AlmanaccoMusicale 5 febbraio

Giorno per giorno, le curiosità, i compleanni dei personaggi più amati e le uscite da non dimenticare

Almanacco musicale del 5 febbraio

1944 – Nasce a Cervia il cantante Piero Focaccia
1946 – Nasce a Chiari il produttore Mauro Pagani
1961 – Nasce a Grosseto il cantante Erminio Sinni
1966 – Caterina Caselli è prima in classifica con “Nessuno mi può giudicare”
1972 – I Delirium pubblicano il singolo “Jesahel”
1977 – Nasce a Roma il cantautore Simone Cristicchi*
1981 – Luca Barbarossa pubblica il suo primo successo “Roma spogliata”
1983 – Nasce a Singapore la rapper Claudia Nahum, al secolo Baby K
1983 – Tiziana Rivale vince Sanremo con “Sarà quel che sarà”
1984 – Nasce a Monte San Biagio la cantante Erika De Bonis
1989 – Nascono a San Benedetto del Tronto i due gemelli Eraldo e Giuseppe Di Stefano, in arte i BTwins
1990 – I Pooh debuttano in classifica con “Donne italiane”
1995 – Daniele Silvestri pubblica il singolo “Le cose in comune”
2005 – Le Vibrazioni sono tra gli artisti più suonati in radio con “Raggio di sole”
2007 – Zucchero lancia il singolo “E’ delicato”
2010 – Elisaè nella top10 di EarOne con “Anche se non trovi le parole”
2013 – Fabri Fibra lancia il disco “Guerra e pace”
2015 – Ci lascia la showgirl Marisa Del Frate
2014 – Eros Ramazzotti è nella top10 di EarOne con “Questa nostra stagione”
2016 – Il Volo lancia il singolo “Tornerà l’amore

*Il personaggio del giorno: Simone Cristicchi

Simone CristicchiQuarantuno candeline da spegnere quest’oggi per Simone Cristicchi, cantautore romano che spazia tra l’ironia e la teatralità del suo vasto repertorio, che va da: “Vorrei cantare come Biagio Antonacci” a “Studentessa universitaria”, passando per “”Che bella gente”, “L’Italia di Piero”, “Meno male”, “La prima volta (che sono morto)”, “Mi manchi”“Magazzino 18″ e la celeberrima “Ti regalerò una rosa”, con il quale si è aggiudicato la vittoria della 57esima edizione del Festival di Sanremo. Un traguardo importante, per un’artista dotato di uno straordinario talento, sia nello scrivere che nell’interpretare.

**La canzone del giorno: Le cose in comune

 

“…Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
‘ma dai, pure tu sei degli anni ’60?’
abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello

Le cose che abbiamo in comune
sono facilissime da individuare
ci piace la musica ad alto volume
fin quanto lo stereo la può sopportare
ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo
le urla di Prince, i Police
mettiamo un CD prima di addormentarci
e al nostro risveglio deve essere lì

Perché quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi
quando io piango… tu piangi
quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi
quando io piango… tu ridi

Le cose che abbiamo in comune
sono così tante che quasi spaventa
entrambi viviamo da più di vent’anni
ed entrambi, comunque da meno di trenta
ci piace mangiare, dormire, viaggiare, ballare
sorridere e fare l’amore
lo vedi, son tante le cose in comune
che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore… ma…

Allora cos’è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un’ora…

Le cose che abbiamo in comune, ricordi
sei tu che prima l’hai detto
dicevi ‘ma guarda, lo stesso locale
le stesse patate , lo stesso brachetto!’
e ad ogni domanda una nuova conferma
un identico ritmo di vino e risate
e poi l’emozione di quel primo bacio
le labbra precise, perfette, incollate

Abbracciarti, studiare il tuo corpo
vedere che in viso eri già tutta rossa
e intanto scoprire stupito e commosso
che avevi le mie stesse identiche ossa
e allora ti chiedo, non è sufficiente?
cos’altro ti serve per esserne certa
con tutte le cose che abbiamo in comune
l’unione fra noi non sarebbe perfetta?

Quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi
quando io piango… tu piangi
quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi
quando io piango… tu ridi… ma…Allora cos’ècosa ti serve ancora, a me è bastata un’ora…”

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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