“In questa città”, Max Pezzali riabbraccia la melodia – RECENSIONE

Tempo di nuova musica per il cantautore pavese, in uscita con il singolo intitolato “In questa città

Dopo l’incursione estiva e vacanziera di Welcome to Miami (South beach), Max Pezzali torna in rotazione radiofonica con “In questa città”, disponibile dallo scorso 8 novembre. Una bella ballata melodica con la quale l’artista lombardo rendo omaggio a Roma, luogo in cui ha vissuto per diversi anni. La Capitale fà da sfondo a questa piacevole canzone, che ci riporta indietro nel tempo alle classiche ballad degli 883, fino ad arrivare alle più recenti “L’universo tranne noi” e “Due anime”. Il brano, accompagnato dal videoclip diretto da Giorgio Testi, anticipa il prossimo album di inediti dell’artista, il quinto da solista, la cui uscita è prevista nei primi mesi del 2020, a cinque anni di distanza dal precedente “Astronave Max”, successivamente intervallato dalla raccolta Le canzoni alla radio e dalla fortunata tournée congiunta con Nek e Francesco Renga.

“In questa città” è l’ennesimo pezzo “on the road” che racconta una corsa in taxi, descrivendo alcune delle più belle location romane, citazioni che sembrano fare da pretesto per sviscerare nel ritornello la sensazione di stranezza e di malinconia che sovrasta la società di oggi, presa dai troppi pensieri che la frenesia e la velocità tendono ad amplificare. Ma ecco come, quasi sull’orlo di una crisi di nervi, ciò che ci circonda può portarti la quiete di cui avevi bisogno, con la magia tipica dei posti senza tempo.

Sentirsi soli è paradossalmente uno dei mali della nostra attuale epoca, proprio perché viviamo costantemente interconnessi l’uno con l’altro, ma senza stringere alcun legame reale, concreto e tangibile. Per questa ragione la poetica di Max potrebbe apparire estemporanea al giorno d’oggi, in realtà è apprezzabile poiché genuina e autentica, perché non dev’essere semplice mantenere una propria identità senza farsi influenzare da ciò che ci circonda.

In tal senso, potremmo considerare il buon Max Pezzali un highlander del pop anni ’80/’90, l’unico a riuscire nell’intento di portare avanti il proprio discorso musicale senza lasciarsi contaminare dal resto. Questo desiderio di preservarsi è apprezzabile quanto la voglia di rinnovarsi, anche se sono due approcci completamente differenti, trovo sia giusto dare spazio ad entrambi, soprattutto in questo preciso periodo storico ricco di cloni e di ricercatori seriali di mode, ben vengano coloro i quali possiedono un registro e non hanno la benché minima voglia di stravolgerlo.

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In questa città | Video

In questa città | Testo

Era meglio se scendevo prima Tiburtina
siamo in mille e i taxi forse solo una decina
però poi trovavo il tappo sulla tangenziale
a Prati Fiscali ci si può pure invecchiare
e invece qui si taglia dentro da Villa Borghese
il taxista che mi chiede: “lei è milanese?”
certo che anche voi dell’Inter state messi male
a noi ci resta solo il derby della capitale
però Tomba di Nerone sta proprio inculandia
“come c’è finito là? Mi scusi la domanda”
gli rispondo solamente “mi ci porta il cuore”
sceglie tutto, gioia e lacrime, pure il quartiere
chissà se stasera incontro il mio amico cinghiale
che non è un soprannome è proprio l’animale
che mista simpatico perché ha lo sguardo triste
ma mi fa le feste.

In questa città
c’è qualcosa che non ti fa mai sentire solo
anche quando vorrei dare un calcio a tutto
sa… farsi bella e presentarsi col vestito buono
e sussurrarmi nell’orecchio che si aggiusterà
se no anche sti c***i
che se non passerà
che se non passerà.

Roma nord, Roma sud, Roma ovest est
qui si vive in macchina come a Los Angeles
si capisce sei del nord che guidi da sfigato
mentre il fiume scorre lento tra i campi di paddle
gli SH fanno a gara con le macchinette
Suv di 5 metri in strade sempre troppo strette
meglio starsene rinchiusi nel proprio quartiere
tranne sabato che andiamo tutti a pranzo al mare
c’ho un amico che sta all’EUR però arrivarci è un viaggio
c’ho un amico a mare in centro ma non c’è parcheggio
e ne ha pure uno a Trastevere ma il varco è attivo
ma è un amico e mi capisce, quando arrivo arrivo
pariolini alternativi, coatti ripuliti
gente che lavora duro e suola ben vestiti
tre milioni di persone in questo frullatore
che non puoi lasciare

In questa città
c’è qualcosa che non ti fa mai sentire solo
anche quando vorrei dare un calcio a tutto
sa… farsi bella e presentarsi col vestito buono
e sussurrarmi nell’orecchio che si aggiusterà
se no anche sti c***i
che se non passerà
tu vieni su al Gianicolo
a guardare la città

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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