“Duemila volte”, Marco Mengoni e l’importanza di perdersi per ritrovarsi – RECENSIONE

Disponibile dal 4 ottobre il nuovo singolo dell’artista, che anticipa il doppio live “Atlantico On Tour

Tempo di sorprese per Marco Mengoni, in uscita con tre nuovi brani inediti che saranno contenuti all’interno di Atlantico On Tour, il doppio album live in uscita il 25 ottobre che celebrerà l’ennesimo anno dorato dell’ugola di Ronciglione e che conterrà i suoi brani di maggior successo, più l’aggiunta di “Calci e pugni”, “Il destino davanti” e “Duemila volte”. Proprio quest’ultimo è il titolo del singolo scelto come apripista, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali dal 4 ottobre, composto dallo stesso artista  assieme a Davide Simonetta, Alessandro Raina e dal vincitore di Sanremo 2019 Mahmood.

Il testo ispirato e la melodia ipnotica danno vita ad una sorta di caleidoscopio di emozioni, come sempre impreziosito dalla straordinaria vocalità e dalle doti interpretative dell’artista. Versi romantici che arrivano dritti al cuore (“vorrei provare ad abitare nei tuoi occhi / per poi sognare finchè siamo stanchi”) e che raccontano un momento di confusione, quando in una coppia le abitudini prendono il sopravvento e si cerca una via d’uscita per salvare un rapporto ormai logoro. Alle volte è necessario perdersi per potersi cercare e, talvolta, ritrovare. Rischiare tutto per poter e potersi perdonare, tornare a toccarsi e ad amarsi come la prima volta.

Questo e molto altro ancora è Duemila volte, una canzone intensa e struggente, che funziona sin dal primo ascolto ma non tocca i livelli di Hola (I Say), semmai li sfiora. Uno di quei pezzi che, forse, andavano lasciati in cantina a riposare ed “invecchiare” per qualche tempo, come una buona bottiglia di Sangiovese. A regalare gusto al risultato finale, come sempre, è la voce di Marco Mengoni che conquista e non sa di tappo. Può sembrare banale dirlo, ma è uno di quei pochi cantanti che possono interpretare la qualunque, mostrandosi estremamente credibile anche intonando “L’arrotino” col megafono a bordo di un’apecar. L’unica nota negativa è rappresentata dall’ennesimo eccessivo utilizzo delle doppie voci, soprattuto nella seconda strofa, che a tratti snervano e penalizzano la profondità dell’intera performance. Un talento naturale come quello di Marco Mengoni non necessita di effetti speciali e pirotecnici, la bellezza del suo timbro non ha bisogno di un’eccessiva produzione, i diamanti andrebbero maneggiati il meno possibile, oltre che con cura.

Ben vengano l’arrangiamento, la veste musicale e il messaggio racchiuso all’interno del testo, sentimentale quanto basta e per nulla banale, soprattutto in un momento storico come questo in cui i valori sembrano vaporizzarsi nell’etere, tornare a prenderci cura di noi stessi senza dipendere da nessuno, donarsi senza imposizioni o pretese, riuscire a capire quando è il momento giusto per fare un passo indietro… è davvero un atto di umanità e di grande consapevolezza, per imparare ad convivere con la solitudine e non fare la fine dell’acqua su Marte.

Duemila volte | Audio

Duemila volte | Testo

Vorrei provare a disegnare la tua faccia
ma è come togliere una spada da una roccia
vorrei provare ad abitare nei tuoi occhi
per poi sognare finchè siamo stanchi
vorrei trovare l’alba dentro questo letto
quando torniamo alle sei
mi guardi e mi dici che vuoi
un’altra sigaretta
una vita perfetta
che vuoi la mia maglietta
che vuoi la mia maglietta

Ho bisogno di perderti
per venirti a cercare
altre duemila volte
anche se ora sei distante
ho bisogno di perdonarti
per poterti toccare
anche una sola notte
anche se siamo soli
come l’acqua su Marte

Vorrei provare a non amare la tua faccia
ma è come non portare gente ad una festa
ci vuole troppo tempo
e noi crediamo nella fretta
cerchiamo voli per andare a Londra
vorrei scordarmi per un giorno di me stesso
quando torniamo alle sei
mi guardi e ti dico
che vorrei un’altra sigaretta
una vita perfetta
vorrei la tua bellezza
vorrei la tua bellezza

Ho bisogno di perderti
per venirti a cercare
altre duemila volte
anche se ora sei distante
ho bisogno di perdonarti
per poterti toccare
anche una sola notte
anche se siamo soli
come l’acqua su Marte

Potremmo anche restare
un pò in silenzio
mentre brucia lenta
e non pensarci più
potremmo anche lasciare la paura
chiuderemo gli occhi per saltare giù

Ho bisogno di perderti
per venirti a cercare
altre duemila volte,
anche se ora sei distante
ho bisogno di perdonarti
per poterti toccare
anche una sola notte
anche se siamo soli
come l’acqua su Marte

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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