Recensione del nuovo singolo del cantautore di Latina

Tempo di nuovo singolo per Tiziano Ferro che sceglie di ritornare agli inediti e, dunque, all’album rilasciato nel 2019 dal titolo “Accetto miracoli” (di cui quì il link alla recensione). Arriva per l’appunto in periodo natalizio con il titolo di Casa a Natale e si colloca benissimo tra le “docce fredde” emotive  che però fanno bene al cuore in questo ultimo mese del 2020, anno funestissimo ormai per antonomasia.

Tiziano Ferro, che firma il pezzo con Giordana Angi, ci porta ancora dentro ad una ballad senza grandi voli pindarici apparenti ma lo fa con grande onestà intellettuale, cosa ben più importante di altre. Racconta  un’emozione e come sempre ci regala un’empatia assoluta che solo la sua voce e la sua anima sanno trasmettere.

Lo stesso Tiziano in un’ intervista aveva detto: “’Casa a Natale’ nasce da una frase che mi ero appuntato su un quaderno durante le feste di alcuni anni fa e che dice ‘Urlano al telegiornale nel servizio sul caos che precede il mio Natale’. La canzone, nonostante la vena malinconica, è anche molto coraggiosa: parla della voglia di attraversare la fine dell’anno e arrivare all’anno nuovo con una luce diversa“. Estremamente attuale il significato che viene concretizzato nel videoclip che vede Tiziano Ferro camminare tra le vie natalizie ai tempi del Covid.

Parliamo prima delle cose normali, poi delle “figate”. La melodia, l’arrangiamento musicale e l’interpretazione vocale. Niente di nuovo ma tutto sempre bello. Non sembra esserci alcuna ricerca di suoni particolarmente stravolgenti, vige la regola del “less is more” che ben rappresenta tutto l’album che ricordiamo, vede la collaborazione di Timbaland, uno dei più grandi produttori pop dei nostri tempi (va citata la sua “It’ s too Late to Apologize“). L’interpretazione di Tiziano è sempre estremamente passionale, anche qui come in molti brani di “Accetto miracoli” abbiamo  rinunciato ad un po’ di estensione vocale per dare ancora più corpo all’anima e alla passionalità. Seppure poco di moda negli ultimi anni (“Caro Babbo Natale, più cantanti e meno declamatori di testi per il 2021, grazie”), un acuto regala sempre un’emozione in più se usato con misura. Bisogna però dire che la dolcezza interpretativa del brano poco si sarebbe sposata con un approccio vocale differente. Come sempre dieci e lode per lui.

Parliamo ora delle cose che in “Casa a Natale” possono regalare un brivido vero. Fra tutte la verità, per l’ appunto. Il brano si apre con “mi arrendo al freddo che fa“. Disarmante. Stiamo magari facendo l’ albero di Natale e ci sentiamo travolgere da parole dirette, prive di retorica e stracolme di verità, perché davanti ad una sconfitta non ci si può che arrendere. Dal freddo si passa al deserto, altra immagine che come una scheggia trafigge il cuore di chi ascolta. Come cantava Bon Jovi infatti, “This Ain’t a Love Song“: questa non è una canzone d’ amore perché qua si fa i conti con un Natale diverso, con la solitudine e la voglia di affrontarle, le cose brutte. Il ritornello del brano è una lista chiara e precisa di tutto quello che Tiziano metterà sotto l’albero: “tutto quello che mi piace” ma anche “tutto quello che non mi piace di me“, “tutto quello che vorrei da te” e che “vorrei  a casa a Natale“. Un pugno allo stomaco garantito insomma, per tutti quelli che, con la loro “penna” onesta, come Giordana Angi e Tiziano Ferro, non si fanno scudo con l’atmosfera natalizia per nascondere tutto quello che, forse, mai come oggi potrebbe essere un pretesto per il cambiamento.

Bisognerebbe forse ascoltare questa canzone come un invito a guardarsi dentro, a farlo adesso o mai più (oggi sarà forse la giornata nazionale delle citazioni quindi invito all’ ascolto di “No Day But Today“, dal musical “Rent“), dovremmo prendere poi tutto quello che non ci piace di noi stessi e di chi ci sta accanto e fare una cosa semplice ma difficilissima: dirlo, con onestà.

Come canta Tiziano in “Casa a Natale“, “il pregio del difetto, il fatto che lo ammetto“. Solitudine, smarrimento, tempo che ci si sbriciola tra le mani. Su una cosa si può riflettere ascoltando questo brano, e potrebbe essere il regalo più grande da fare a noi stessi: tendiamo una mano senza vergogna, perché una “casa” a Natale ce la meritiamo tutti.

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Casa a Natale | Testo

Mi arrendo
Mi arrendo al freddo che fa
Da quando ti sei arreso

Io non sono nessuno
Ma tu sei troppo
Chi ero ormai è un mistero
Ma tu sei troppo

A casa ci sto sempre o niente
I giorni li conto a mente
Ma perdo il numero
Perché il mio lavoro è il perdono

Di deserto sono esperto
Eppure mi ci perdo ancora

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei da te

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che no, non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei a casa a Natale

Sono solo
Ed è sempre stato così
Il pregio del difetto, il fatto che lo ammetto
Ho applaudito, ho annuito
Squilibrio del controllo, il fatto che ora crollo

E ho chiesto a un passante chi sono
Mi ha risposto, chi non ricordavo
Come fa paura la tua faccia
Se allo specchio non la vedi più

Di eterno sono esperto
Eppure mi ci perdo ancora

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei da te

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei a casa a Natale

Giovedì, venerdì, lunedì
Lunedì, giovedì, venerdì
Immaginavo di averti così
Ma non immaginavo di vederti così

Giovedì, venerdì, lunedì
Lunedì, giovedì, venerdì
Urlano al telegiornale
Un servizio sul caos che precede il mio Natale

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei da te

Con tutto quello che mi piace
Con tutto quello che odio di me
Con tutto quello che no, non mi piace di te
Con tutto quello che vorrei a casa a Natale

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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