venerdì, Luglio 19, 2024

CLASSIFICHE

SUGGERITI

Tiziano Ferro annoia, Giovanni Truppi invoglia: “Destinazione mare” o “Amarsi come i cani”?

Confronto tra tormentoni

Sfornati i primi tormentoni, resta il bisogno di setacciare nella mischia per trovare il pezzo ‘fuori dal coro’, capace di contravvenire alla legge dei grandi numeri e delle tendenze e che si costituisca, di fatto, come l’altra faccia della medaglia, una controfferta per quel Giano bifronte che è diventato il sistema di produzione musicale: da un lato, pezzi fast, stagionali e destinati all’oblio; dall’altro lato, canzoni più sofisticate, che passano quasi inosservate perché di nicchia. Una classificazione inappropriata, che diventa pretesto di divisività artistica, un settore che non dovrebbe esserlo per natura.

Negli ultimi anni, l’attività discografica ha ceduto il passo, troppe volte, ad esperimenti di puro sensazionalismo e di mercificazione, che non aggiungono niente di nuovo e di interessante al repertorio di un artista. Per esempio, Tiziano Ferro, considerato il giovane erede del genere contemporary R&B in Italia e in gran parte del mondo latino, aveva proprio bisogno di uscire con “Destinazione mare” per la prossima estate?

Siamo di fronte a un singolo dance con un testo dalla struttura semantica raffazzonata e, decisamente, scontata. La tematica interiore della prima strofa mette troppa carne sul fuoco, proponendo in pochi versi il tema del ricordo, “per il tempo ed il bene che io ti ho donato, resta solo un rimprovero lontano, sempre attuale, impresso nel ricordo e in quella polaroid”; il dolore per una relazione finita “che cosa ho imparato da ogni mio viaggio chi ho dimenticato”; la ricerca della fede e la scelta di andarsene al mare, “chi mi ha riparato improvvisando fede in tempi incerti se Dio è dove lo cerchi Allora Destinazione mare“.

Ma anche al mare, le cose non vanno meglio, “ho chiuso la vita invernale Do fiducia alla nuova stagione Che tarda ad arrivare”; così, quello che resta è la speranza che tutto prenda una piega inaspettata o quantomeno in grado di curare il dolore non personale, ma dell’altra persona: “non smetto di sperare Destinazione mare sei quello che conta e che vale passerà però rimane solo un’ultima stagione giuro l’ultima stagione mentre suona la canzone che ho scritto per curare il tuo dolore”.

Perché uno dovrebbe riparare altrove per curare un altro cuore e non il suo?! Sicuramente perché è un uomo ancora innamorato, che si augura il conforto del mare e, allo stesso tempo, spera che anche l’altra persona possa guarire da quella fine. Tra una rima baciata e la musica dance, una cosa è certa: il risultato finale non ci porta ad inserirlo fra i pezzi memorabili del nostro beniamino, anzi ci sentiamo di dire che Tiziano avrebbe potuto fare di meglio.

Di tutt’altra pasta, la penna di Giovanni Truppi, che apprezziamo nel singolo “Amarsi come i cani”, tratto dal suo nuovo album Infinite possibilità per esseri finiti. Un pianoforte accompagna la voce di Giovanni per tutto il brano, in un crescendo emotivo che ci racconta di un amore archetipico, fatto di poesia romantica, ma soprattutto di istinto animale. Anche qui, il tema del ricordo in apertura, “e mi ricordo del tuo cuore, come batteva forte”, ci fa  sentire il sentimento fortissimo della coppia insieme agli umori che si scambiano mentre fanno l’amore: “e mi faceva impressione Come se dentro la tetta, sotto la mia mano, ci fosse un animale”.

L’estate alle porte diventa metafora di vitalità e di esuberante passione, “e mi ricordo le tue gambe come si aprivano bene Come fiori d’estate quando l’estate viene E mi sentivo che io ero l’estate per te”. L’energia raggiunge il suo apice con la batteria che accompagna il ritornello, “e mi ricordo com’era amarsi come i cani (Ah) Uno faceva l’amore e c’era l’amore”. Un inno all’amore, dove non c’è bisogno di andare lontano per dimenticare né di cercare una dimensione ultraterrena, perché bastano “le mani sulla schiena Toccare la tua pelle come in una preghiera”. Non serve altro Dio all’infuori di noi che ci sentiamo liberi di “amarsi come i cani in un campo di fiori Un sole giallo, un prato verde, un cielo azzurro Mettersi come cani a quattro di bastoni Ad annusarsi i culi Tendersi le carezze Non dire una parola”, fino a che “non capisco com’è che poi torniamo umani”.

Proprio come noi, quando troviamo la canzone che ci rapisce e ci porta in un ‘altrove’, dove basta essere in accordo con la natura per sentirsi liberi e pienamente vivi. Quando questo accade grazie a una canzone, la musica vince una volta di più contro ogni logica, compresa quella commerciale. Perciò, siamo dalla parte di “Amarsi come i cani“, magari avendo “Destinazione mare” come meta del nostro viaggio sentimentale.

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Francesco Penta

Appassionato della parola in tutte le sue forme; prediligo, in particolar modo, la poesia a schema metrico libero. Strizzo l'occhio all'ironico, all'onirico e al bizzarro. Insieme alla musica sia la parola. Dopo la musica si ascolti il silenzio; da questo "vuoto sonoro" nasca un nuovo concerto.
Francesco Penta
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Appassionato della parola in tutte le sue forme; prediligo, in particolar modo, la poesia a schema metrico libero. Strizzo l'occhio all'ironico, all'onirico e al bizzarro. Insieme alla musica sia la parola. Dopo la musica si ascolti il silenzio; da questo "vuoto sonoro" nasca un nuovo concerto.