostro tempo. Distruttiva.

  1. Sentirò respirare – Chiara

La giovane veneta c’ha provato in tutto il disco a trovare dei pezzi che fossero in grado di esprimere la sua leggiadria e classe vocale. I risultati non sempre sono stati all’altezza e nemmeno la produzione elegante di Mauro Pagani è stata sufficiente a tirare fuori qualcosa di sufficientemente buono. È con questo pezzo della coppia Caccamo-Flora che Chiara riesce a imprimere nelle strofe quella classe, di cui era alla ricerca, coniugandola ad un sentore pop ben adattato all’ampia orchestrazione. Il giusto compromesso.

  1. Tabula rasa – Ilaria Porceddu

La brava interprete sarda confeziona perfettamente un delicato racconto scritto dall’ottimo Gaetano Capitano che, con un ricercato linguaggio ed una innata capacità d’espressione profonda, le dona un gioiellino d’altri tempi. Ilaria segue le parole donandogli corpo senza mai esagerare dimostrandosi degna delle grandi dive dell’interpretazione di ieri. Uno struggente capolavoro per pochi intenditori.

  1. Ti avrei voluto dire – Federica

Pur se (forse) limitata dalla sua fin troppo giovane età la nuova scoperta di Amici di Maria de Filippi interpreta una gran bella ballata scritta da Rosario Canale (un altro ragazzo giovane dotato di una buona scrittura) e Rory di Benedetto. L’effetto è di una ricerca esasperata delle sonorità più moderne possibili che si vanno a coniugare con una voce che, sicuramente, rende di più nelle zone più intime. A far spiccare il pezzo è un ottimo testo che, nel racconto dell’amore eternamente pronto ad aspettare, nobilita il tutto. Racconto semplice ma efficace.

  1. Tutta colpa mia – Elodie

Il brano sanremese di Elodie è una canzone azzeccatissima perché capace di suonare attuale pur se con un’orchestrazione tradizionale ed incisa sul solco della “sanremità” più tipica. La brava interprete non deve che trasportarsi con la sua voce all’interno di un racconto generalista su di un amore che va e viene. L’arrangiamento e la bella voce bastano per farne un buon pezzo.

  1. Vietato morire – Ermal Meta

Il talento autorale di Ermal è da anni una questione innegabile ma con questa nuova ballata diventa assoluta certezza grazie alla (difficile) associazione di una melodia spensierata e di un testo tutt’altro che scontato, impersonale e leggero. A Sanremo si è presentato come un big semi-sconusciuto (tralasciando gli addetti ai lavori e i fan conquistati nei lunghi anni di gavetta) e ne è uscito come assoluta novità capace di convincere con la forza della semplicità. La vera scoperta dell’anno.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci.

Ilario Luisetto

Direttore di “Recensiamo Musica” e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci.

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