Emma e il suo presunto flop di “Essere qui”

Nell’ultima puntata di Amici la salentina si lascia andare e analizza l’andamento del suo ultimo progetto discografico

EmmaI dischi vengono realizzati per il fine supremo dell’arte. Per l’esigenza di dire qualcosa. E per il mero fine economico. Inutile nascondersi dietro ad un dito (o ad un disco in questo caso), gli album per i cantanti sono ancora un importante base di guadagno. Certo, in passato lo erano di più ma, comunque, tutt’oggi conservano un ruolo decisivo affianco ai live (a differenza dello streaming digitale che, se da solo, getterebbe l’intera discografia mondiale in miseria).

Ed ecco che allora un disco che doveva funzionare parecchio sul mercato (almeno secondo le aspettative) quando non raggiunge i propri obiettivi preoccupa non poco l’artista e le varie poltrone ad esso collegato (discografici, tour manager, autori e quant’altro). Ammetterlo non è mai facile, anzi, conviene sempre cercare di evidenziare i pochi dati positivi per tentare di salvare il salvabile ma, alla fine dei conti, il bilancio difficilmente risulterà positivo. Per produrre un album occorre mettere in conto innumerevoli spese che, se le vendite non controbilanciano, difficilmente potranno far sfuggire il progetto dall’etichettatura di “flop”.

Di questo ha parlato a sorpresa e con disarmante umiltà, bisogna ammetterlo, Emma nel corso della sua ultima ospitata ad Amici di Maria de Filippi lo scorso sabato sera quando, per stimolare un ragazzo a non arrendersi, ha raccontato come il suo ultimo album, Essere qui (di cui qui la nostra recensione) sia stato per gli altri, ma non affatto per lei in quanto artista, un fallimento.

“Qualche mese fa è uscito il mio disco. Per quanto mi riguarda, il disco più importante della mia carriera. C’ho lavorato per due anni senza pensare al resto del mondo perchè la cosa più importante per me era portare a casa quel disco fatto in quel modo perchè era il mio modo. Perchè a 34 anni mi sono presa la volontà di fare questo mestiere con coraggio e con verità. Mi aspettavo grandi cose da questo disco perchè, ti ripeto, per me è il disco più importante e più bello che io abbia mai fatto, eppure questo disco non ha raggiunto i numeri che tutti si aspettavano da subito”.

I numeri a cui la cantante salentina ha fatto riferimento sono comunque valori che, nel sistema discografico attuale, rimangono comunque degni di nota ma che non rispondono agli standard che evidentemente ci si aspettava (e che occorrevano per bilanciare le spese). Nel dettaglio Essere qui ha finora totalizzato poco più di 25.000 copie che gli sono valse il disco d’oro dalla FIM. Il precedente album, Adesso (qui la nostra recensione), nello stesso arco di tempo aveva già raggiunto le 50.000 copie e aveva alle spalle ben 2 singoli certificati come disco di platino mentre, invece, l’attuale progetto non vanta alcun brano certificato registrando un deludente risultato sul piano dello streaming che ha contribuito a tenere sotto le 10.000 copie complessive sia L’isola che Effetto domino.

L’artista ha poi proseguito dicendo: “Viviamo in un Paese in cui se non vendi non vali e questa è una cosa molto brutta non per me, ma per l’arte in generale, per tutti. E’ facile fare questo mestiere quando tutti vi portano in palmo di mano, è molto più difficile farlo quando tutti tentano di schiacciarvi e il vostro fianco è scoperto mentre tutti vogliono infilzare l’ultima lama: voi quella cosa non la dovete permettere, è lì che dovete dimostrare di essere davvero degli artisti. E’ lì che devi sfoggiare il tuo sorriso migliore perchè la gente non aspetta altro che vedervi crollare e dirvi “vedi, è arrivato il momento” e, invece, quel momento non deve mai arrivare perchè il nostro mestiere è trasformare le cose brutte in bellezza, sempre. Anche quando tutto sta crollando, anche quando tutti vi dicono che non sta andando bene, che state fallendo solo perchè non siete nei vertici delle classifiche o perchè non state vendendo una vagonata di dischi o di vostri biglietti a teatro. E’ proprio lì che dovete essere artisti perchè si deve essere artisti sempre non solo quando le cose vanno bene. Sorridere, sorridere sempre deve essere la vostra risposta perchè state facendo la cosa più bella del mondo e perchè avete la possibilità di avere un sogno e di provare a realizzarlo. Pensate a tutte le persone che si svegliano la mattina e non ce l’hanno”.

A Emma va fatto un plauso per le belle parole e per l’immenso coraggio mostrato nell’ammettere che il proprio “prodotto” (non la propria arte badate) questa volta non sta raccogliendo quando ci si aspettava. Le riflessioni sul mercato le lasciamo, per questa volta ad altri, anche se forse occorrerà interrogarsi profondamente sul perchè di questo (e molti altri) risultati al di sotto delle aspettative.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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