Achille Lauro - Solo noi

Recensione dell’ultimo singolo dell’eclettico artista romano

In attesa di vederlo sul palco del Teatro Ariston, dove quest’anno apparirà, ma in una veste inedita, Achille Lauro continua a produrre musica e torna in radio a partire da venerdì 19 febbraio con ‘Solo noi’, brano inedito che anticipa il nuovo album e che dallo stesso artista viene definito come “il primo singolo che anticipa il nuovo me stesso”. 

Lauro viene da un periodo di esposizione mediatica importante, due Festival di Sanremo in due anni e tre progetti pubblicati dal 2019 alla fine del 2020. Tutto è cominciato con Rolls Royce, contenuto in 1969, album a tinte rock al quale hanno fatto seguito1990 (ispirato alla dance anni ’90) e1920 (progetto invernale che si avvicina allo swing anni ’20). Il tutto senza dimenticare l’intermezzo avvenuto con la Me ne frego, singolo portato al successo sempre a Sanremo anche e soprattutto grazie ad una serie di performance artistiche di forte impatto. Oggi, però, è di nuovo tutto diverso e si riparte con ‘Siamo soli’, un brano che riporta l’artista a battere strade già esplorate con successo, ma con nuova grinta.

Achille Lauro torna a parlare con gli ultimi, i più deboli, quei personaggi che fin dall’inizio della sua fortunata carriera lo hanno ispirato e soprattutto hanno ispirato la sua poetica fatta di racconti di strada, fame e voglia di rivalsa. Il tentativo che l’artista fa, è quello di unificare il suo pubblico con empatia e sensibilità, cercando il modo per rivolgersi a più persone possibili. Lauro racconta, ma allo stesso tempo si posiziona in mezzo alla sua gente: noi, senza un’anima, senza identità“, inizia così, introducendo quello che sarà il mood di tutto il brano.

Le strofe sono brevi e frenetiche, con un testo che per tematiche toccate si avvicina nettamente a Renato Zero e come interpretazione fa venire in mente subito Vasco Rossi nella sua tipica versione pop-rock. Nel racconto del poliedrico artista c’è una continua volontà di dipingere una realtà cruda e straziante, in cui ad uscire è soprattutto l’incertezza di una generazione senza più punti di riferimento, bistrattata e impossibilitata ad emergere. Lui però ce l’ha fatta, grazie alla musica e a tanta forza di volontà, dimostrazione che tutti possono scegliere di farsi salvare da qualcosa o da qualcuno.

Achille Lauro 1920

E così quel “salvami te” gridato nel ritornello si carica di un significato speciale, è bello pensare che sia ispirato alla musica stessa, anche se l’interpretazione viene lasciata libera all’ascoltatore. Torna ancora una volta, quindi, il concetto di redenzione nella musica di Lauro, quell’essere salvati per forza nonostante una vita fatta di difficoltà e di stenti. Lo specifica bene nello special finale: “non ho scelto come tu che c’hai fatto così, così soli e sole, ma a noi sta bene, sì, così”.

Quella che per Vasco era una “generazione di sconvolti che non han più santi né eroi”, oggi per Achille Lauro si è trasformata in “senza fiori, né una lacrima, senza padri, ma senza priorità”. Insomma, cambiano i tempi, ma non le logiche. Con questo singolo il signor Lauro De Marinis dimostra di avere ancora numerose cartucce da sparare e, dopo gli ultimi esperimenti musicali, torna con prepotenza sui suoi temi più cari, percorrendo quella che è senza dubbio la sua dimensione più intrigante.

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Solo noi | Testo

Oh no, no

Eh noi
Senza un’anima, senza umanità
Solo noi
Immoralità, bipolarità
Solo noi
Mezza manica, senza dignità
Solo noi
Senza identità, senza eredità
Soli e…

Come? Come? Come?
No, no, non chiedermi come…
Come? Come? No…

Salvami te, salvami te,
Salvami te, salvami te,
Oh no
Salvami te, salvami te,
Salvami te, salvami te,
Oh no, no, no

Dici “capita”, fine tragica
Solo noi
Senza fiori, né una lacrima
Solo noi
Senza padri, ma senza priorità
Solo noi
Senza casa, ma senza libertà
Soli e…

Come? Come? Come?
No, no, non chiedermi come, no…

Salvami te, salvami te
Salvami te, salvami te
Oh no
Salvami te, salvami te
Salvami te, salvami te
Oh no, no, no

Non ho scelto come
Tu che c’hai fatto così
Così soli e sole
Ma a noi sta bene, sì, così
Non ci importa come
Non importa, siamo qui
Così soli e sole
Ma mi sta bene, sì, così

Che casualità, instabilità
Solo noi
Senza autorità, né grammatica
Solo noi
Senza amore mai, senza gravità
Solo noi
Immortalità, senza un aldilà
Soli e…

Oh no, no, no, no
Solo noi, soli
Soli
Eh, solo noi
E…

Salvami te, salvami te
Salvami te, salvami te
Oh no
Salvami te, salvami te
Salvami te, salvami te
Oh no, no, no
Salvami te

Non ho scelto come
Tu che ci hai fatto così
Così soli e sole
Ma a noi sta bene, sì, così
Non ci importa come
Non importa, siamo qui
Così soli e sole
Ma mi sta bene, sì, così

No, no, no
Salvami te
No, no, no

Soli

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

By Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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