the night skinny

La stagione discografica inizia e con essa accese discussioni

A inaugurare la nuova rubrica dal titolo “Mic check“, interamente dedicata al mondo dell’hip hop, c’è una pubblicazione attesissima, che sui social si sta riservando tantissimo spazio con la partecipazione attiva di una miriade di utenti appassionati intenti a scambiarsi opinioni. Venerdì 23 settembre 2022, sarà fuori il terzo disco in studio di The Night Skinny, produttore che, con anni di carriera, si è sempre più affermato all’interno del genere, permettendosi anche un posto da artista principale.

L’annuncio del disco |

Come abbiamo già detto, questa in procinto di essere pubblicata è la terza opera di The Night Skinny, che già aveva raccolto sentiti apprezzamenti all’uscita di “Pezzi” e “Mattoni“. L’annuncio del nuovo lavoro si è concretizzato a luglio, tramite un post in cui il beatmaker molisano aveva già svelato alcuni particolari dell’album, come il fatto che uscisse a settembre o che fosse provvisto di oltre quaranta artisti. Poi alcuni video-spoiler (trapelati indirettamente tramite un cd depositato sul fondale dell’Adriatico termolese e prelevato dai fan più impazienti), la data di uscita e il titolo, “Botox“.

botox the night skinny

Producer album, un progetto ambizioso |

Quella del producer album è una scelta artistica che viene presa nella stragrande maggioranza dei casi all’interno del panorama hip hop. Come suggerisce il nome, si tratta di un prodotto che contiene le basi inedite del beatmaker, a loro volta riempite da artisti chiamati direttamente dal produttore. Il primo nome che comparirà su ogni canzone di “Botox” sarà quindi quello di The Night Skinny, ma la sua voce è probabile che non si sentirà mai, se non in qualche skit parlato. In tanti negli ultimi anni hanno preso questa strada, da Sick Luke con “X2” (qui la nostra recensione) a Mace con OBE(qui la nostra recensione).

Questo tipo di dischi è sempre attesissimo all’interno della fanbase del genere perchè ha il concetto di varietà insito in sè stesso. Ha in sé un numero spropositato di collaborazioni e con queste crea una possibilità di scelta enorme, proprio per via del sovraffollamento che alla fine mette a loro agio, anche se con una sola traccia, tutti gli ascoltatori. Possiamo dire che in questo senso “Mattoni” ha fatto scuola, e si è rivelato uno dei capisaldi di questo tipo di pubblicazione.

Gli artisti presenti |

Oltre 40 in tutto, ma solo una piccola parte di questi sono stati resi noti. Con dei frequenti aggiornamenti social, Skinny sta mostrando pian piano tutti i soldati del suo esercito. Nella giornata di ieri è comparsa sul suo profilo la foto di Guè, Luchè, Baby Gang, Madame, Coez e Mahmood. Probabilmente nei prossimi giorni le carte continueranno a scoprirsi, fino allo svelamento della tracklist completa. Tramite gli indizi del relitto marino è stata confermata inoltre la presenza di Pyrex, Tedua, Rkomi, Geolier, Tony Effe e Side Baby.

Una scelta delicata e controversa |

Per molti fruitori la scelta dei featuring ricopre un ruolo importantissimo, e serve a delineare la linea artistica ancor prima che la musica sia disponibile all’ascolto. L’affollata presenza, ad esempio, di artisti pop o che comunque si servono in maniera massiccia del cantato, spesso non è vista di buon occhio, in quanto questi porterebbero al disco un’attitudine troppo commerciale e “industriale”. Lo stesso Sick Luke, ai tempi dell’uscita di “X2“, non è stato esente da critiche, e la partecipazione di artisti come Mecna, Ariete, Gazzelle e Gaia non è piaciuta moltissimo a chi aspettava con impazienza il primo progetto da solista del Re Mida della Dark Polo Gang, gruppo caratterizzato da un mood praticamente opposto.

Dichiarazioni spavalde |

Ha fatto discutere, in un post su Instagram, una specifica frase di The Night Skinny, che recita: “Non fotto con questa industria. Facciamo il cazzo che ci pare“.

Un’uscita decisa e molto forte retoricamente, ma che concretamente è risultata assai debole. La presenza degli artisti sopracitati testimonia una scelta molto popolare e sicura, e di certo non presenta dei rischi alti di flop. Affermatissimi e sulla scena da anni (eccetto Baby Gang), alcuni di questi radio-friendly: insomma, se il disco prenderà una direzione anti-discografica saremo pronti a riconoscerlo, ma al momento i presupposti indicano il contrario. A selezionare i più affermati non si fa reato, ma forse certe esternazioni potrebbero essere risparmiate.

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