Ci lascia il noto paroliere, autore per Michele Zarrillo, Silvia Salemi, Massimo Ranieri e Franco Califano

Il mondo della musica leggera italiana piange la perdita di Giampiero Artegiani, cantautore romano scomparso prematuramente all’età di sessantaquattro anni. Nato a Roma il 14 maggio del ‘55, manifesta la sua predisposizione nei confronti della musica sin da giovanissimo militando nei Semiramis, la storica band di Michele Zarrillo. Dopo lo scioglimento della band, ottiene il suo primo contratto come solista, partecipa a due edizioni del Festival di Sanremo, in entrambe le occasioni tra le Nuove Proposte: nel 1984 con “Acqua alta in piazza San Marco” e nel 1986 con “E le rondini sfioravano il grano”, classificandosi al terzo posto, per poi dedicarsi prevalentemente all’attività di paroliere e produttore di altri artisti.

Nel corso della sua longeva carriera ha scritto testi per e con alcune delle voci più importanti della scena nazionale, tra cui ricordiamo Michele Zarrillo (“Come un giorno di sole”, “Soltanto amici”, “Il canto del mare”, “L’ultimo film insieme”, “La prima cosa che farò”, “Mani nelle mani”), Franco Califano (“La mia libertà”, “Buio e luna piena”, “Amare è”, “Per una donna”, “Quando è notte”, “Non so vivere a metà”), Massimo Ranieri (“Sui davanzali del tramonto”, “Purissima Lucia”, “Perdere l’amore”, “La vestaglia”), Peppino Di Capri (“Comme è ddoce ‘o mare”, canzone che nel 1991 partecipo in rappresentanza dell’Italia all’o storico Eurovision Song Contest giocato in casa) e Silvia Salemi (“Quando il cuore”, “A casa di Luca”, “Pathos”, “Nel cuore delle donne”, “Il mutevole abitante del mio solito involucro”).

Nel giorno in cui inizia la 69esima edizione del Festival della canzone italiana, non possiamo non ricordare un artista del suo calibro, vincitore di Sanremo ’88 in veste di autore della celebre “Perdere l’amore”, a lui va il nostro omaggio e l’infinita riconoscenza per aver composto numerose canzoni che non smetteranno mai di accompagnarci.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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