X-Factor 16 cast

Analizziamo, alla vigilia, i concorrenti della nuova edizione di X-Factor

È quasi arrivato il momento clou della gara di XFactor con i live in partenza stasera su Sky Uno dalle ore 21.15 e Francesca Michielin nella veste inedita di conduttrice. Una giuria quasi totalmente rinnovata, con il confermato Fedez che si aggiunge alle novità Ambra, Dargen D’Amico e Rkomi, ha composto settimana scorsa le squadre. Vediamo le sensazioni della vigilia su tutti i concorrenti in gara e su quali sembrano, ad oggi, i favoriti.

Rkomi possibile giudice vincitore? |

Rkomi ha in squadra quelli che partono con le maggiori vibes da vincitori: i Santi Francesi. Duo con un progetto già ben definito e con alle spalle una vittoria a Musicultura e un posto nella colonna sonora nella serie-tv Netflix “Summertime“. A farli spiccare nelle selezioni è stata l’originalità del loro mix tra cantautorato ed elettronica, mostrata con la rilettura di due classici della musica italiana (“Un ragazzo di strada” de I Corvi e “Che fantastica storia è la vita” di Antonello Venditti) in una chiave attuale. Sono quelli che, ad oggi, rappresentano al meglio la strada da sempre percorsa da X-Factor ma non sempre portata a termine: lanciare un progetto di qualità ma che sia comunque anche accessibile al grande pubblico.

X-Factor 16 squadra Rkomi

A completare la squadra c’è poi la delicata Joèlle, cantautrice che ha la sua comfort-zone nell’interpretazione chitarra e voce ma che ha dato il suo meglio con la cover di “People help the people” di Cherry Ghost in cui si è mostrata per la prima volta senza chitarra: può crescere ancora. Non convince invece del tutto Iako, un sicuramente interessante incontro tra elettronica e r’n’b che però, con il suo inedito “A.I. Intelligenza artificiale“, è sembrato un progetto un po’ troppo di nicchia per la tv.

Squadra di Dargen D’Amico la più equilibrata |

Ad avere la squadra più forte, e forse anche più equilibrata, è Dargen D’Amico: non sembra avere punti deboli. I Disco Club Paradiso fanno dell’energia positiva il loro must e propongono un oggi inusuale sax che li rende distinguibili. Non sono da vittoria ma porteranno parecchia carica al pubblico dell’Allianz Cloud: la loro cover di “Svalutation” di Adriano Celentano è stata tra le esibizioni più frizzanti delle selezioni.

X-Factor 16 squadra Dargen d'Amico

Porta, invece, sensualità la bella Beatrice Quinta, con una spiccata presenza scenica e la curiosa idea di trasformare alcuni pezzi immortali della musica italiana in un elettro-pop seducente. Ha convinto la sua rilettura di “Nell’aria” di Marcella Bella, meno quella de “Il cielo” di Renato Zero: se trova una quadratura, potrà fare un buon percorso.

Lo sguardo principale è però rivolto al giovane Matteo Orsi, che ha scelto di esibirsi per la prima volta in pubblico proprio a XFactor. Voce sottile, arrangiamenti scarni come nella miglior tradizione indie mostrata nel suo inedito “Per non perderci mai più“, ma soprattutto una grande espressività con cui ha commosso il pubblico grazie alla sua versione di “En e Xanax” di Samuele Bersani. Da tenere d’occhio perchè, anche quest’anno, la finale andrà in onda in diretta in chiaro su TV8 e il pubblico generalista ha quasi sempre premiato i volti più rassicuranti. L’abbiamo visto l’anno scorso con Baltimora preferito al favorito gIANMARIA, ma soprattutto nell’undicesima edizione con la vittoria di Lorenzo Licitra sui Maneskin. Se arrivasse in finale, Matteo potrebbe recitare il ruolo della variabile impazzita proprio come loro.

Fedez convince a metà ma può avere il cavallo vincente |

Anche Fedez ha in squadra un’indiscutibile candidata alla vittoria, Linda. Un’intensità interpretativa fuori dal comune considerando soprattutto la sua giovane età (19 anni) e una voce che sa essere struggente nelle interpretazioni piano e voce, come dimostrato nella cover di “Coraline” dei Maneskin. Deve essere, però, bravo il suo coach a costruirle un percorso adatto alla sua vocalità, che rischia di essere poco versatile davanti a canzoni che non hanno un grande spessore emotivo.

X-Factor 16 squadra Fedez

Il cantante di “Mille” non poteva poi proprio dire di no agli Omini, considerando la sua passione per il punk. Band travolgente soprattutto nella rivisitazione di “My generation” degli Who, rappresenta un facile effetto scalda-pubblico.
Non convince invece la scelta di Dadà e delle sue contaminazioni tra cultura napoletana e elettronica. Un progetto ben definito ma anche limitato in un percorso come quello di XFactor, come dimostrato dai due mash-up (il primo tra “Bang bang” e “‘O Sarracino“, il secondo tra “Mas que nada” e “Funiculì Funiculà“) pressoché identici presentati alle selezioni. Rischia di stancare in fretta.

Ambra e l’emotività (forse troppa) |

Punta tutto sull’emotività invece Ambra che porta ai live la giovane Lucrezia, capace di commuoverla con l’inedito “Molecole“, il migliore presentato durante le selezioni. Voce riconoscibile, penna intrigante e buone capacità interpretative: è, ad oggi, l’unica certezza della squadra.

X-Factor 16 squadra Ambra

Perchè poi la versatile attrice si lascia sovrastare un po’ troppo dall’emozione prendendosi il grosso rischio di scegliere Matteo Siffredi. È il concorrente che l’ha mostrata forse più madre che giudice, con un abbraccio sincero e sentito in un momento di grande difficoltà per il ragazzo. Che si è distinto per una buona timbrica sabbiata, ma soprattutto per una rovinosa caduta proprio nel momento di presentare il suo inedito. Sembra ancora troppo acerbo e fragile per un simile percorso.

E lascia perplessi anche la scelta dei Tropea, questa forse, però, obbligata dalla regola di dover avere almeno una band in squadra. Non sono convinti loro di essere gestiti da Ambra, non è convinta lei di loro. E questa mancanza di feeling reciproca, nonostante ci si trovi davanti a dei ragazzi già abituati al palco, potrebbe essere pagata subito.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

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