Sanremo 2020, viaggio nella storia del Festival

Amadeus al primo mandato punta tutto sulla contemporaneità, ma nel settantesimo anniversario trionfa la tradizione e la classe senza tempo di Diodato

La settantesima edizione del Festival della canzone italiana, in scena al Teatro Ariston di Sanremo dal 4 all’8 febbraio 2020, è stata organizzata e condotta, per la prima volta da Amadeus, affiancato per l’occasione dall’amico fraterno Fiorello, dalle incursioni musicali di Tiziano Ferro e da diverse co-conduttrici (Rula Jebreal, Diletta Leotta, Laura Chimenti, Emma D’Aquino, Sabrina Salerno, Georgina Rodríguez, Alketa Vejsiu, Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello) che si sono alternate nel corso delle cinque serate. Dopo la precedente annata sabbatica torna la sezione Nuove Proposte e la consueta doppia categoria, con ben trentadue canzoni in gara. Tra i big al debutto, segnaliamo gli esordi di: Piero Pelù, Levante, Anastasio, Pinguini Tattici Nucleari, Bugo, Riki, Alberto Urso, Paolo Jannacci, Elettra Lamborghini e Junior Cally.

Tra i ritorni, invece, citiamo le presenze consecutive di Achille Lauro, Enrico Nigiotti e Rancore; l’ex vincitore Francesco Gabbani; i veterani Marco Masini e Michele Zarrillo; le quote rosa di Irene Grandi, Elodie, Giordana Angi, Tosca e Rita Pavone (assente da ben quarantotto anni); la band de Le Vibrazioni; i cantautori e musicisti Morgan, Raphael Gualazzi e Diodato, vincitore assoluto con il brano “Fai rumore”.

Otto i giovani in concorso, dal detentore del titolo Leo Gassmann alla seconda classificata Tecla Insolia, passando per Fasma, Marco Sentieri, Matteo Faustini, gli Eugenio In Via Di Gioia, Fadi, Gabriella Martinelli e Lula. Numerosi gli ospiti musicali che si sono alternati nel corso delle cinque puntate, tra cui ricordiamo: Al Bano Carrisi e Romina Power, Emma Marrone, Antonio Maggio e Gessica Notaro, la reunion dei Ricchi e Poveri, Massimo Ranieri, Zucchero, Gigi D’Alessio, Bobby Solo, Ghali, Gianna Nannini, Coez, Biagio Antonacci e gli internazionali Lewis Capaldi, Mika e Dua Lipa.

Top e Flop di Sanremo 2020

Top
1. Diodato – “Fai rumore”  
2. Francesco Gabbani – “Viceversa”
3. Leo Gassmann – “Vai bene così”

Flop
1. Elettra Lamborghini – “Musica (e il resto scompare)”  
2. Riki – “Lo sappiamo entrambi”
3. Junior Cally – No grazie”  

Oltre alla validissima canzone vincitrice della manifestazione, “Fai rumore” di Diodato, a trionfare moralmente nel cuore delle persone è “Viceversa” di Francesco Gabbani, acclamata dal pubblico mediante il televoto. Ad imporsi nelle classifiche di vendita e nelle radio all’indomani dalla kermesse sono sopratutto: “Ringo Starr” dei Pinguini Tattici Nucleari, “Dov’è” de Le Vibrazioni, “Gigante” di Piero Pelù, “Me ne frego” di Achille Lauro, “Andromeda” di Elodie, “Finalmente io” di Irene Grandi (firmata fra gli altri da Vasco Rossi), “Tikibonbon” di Levante, “Carioca” di Raphael Gualazzi, “Eden” di Rancore, “Tsunami” degli Eugenio In Via di Gioia e “Per sentirmi vivodi Fasma.

Tra le canzoni più tradizionali e di maggior impatto emotivo, infatti, meritano una menzione speciale: “Ho amato tutto” di Tosca, “Voglio parlarti adesso” di Paolo Jannacci, “Come mia madre” di Giordana Angi, “Nel bene e nel male” di Matteo Faustini e “Billy Blu” di Marco Sentieri. Un’edizione all’insegna della contemporaneità musicale, che ha visto il trionfo della tradizione e del bel canto, grazie a canzoni che non funzionano soltanto nell’immediato, bensì verranno ricordate superando di gran lunga l’ardua e temibile prova del tempo.

LE CONCLUSIONI DEL DIRETTORE

E’ stato il Festival dell’amicizia, della condivisione, delle lunghissime dirette televisive. E’ stato anche il Festival della rinascita della tradizione perchè segnato dalla vittoria dei messaggi: Diodato invita a farsi sentire nella vita privata come in quella pubblica, Leo Gassmann, tra i giovani, ad accettarsi per quello che si è. Tante canzoni, tanti ospiti, tanti diversi momenti sempre ben infiocchettati da un abile Amadeus che ha dimostrato di meritare il palco dell’Ariston. Cosa resterà domani di questo Festival? E’ ancore presto per dirlo ma, forse, di canzoni davvero memorabili ce ne sono state poche, di hit radiofoniche che ascolteremo per mesi ancor meno. Il Festival dei grandi numeri rimarrà nella memoria come Festival in sè, come quello del caso Bugo-Morgan e più difficilmente, forse, come quello della canzone X piuttosto che Y. Pronto, però, ad essere smentito.

 

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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