A tu per tu con il giovane artista classe 2001, in occasione del lancio del suo EP d’esordio “Montagne russe

A pochi mesi di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Manuel Caso, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Random, artista che abbiamo già avuto modo di apprezzare con i singoli Chiasso“, “Rossetto“, “Scusa a a a“, “Marionette e Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa, fino ad arrivare alla pubblicazione del suo primo progetto discografico, intitolato “Montagne russe”, disponibile negli store digitali e sulle piattaforme streaming dallo scorso 5 giugno. Reduce dall’esperienza televisiva di Amici Speciali – con Tim insieme per l’Italia, abbiamo raggiunto via Skype il giovane artista classe 2001 per approfondire la conoscenza della sua visione musicale, tra sogno e realtà.

Ciao Manuel, bentrovato. Partiamo da “Montagne russe”: quali salite, quali discese e quali curve paraboliche hai voluto inserire in questo lavoro?

«Abbiamo cercato di creare una giostra perfetta, una giostra che non ha troppe discese o troppe salite, adatta a tutti, per grandi e piccini. Non è un’attrazione per persone spericolate, ma neanche esclusivamente per bambini, una giostra di cui vado fiero, a cui ho lavorato tantissimo, come se fosse un parco giochi. All’interno ci sono tutte le mie sicurezze, tutte le mie paure, tutte le mie esperienze e tutto questo anno di carriera, da “Chiasso” fino a “Bravo ragazzo”».

Otto tracce in scaletta, cosa aggiungono al tuo percorso le prestigiose collaborazioni con Ernia, Emis Killa e Carl Brave?

«Aggiungono l’aspetto che mancava, ovvero la fusione tra generi, il fondersi per creare nuova musica, un concetto per me veramente importante, poter condividere la propria arte con altre persone che hanno la passione comune. E’ stato fantastico collaborare con artisti che considero degli autentici idoli, che ho sempre ascoltato e che fino a un anno fa non avrei mai immaginato di poter ospitare in un mio disco».

“Amici Speciali – con Tim insieme per l’Italia” è l’avventura televisiva che ti ha permesso di arrivare ad un pubblico trasversale, anche ai cosiddetti non frequentatori abituali del web. Cosa ti ha lasciato di concreto questa esperienza?

«Sicuramente il mio pubblico si è allargato, anche se penso che a grandi linee sia rimasto lo stesso, mi riferisco alle caratteristiche delle persone che apprezzano la sincerità e la purezza della mia musica. L’esperienza di “Amici Speciali” è stata fantastica, ho combattuto contro le mie paranoie e le mie ansie, sono entrato a tutti gli effetti nel mondo dei grandi. A diciannove anni stare in tv non è una cosa da tutti, in un programma così seguito, per una causa importante e nobile come la beneficenza. E’ stata un’avventura che mi ha messo alla prova e che, sicuramente, ha profondamente segnato la mia vita».

Dal punto di vista personale, tornando alla metafora del titolo del disco, nella vita di tutti i giorni, sei più un tipo da montagne russe o da brucomela?

«Montagne russe tutta la vita, amo sperimentare e fare cose nuove, mi piace il brivido, l’adrenalina, anche se mi reputo una persona abbastanza bilanciata perché tendo a riflettere molto. A volte sono fuori di testa, altre volte sono un bravo ragazzo, ecco».

Nel giro di un anno la tua vita è cambiata, da “Chiasso” in poi l’hype intorno al tuo progetto è cresciuto, come hai vissuto questo ultimo anno?

«Guarda, la sto vivendo con molta testa, devo essere onesto. Entrare a far parte di questo mondo così velocemente è difficile, in molti casi può farti montare la testa, un paio di successi consecutivi possono farti credere di essere imbattibile. Quando capisci di non essere il più forte, che ci sono tanti artisti come te e tante persone che lavorano come te, realizzi che ogni singola mossa che fai deve essere ponderata, perché condiziona nel bene o nel male il tuo futuro e non si può tornare indietro».

E’ cambiata la tua vita ma non solo, negli ultimi mesi è cambiato anche il mondo che ci circonda a causa della pandemia. Con quale spirito hai affrontato queste ultime settimane? 

«Sicuramente con uno spirito di rivalsa, la voglia di tornare più forti di prima. Quando sarà finita del tutto questa emergenza, vorrei sentirmi pronto al 100% per affrontare la mia vita e il mio percorso musicale più di prima e meglio di prima. Riabbracciare tutte le persone che non ho potuto incontrare e che mi hanno permesso di arrivare fin qui. Personalmente, ho cercato di guardare il lato positivo della situazione, perché senza questa cosa brutta non sarebbero accadute tante cose belle, come “Amici Speciali” e la nascita di questo EP».

Al netto della confusione dovuta a questa complicata situazione, quali sono le tue prossime mosse artistiche?

«Penso di essere un grande sognatore, ho un percorso ben fisso in testa, già da un po’ di tempo so cosa voglio fare e dove voglio arrivare. Ci saranno tante sorprese, te lo giuro, tanta musica nuova, tante vibes nuove. Abbiamo il mondo davanti, siamo giovanissimi, non ci fermeremo davanti a nulla. Arrestare questa voglia di sognare penso che sia un peccato, siamo sempre al lavoro di nuovi progetti che spero possano suscitare emozioni ed essere realmente compresi da chi li ascolta».

A proposito di sogni, tra gli obiettivi di Random c’è il Festival di Sanremo?

«C’è, è una cosa che vorrei tanto fare, anche se alcune persone me l’hanno sconsigliato. Personalmente mi piacerebbe mettermi alla prova, per il tipo di percorso che ho in mente rappresenta un qualcosa assolutamente da fare. Non voglio avere rimpianti o rimorsi nella mia vita, quindi, o la va o la spacca».

Per concludere, a chi si rivolge oggi e la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«La mia musica oggi si rivolge a ragazzi e ragazze che, come me, hanno passato o stanno passando degli episodi in amore, belli o brutti che siano. Cerco di far rivedere le persone nelle mie canzoni, far rivivere loro delle scene, momenti della vita sia malinconici che felici. Col tempo vorrei riuscire ad allargare sempre più il mio pubblico, arrivare agli adulti ma anche ai bambini e le nonne. Ecco, vorrei riuscire ad emozionare tutti con la mia musica».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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