Sanremo 2021 - Pagelle

Diamo i voti in diretta a tutte le esibizioni della seconda serata del Festival di Sanremo 2021

E’ arrivato il momento anche per la seconda serata. Si alza il sipario sul Festival di Sanremo 2021! In questa seconda serata scopriremo le canzoni di 13 Big e di 4 Nuove Proposte (qui la scaletta con l’ordine di uscita) e spezzeremo il ritmo della gara con tanti attesissimi ospiti (qui per scoprirli tutti). Noi e le nostre pagelle in diretta, però, ci siamo, come sempre!

Nuove Proposte:

  • WRONGONYOU – Lezioni di voloLa sua è sicuramente la canzone più attuale e concreta di questo girone delle Nuove Proposte. Dal vivo dimostra tutta la sua esperienza di palco grazie a tanti tanti palcoscenici calcati. In radio funziona ancor di più che dal vivo e questo non può che essere un plus indiscutibile al suo valore artistico. Bravo. VOTO: 8
  • GRETA ZUCCOLI – Ogni cosa sa di teinterprete raffinatissima e vocalità dotata di una duttilità assolutamente notevole. La canzone non è, poi, così memorabile ma la sua interpretazione d’altri tempi la nobilita e la rende così raffinata e sospesa da meritarle una grande performance. VOTO: 7
  • DAVIDE SHORTY – ReginaLa sua bravura è assolutamente indiscutibile. La canzone è così ricca di stravolgimenti che non può non impressionare. Il tutto, però, si traduce in una prova di stile che rende onore alla sua bravura ma che la rende difficilmente assimilabili. VOTO: 6
  • DELLAI – Io sono Luca: la loro simpatia si traduce anche in una padronanza del palcoscenico assolutamente degna di nota. La canzone, però, non va oltre una fin troppo prevedibile orecchiabilità e fanciullezza. Simpatica ma finisce lì. VOTO: 5.5

Campioni:

  • ORIETTA BERTI – Quando ti sei innamorato: è una canzone classicissima nella sua costruzione, nella sua chiave interpretativa e nel portamento vocale della sua interprete. Lei canta come un usignolo senza sbagliare nemmeno una nota ma la canzone potrebbe stare bene in un Festival di almeno 40 anni fa. E’ bello riassaporare il ricordo della melodia, è bello risentire un’interprete con questa sicurezza vocale ma il tempo limite è già stato superato da parecchio. Teatrale e anche un po’ sovietica in un certo senso. Difficile trovare un voto. Divisiva. VOTO: 6.5
  • BUGO – E invece si: un’esibizione con po’ troppe incertezze vocali. Sostanzialmente non azzecca una nota per buona parte dell’esibizione. La canzone funziona ed è assolutamente godibile grazie ad un ritornello orecchiabile e facilmente assimilabile. Ha bisogno, però, di concentrarsi vocalmente per far valere una bella canzone che, però, ha bisogno di qualche precisione in più. VOTO: 5
  • GAIA – Cuore amaro: Gaia prova a portarci in Sud America e a farci ballare. Lo fa con un pezzo che gioca su di una ritmica sviluppatissima ed un’esibizione che la vede impegnata in prima persona nel muoversi. Orecchiabile lo è sicuramente ma no arriva mai a realizzare quello sprint utile che avrebbe permesso al pezzo di decollare. Da risentire. VOTO: 6
  • LO STATO SOCIALE – Combat Pop: Lodo stavolta non canta e lascia la scena ai compagni che costruiscono la solita scenetta curiosa a livello d’immagine. Il problema, però, è che la canzone questa volta si fa apprezzare meno del necessario per andare a pari passo con la resa scenica. A livello di show è qualcosa di assolutamente notevole, risulta fragile, però, la canzone. Almeno a primo ascolto anche se le carte in regola per spopolare ci sono. VOTO: 5.5
  • LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – Amare: parte con il solo pianoforte per poi crescere nell’arrangiamento insieme alla vocalità sensuale e potente. Veronica riesce a costruire un mondo con la sua interpretazione e cattura l’ascoltatore regalando il miglior pezzo della serata finora. Il ritornello è tra i più potenti e porta con sè tutto il marchio di Dardust che produce. Voce particolarissima. VOTO: 8.5
  • MALIKA AYANE – Ti piaci così: è una Malika quanto mai movimentata e danzereccia per il palco del Teatro Ariston. Il risultato potrebbe avvicinarsi ad uno dei suoi tanti tormentoni radiofonici giovandosi, comunque, anche di un’apertura vocale assolutamente notevole per l’inciso. Tutto il suo marchio di fabbrica a livello timbrico ha la possibilità di uscire allo scoperto insieme a tutta la sua personalità unica. VOTO: 8
  • ERMAL META – Un milione di cose da dirti: è l’Ermal più romantico di sempre tra le tante versioni di sè che ha proposto al Festival finora. Parte lentissimo per costruire una canzone che ha nelle immagini romantiche la propria forza. Lascia qualche dubbio l’arrangiamento spoglio della prima parte di brano che lo rende poco appetibile e che, anche nello sviluppo successivo della canzone, non riesce a spiccare il volo del tutto. Evitabile il falsetto nello special finale. Lui ha dalla sua una capacità autorale che non scopriamo oggi ma la canzone ha bisogno di un ascolto in più per convincere. VOTO: 7++
  • EXTRALISCIO E DAVIDE TOFFOLO – Bianca luce nera: viaggiano su un binario a sé stante e per questo si fatica a collocarli in un contesto musicale ben preciso. Musicalmente sono sicuramente preparati e validi professionisti. Il problema, però, è per chi possa essere interessante. VOTO: 4
  • RANDOM – Torno a te: è un Random tutto diverso dal solito artista che abbiamo avuto la possibilità di ascoltare fino ad oggi. La canzone che ne esce è una delle cose più classiche che si potessero immaginare e per questo risulta poco credibile arrivando proprio da Random. Il ragazzo ha dimostrato di saper scrivere più e più volta ma in quest’occasione ha voluto strafare e adattarsi ad una dimensione che non è la sua e che l’ha voluto per un qualcosa di diverso. VOTO: 4.5
  • FULMINACCI – Santa Marinella: la scelta di accompagnarsi con la chitarra rende onore al suo percorso di cantautore vecchio stampo. Anche il risultato del brano testimonia questa sensazione e rende onore ad una penna giovane ma ispirata anche in una canzone che, pur parlando d’amore, sa trovare la propria originalità. Rialza le sorti di una serata con pochi guizzi. VOTO: 7+
  • WILLIE PEYOTE – Mai dire mai (La locura): è lui il più socialmente impegnato dell’annata. Lo fa sfruttando un rap convincente ma che riesce a sfruttare coscientemente l’orchestra. Il testo ha bisogno di un ascolto più attento di quello offerto all’una di notte. Il ritornello può risultare facilmente orecchiabile ma l’esibizione paga il dazio di una resa scenica non eccellente o troppo coinvolgente. E’ tra i papabili vincitori: ce la farà? Per ora l’unica certezza è che musicalmente funziona pur avendo un testo impegnativo. VOTO: 8-
  • GIO EVAN – Arnica: un arrangiamento che gioca molto sull’aria della sezione sinfonica degli archi per sviluppare la dinamica sonora. Si fatica a comprendere le parole di un testo difficile da cogliere. Lui s’impegna a livello teatrale nella costruzione della performance ma il risultato rimane troppo lontano ed impalpabile. Non pervenuto. VOTO: 5
  • IRAMA – La genesi del tuo colore: fa una gara a sè viste le vicende ormai note delle ultime ore. Usa la voce in modo nuovo azzerando qualche falsetto ma soprattutto qualche distorsione elettronica (forse anche di troppo) nel pre-ritornello. Quando, nella seconda parte, si colora di ritmiche latine ritorna nei suoi territori abituali che, probabilmente, sono quelle che gli appartengono maggiormente. La canzone funziona e andrà alla grandissima in radio. I dubbi riguardano solo quella scelta produttiva della distorsione vocale. VOTO: 8

Ospiti:

  • LAURA PAUSINI: arriva da superstar per prendersi le glorie che si merita dopo l’ennesimo premio internazionale. La sua ‘Io si (Seen)’ la rende al meglio facendola risultare ancor più bella di quello che in realtà è. Canta davvero bene. Forse come non capitava da tanto. Una stella che illumina la musica italiana nel mondo quando tira fuori canzoni simili e prove vocali come queste. VOTO: 9
  • IL VOLO: regalano un’esibizione speciale per ricordare in grande Ennio Morricone e ne esce un’esibizione davvero grandiosa. Non ci sono parole per raccontare l’emozione di questo momento. Soltanto applausi di cuore. VOTO: 8
  • ELODIE: si mette in gioco in una veste non sua eppure conquista la scena e sbanca la serata. Balla, canta e piazza una performance in perfetto stile internazionale. Una reginetta tutta contemporanea che porta un po’ di freschezza ed attualità ad uno show un po’ troppo pesante e lento. VOTO: 8+
  • GIGLIOLA CINQUETTI, FAUSTO LEALI e MARCELLA BELLA: è un pezzo di storia del Festival di Sanremo. Un pezzo di storia che quest’anno ci manca davvero tanto. Potrebbero insegnare a cantare a parecchi dei cantanti in gara quest’anno. Un momento che ci fa rimpiangere i tempi andati, le canzoni immortali e le voci che continuano ad emozionarci. VOTO: 8
  • GIGI D’ALESSIO & Co.: l’ospitata era sostanzialmente evitabile. Il senso della presenza di questo complesso in questa serata mi sfugge. Vabbè, soprassediamo… VOTO: 3
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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