Il cantautore elogia il potere salvifico e terapeutico del dialogo con noi stessi, tra poesia e realtà

Trent’anni di carriera sulle spalle e canzoni che hanno rappresentato, raccontato e coinvolto almeno un paio di generazioni, Marco Masini inizia il terzo tempo della sua vita all’insegna del divertimento, proprio com’è consuetudine fare dopo una partita di rugby. “Il confronto” è il titolo del brano presentato nel corso della 70esima edizione del Festival di Sanremo, un pezzo introspettivo, la storia di un uomo che si guarda allo specchio e tira le somme della propria vita.

Il risultato? Un bilancio realistico e consapevole di chi ha voglia di fare pace con se stesso, con il proprio passato, con i propri fantasmi e le proprie convinzioni. In un’epoca superficiale come quella attuale, accettarsi diventa più complicato del previsto, perché subentrano una serie di dinamiche e di convenzioni che esulano dal semplice rapporto con noi stessi, interferenze che spesso complicano la situazione e ci rendono la vita poco sostenibile, con un quotidiano sempre più difficile da digerire.

La paura ci dà una visione distorta della realtà, ci spinge ad isolarci, ci porta a smettere di considerare tutto ciò in cui abbiamo creduto. Viviamo in costante equilibrio sospesi su di un filo sottile, tra il condannarsi e il saper perdonarsi, ci facciamo male perché ci viene più facile, in fin dei conti stare bene comporta sempre più sacrificio e una buona dose di impegno. La soluzione non resta che dire basta, cambiare faccia, dare una svolta e razionalizzare pensando a dove siamo arrivati, a quanto ci è costato raggiungere ciò che siamo.

Con questo spirito Marco Masini torna in gara a Sanremo per la nona volta con un pezzo contemporaneo dalle intenzioni senza tempo, composto a sei mani con Daniele Coro e Federica Camba, un brano che coniuga un linguaggio moderno a quel pathos interpretativo del ritornello tipico delle sue primissime produzioni, quel grido dalla voce spezzata che accarezza e graffia l’animo di chi lo ascolta, di chi in egual modo riconosce in quella sofferenza un po’ di sé e qualche piccolo frammento del proprio vissuto.

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Il confronto | Video

Il confronto | Testo

E sei stato un bugiardo non hai avuto coraggio
quasi sempre imperfetto ma qualche volta saggio
e sei stato per qualcuno un marito mancato
e sei diventato padre ma non è capitato
e sei stato sul campo sempre dietro a un pallone
e ora sei qui sulla porta a tirarti un rigore
come un eterno bambino dentro gli anni di un uomo
e sei stato importante e in lampo nessuno
hai un cuore diesel che ci vai piano
la vita è un flipper e infatti ci giochiamo

Ma cosa aspetti a dire basta
e in quello specchio a urlare “cambia faccia”
non sei arrivato qui per sbaglio
hai dato tutto il peggio
ma hai fatto del tuo meglio
e no la vita non è giusta
è che il passato ci esce dalla testa
come canzoni dalla radio
amori nell’armadio
un po’ ti odio un po’ ti amo
ma oltre la paura del confronto
hai vinto tutto

E sei stato uno stronzo quando lei ci credeva
l’hai lasciata morire lì con te alla deriva
ma sei stato un signore quando non hai risposto
e ti bastavano due parole, due parole, per rimetterla a posto
il cuore è un killer preso alle spalle
il mondo è open sopra miliardi di stelle

Ma cosa aspetti a dire basta
e in quello specchio a urlare “cambia faccia”
non sei arrivato qui per sbaglio
hai dato tutto il peggio
ma hai fatto del tuo meglio
e no la vita non è giusta
è che il passato ci esce dalla testa
come canzoni dalla radio
amori nell’armadio
un po’ ti odio un po’ ti amo
ma oltre la paura del confronto
hai vinto tutto
hai vinto tutto

Ma oltre la paura del confronto
hai vinto tutto
e no la vita non è
e no la vita non è giusta
è che il passato ci esce dalla testa
come notizie sul giornale
impronte su un pugnale
non vuoi cadere non puoi volare
ma oltre la paura del confronto
ma oltre la paura del confronto
il confronto

Sai che adesso mi è chiaro, mi son dato il permesso
di parlarti davvero e accettare me stesso

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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