“Quando fuori piove”, Ultimo e le favole dispensatrici di illusioni – RECENSIONE

Disponibile in rotazione radiofonica dallo scorso 4 ottobre, il nuovo singolo del cantautore romano

Tempo di nuova musica per Ultimo (qui la nostra recente intervista), che si appresta a concludere questa straordinaria annata nel segno di un nuovo singolo. Dopo averci immortalato il disordine della mancanza affettiva nella sanremese I tuoi particolari, chiarito la sua posizione nei confronti della società nella scanzonata Fateme cantà, sviscerato poeticamente il concetto di evasione in Rondini al guinzaglio, messo in ordine fragilità ed insicurezze in Ipocondria ed indossato luce e consapevolezza in Piccola stella, per Niccolò Morriconi è tempo di lanciare il sesto estratto dal suo ultimo album di inediti “Colpa delle favole” (qui la nostra recensione), intitolato “Quanto fuori piove” e disponibile in radio a partire dallo scorso 4 ottobre.

Il giovane cantautore romano si mette nuovamente a nudo tra le righe di questo pezzo, che potremmo considerare insieme alla title-track il vero e proprio manifesto del suo terzo album di inediti. Le favole intese come canale attraverso il quale si diffondono in maniera virale le illusioni, frutto delle delusioni e delle difficoltà che scandiscono la nostra esistenza. Spesso ci si sofferma sugli “alti” e si trascurano i “bassi”, perché è proprio dai dolori che assorbiamo esperienza, per cercare di non ripetere gli errori, maturando consapevolezza.

Lo racconta molto bene Ultimo, che traslata il concetto ad un rapporto di coppia fatto di distanze ed incomprensioni. Capita, soprattutto quando non avviene un vero e proprio confronto, di lasciare che le cose facciano il proprio corso, di passare dal ruolo di protagonisti a quello di spettatori e mettere tutto nelle mani del destino. Passano i mesi, passano le settimane e subentra la mancanza, la sensazione di non aver fatto tutto il necessario per trovare una soluzione diversa e che, forse, è troppo tardi per pensare di riprovarci.

Perché il tempo può essere galantuomo, ma anche un mascalzone, prende tutto e non ci lascia altro che ricordi, veri e propri promemoria dei nostri passi falsi. Allora subentrano i sensi di colpa, non ci si sente all’altezza e ci si rassegna a quanto accaduto. Questo, a grandi linee, è il senso che emerge tra le righe di Quando fuori piove, ennesimo episodio ispirato e di spessore del cantautore che, nonostante la sua giovane età, si dimostra ancora una volta centrato e in perfetta sincronia con il presente, il passato e il futuro.

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Quando fuori piove | Video

Quando fuori piove | Testo

Colpa delle favole
mi hanno sempre illuso un po’
quando fuori piove
perché il mondo mi ha deluso un po’

Colpa della musica
mi ha reso gli occhi amari un po’
guardo fuori il sole
e mi chiudo in un respiro

Sai mi chiedo troppo spesso
dove va a finire un fiore
quando corri dentro a un prato
e non ti servono parole

Mi chiedevo, tu come stai?
è un po’ che non ti sento, ormai
vorrei portarti al mare
ma non ho più belle parole
perché il tempo ha preso tutto
e ha preso anche il nostro amore
vorrei parlarti come prima
con la stessa intensità
ma quando vivi troppo insieme
poi qualcosa se ne va
e non mi sento mai all’altezza
di stare con te

È colpa della vita
che mi ha steso in questo posto
senza avermi chiesto prima
almeno un tipico permesso
e non ci riesco mai
a far finta che poi vada bene
tu dici: “te ne pentirai”

Sai mi chiedo troppo spesso
dove va a finire un fiore
quando corri dentro a un prato
e non ti servono parole

Mi chiedevo, tu come stai?
è un po’ che non ti sento, ormai
vorrei portarti al mare
ma non ho più belle parole
perché il tempo ha preso tutto
e ha preso anche il nostro amore
vorrei parlarti come prima
con la stessa intensità
ma quando vivi troppo insieme
poi qualcosa se ne va

Io non mi sento mai all’altezza, di stare con te
di stare con te, di stare con te

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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