Noemi 2021

Recensione del settimo album d’inediti che segna una rinascita dell’interprete romana

Capita a tutti di perdere il principio della matassa e non riuscire più ad orientarsi. E’ accaduto un po’ anche a Noemi che negli ultimi anni ha continuato a ricercare una propria dimensione musicale senza mai risultare davvero convincente. Dalla sua ha sempre goduto di una timbrica vocale unica, un carisma da grande interprete, firme importanti e canzoni spesso all’altezza della situazione. Malgrado tutto, però, le mancava sempre qualcosa. Ecco che, allora, la nuova Metamorfosi, un album con undici nuove tracce che arrivano a 3 anni dal precedente progetto, vuole essere proprio un punto di ripartenza per ritrovarsi e convincere.

Le canzoni |

Il punto di partenza per questa riconquista e riscoperta personale è quella Glicine (di cui qui la nostra recensione dettagliata) portata sul palco del Festival di Sanremo 2021. In un brano che risuona rassicurante per quel suo carattere pop ed il graffio che consente di esprimere alla voce della rossa leonessa romana, Noemi trova anche il mezzo per suonare nuova. In un sali e scendi melodico impegnativo Noemi ha la possibilità di confrontarsi con una scrittura 2.0 che continua a manifestare un interessamento al racconto dell’interiorità e che insieme adotta un linguaggio figurativo impalpabile ed insieme concreto.

Noemi 2021

Su questo equilibrio gioca anche l’intero progetto che fa ampio ricorso a nomi nuovi dell’autorato italiano come quello di Ginevra Lubrano. Anche dalla sua penna scaturisce la title-track Metamorfosi, in cui emerge la volontà di concentrarsi sulla riscoperta di sè, e la conclusiva Musa, che ripristina l’accompagnamento di una chitarra acustica in un’ambientazione strumentale crescente dove è la voce di Noemi a farla da protagonista raccontando di una ricerca dell’io (“sarò libera e più forte […] e tu non buttarti mai giù, non sentirti mai persa e sempre sola”). La chiusura del cerchio arriva con Ora, che costituisce, forse, l’elemento più innovativo del progetto dal punto di vista delle sonorità. A delle strofe serrate (ad eccezione dello special che sperimenta un falsetto) si alternano degli incisi potenti che si accompagnano da una ritmica impattante.

Questo lato più spensierato di Noemi esce allo scoperto anche per Big Babol, un up tempo che con facilità chiama a sè l’alta rotazione, ed una funkeggiante Tu non devi, che di Neffa (che la scrive) porta un marchio indissolubile trovando un inciso orecchiabile e perfettamente assimilato dalla timbrica scura e personale della rossa interprete. Con  Neffa ci sono anche Daniele Magro per L’amore è pratica, una bella ballata dall’inciso sorprendentemente “indiezzato”, e Roberto Casalino in Solo meraviglie, che invece esplora l’universo delle ballad da coniugare anche all’apporto elettronico, che tengono Noemi ancorata anche al mondo del pop italico più tradizionale (almeno nella narrativa).

A completare l’opera arrivano anche Franco126 per Si illumina, una ballata d’atmosfera con una produzione di un Dario Faini come sempre sull’onda dell’attualità, e Federica Abbate per una Senza lacrime perfettamente assimilabile alla sua più abituale e propria scrittura. Il giovane Arashi, invece, si adopera per una Limite che cresce fino ad aprirsi ad uno dei ritornelli più trascinanti ed efficaci dell’intero lavoro.

In conclusione |

Noemi - Metamorfosi

Se Noemi con questo Metamorfosi intendeva semplicemente ritrovarsi probabilmente la missione ha subito una deviazione verso una più convinta opera di ridisegnarsi artisticamente. Ad uscirne è, infatti, un album nuovo sotto molti punti di vista. Un disco che gode di ottimi episodi ma soprattutto di tanta coerenza, con il presente e con il passato, risultando omogeneo anche dal punto di vista della qualità. Non c’è l’episodio nettamente migliore degli altri ma nemmeno quello assolutamente secondario. C’è piuttosto un lavoro che punta verso nuovi orizzonti tenendo, comunque, ben presente i propri punti di forza: la vocalità, la ricerca di una narrazione sempre sensata ed il linguaggio pop accessibile ma anche elevato. Noemi è ripartita con una nuova luce. Buon viaggio.

Migliori tracce | Glicine – Limite – Si illumina

Voto complessivo | 8/10

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Metamorfosi | Tracklist e stelline

  1. Metamorfosi ★★★★★★★½☆☆
    [Ginevra Lubrano, Arashi – Francesco Fugazza, Marcello Grilli]
  2. Ora ★★★★★★★★☆
    [Ginevra Lubrano, Arashi – Francesco Fugazza, Marcello Grilli]
  3. Si illumina ★★★★★★★★½☆
    [Franco126 – Dario Faini]
  4. Glicine ★★★★★★★★½☆
    [Trattoli, Ginevra Lubrano – Ginevra Lubrano, Dario Faini, Francesco Fugazza]
  5. L’amore è pratica ★★★★★★★½☆☆
    [Daniele Magro]
  6. Limite ★★★★★★★★½☆
    [Arashi – Francesco Fugazza, Marcello Grilli]
  7. Senza lacrime ★★★★★★★½☆☆
    [Trattoli, Federica Abbate – Silvia Tofani, Francesco Fugazza, Marcello Grilli]
  8. Tu non devi ★★★★★★★★☆
    [Neffa]
  9. Solo meraviglie ★★★★★★★★☆
    [Roberto Casalino – Roberto Casalino, Davide Simonetta]
  10. Big Babol ★★★★★★★½☆☆
    [Arashi – Marcello Grilli]
  11. Musa ★★★★★★★★☆
    [Ginevra Lubrano, Arashi – Francesco Fugazza, Marcello Grilli]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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