Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

Manca sempre meno all’uscita dell’atteso nuovo album targato Nek, prevista per il 29 Maggio. Il progetto discografico “Il mio gioco preferito” si chiuderà quindi con la pubblicazione della sua seconda parte.

Per chi non lo sapesse specifichiamo che il lavoro è stato suddiviso in due capitoli, “Il mio gioco preferito – Parte prima” (qui la nostra recensione) e “Il mio gioco preferito – Parte seconda” (qui la tracklist), due album diversi a fondamentalmente un anno di distanza. Nonostante nella realtà dei fatti “Il mio gioco preferito – Parte seconda” non sia ancora disponibile Nek in questi mesi ha comunque proposto diverse anteprime.

Partendo dalla melodica e consapevole “Perdonare(qui la recensione), brano che entrando in rotazione radiofonica ha ufficialmente aperto la nuova porta musicale del cantautore emiliano passando per le uscite digitali di una rivisitata “E da qui” in versione famigliare, di una fresca e leggera “Amarsi piano” e infine della recentissima “Allora si”. Ed è proprio sul significato di quest’ultima canzone che ci soffermiamo qualche minuto.

Allora si rappresenta in effetti la forza di scegliere e allo stesso tempo il coraggio di assumersi la responsabilità di una decisione “Se alla fine ci dobbiamo scegliere”. La scelta suona di conseguenza forte e chiara: “Allora si, si!”.

Tante volte a dire il vero capita di rimanere bloccati dalle indecisioni perché si ha paura di sbagliare o magari perché si teme di deludere gli altri andando a sbattere contro le aspettative di chi ci circonda. Senza dimenticare il peso di un passato a tratti difficile da dimenticare per la presenza di ferite che si fatica a lasciare alle spalle “Questi giorni di battaglia sembreranno dei regali”. Dentro milioni di regole questo singolo sembra valorizzare il senso di essere un’eccezione che per esprimersi necessita di uno spazio tutto suo “Ti ho lasciato un bacio solo, le mie scarpe da bambino, ma sono l’ombra di quest’ uomo, un cazzo di nessuno”.

Il brano infatti sembra alla ricerca di una ventata di spensieratezza da gettare sopra tutto quello che non va bene o che non è andato come avremmo sperato “Usciamo a festeggiare per niente”. Mi viene in mente l’immagine di una stella che vorrebbe scendere e fare il lampione, ma non lo se la sente perché tutte le altre stelle sono abituate a brillare in cielo. Ci vuole coraggio per lasciare il gruppo e scendere, no? “Chi l’ha detto che serve un colpevole e che un vizio è qualcosa da smettere”.

Eppure la canzone Di Filippo sembra proprio voler sottolineare la presenza del particolare dentro un quadro generale e in qualche modo smontare luoghi comuni e generalizzazioni “Chi l’ha detto che i ladri non comprano, che non è dalla tua parte chi dice no”. Lo spazio al centro è riservato all’ individuo e alla sua libertà di scegliere “Se alla fine dei conti tu scegli me”.

Ogni storia vive delle sue particolarità ed è giusto cogliere le sfumature che in situazioni simili mettono in luce le differenze. In fin dei conti è l’insieme delle scelte che prendiamo ( e che non prendiamo, dato che non scegliere altro non è che una scelta) a costruire e realizzare le tappe del nostro percorso, e rimandare di continuo fingendo di poter scappare dalle responsabilità non è di certo una soluzione prospettabile. Nek ancora una volta invita a guardarsi dentro, a parlarsi e a conoscersi per poter essere sicuri e dire di sì.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

Di Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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