Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

AscoltareQuel raggio nella notte di Irene Grandi ogni mattina, prima di iniziare qualsiasi attività. Scelgo questo nuovo proposito come esercizio mentale fisso ad aprire tutte le giornate.

E non scherzo, da domani comincio. Perché? Perché mi sembra che Irene ci stia parlando da un altro pianeta, da un’altra dimensione. L’artista toscana non descrive la società, ma racconta al limite se stessa nella società. Lei non canta le contraddizioni che percepisce nel mondo, non accusa nessuno, non critica. La Grandi si sposta, mi verrebbe da dire “si eleva” ma son certo che se leggesse questo articolo non sarebbe d’accordo sul significato del termine elevarsi, che di fatto non è corretto proprio in ragione di quanto sottolineato un secondo fa.

Tornerei piuttosto sul verbo spostarsi che mi sembra concettualmente ben riferibile al suo modo di cantare degli ultimi anni. La cantautrice sembra davvero camminare al passo col mondo ma protetta dal suo di mondo. Una canzone individualista di raro altruismo, fatta di parole senza veleno, nessun tipo di rancore, nessuna sfida contro gli altri da dover vincere per forza. Più ci penso più mi accorgo di quanto un brano così puro manchi alla musica italiana attuale. Lontana dalle polemiche, probabilmente anche da un certo tipo di strategie. Magari significa che per raggiungere quel livello di serenità mentale serva davvero sapersi staccare dai vincoli del mondo pur abitando sulla terra e proiettarsi poi in una dimensione parallela a quella dei più.

Il testo, la linea melodica, il suo arrangiamento e l’interpretazione propria del modo di cantare contribuiscono davvero al completo trasporto verso questa nuova dimensione. Siamo di fronte ad una canzone che è un inno all’essenzialità, alla pace interiore. Altro non poteva essere se non il canto di una donna serena che danza con estrema facilità sul precario filo sottile dell’equilibrio. Filo sottilissimo per un mare di gente, largo corridoio per chi ha imparato a stare nella vita, cogliendo e tenendo il senso, gettando le apparenze.

“Quel raggio nella notte” risulta quindi una fedele rappresentazione dell’anima di una cantautrice perfettamente credibile. Non a caso infatti la via della serenità comporta che in primo luogo ad essere serena sia la musica, e nei suoi ultimi lavori il centro pare proprio questo. Naturalmente è doveroso evidenziare che se facciamo riferimento all’ultimo progetto discografico “Grandissimo” (qui la nostra recensione) dobbiamo considerare gli inediti, che sono tutti il frutto dello stesso approccio emotivo, che pare diverso da quello adottato in passato.

In conclusione in “Quel raggio nella notte” troviamo il senso della serenità consapevole, quello stato di armonia che ci fa scorrere come il fiume e che per certi versi aveva già messo in musica in “I passi dell’amore” (qui un approfondimento). Interessante pensare al fatto che la leggera malinconia che anima in lontananza la canzone si sia ora trasformata in quella consapevole serenità che Irene Grandi così bene sa trasmettere.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

By Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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