Disponibile in radio dal 4 settembre il nuovo singolo di Fiorella Mannoia, composto per lei da Ultimo

La provenienza di certe emozioni è piuttosto ignota, soprattutto per chi lavora attorno o con la musica, spesso tutto diventa macchinoso, perciò è raro avvertire brividi sulla pelle, farfalle nello stomaco e le sensazioni tipiche di un vero e proprio innamoramento. Nella vita non so se esista o meno il famoso colpo di fulmine, ma in musica mi è capitato ancora una volta con “Chissà da dove arriva una canzone”, un brano che non lascia scampo a fraintendimenti, che arriva anche a chi non lo sta aspettando.

Fiorella Mannoia protagonista, Ultimo alla sceneggiatura e Carlo Di Francesco in cabina di regia, non poteva che venirne fuori un autentico capolavoro, perché è vero che le grandi canzoni abbattono qualsiasi tipo di barriera, compresa quella generazionale, ma è anche vero che non tutte le ciambelle escono necessariamente col buco, in passato molti incontri di questo genere sono falliti miseramente, dando vita a proposte poco credibili, alcune ai limiti della decenza.

Bisogna saperle scrivere le canzoni, così come bisogna saperle interpretare e qui, signori, ci vorrebbe una duplice standing ovation per chi ha forgiato e indossato questo gioiello, per chi lo ha partorito ma anche per chi lo sta allevando. Quando si dice che Fiorella Mannoia potrebbe cantare anche le pagine gialle in parte è vero, ma se l’avesse fatto non sarebbe diventata la grande artista che è oggi, perché sono le canzoni a fare la storia, a restare nel tempo, a sollevarci, rallegrarci e accarezzarci.

Protagonista indiscussa della canzone d’autore, nonostante si sia sempre professata orgogliosamente un’interprete, a Fiorella Mannoia va riconosciuto il grande merito di aver saputo selezionare accuratamente il proprio repertorio, eseguendo pezzi di autori del calibro di: Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Mario Lavezzi, Mogol, Francesco De Gregori, Ron, Riccardo Cocciante, Eugenio Finardi, Paolo Conte, Massimo Bubola, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Jovanotti, Pino Daniele, Franco Battiato, Pacifico, Bungaro, Luca Barbarossa, Niccolò Fabi, Fabrizio Moro, Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro e molti altri ancora.

In questo fitto e prestigioso elenco, non poteva mancare un autentico top player come Ultimo che, al di là di quelli che sono i numeri e i grandi risultati ottenuti in tempi record, resta uno dei talenti più preziosi e puri nati sotto la buona stella della musica leggera italiana. Un ragazzo di ventiquattro anni che scrive un testo del genere merita ancora più di quello che ha, perché non è facile sicuramente tirare fuori in questo momento un pezzone del genere, le aspettative attorno al suo progetto aumentano a dismisura, ma la risposta (come sempre) risiede nel periferico monolocale della semplicità, piuttosto che in un ambito e lussuoso attico in centro.

Il risultato sorprende a metà, nel senso che rappresenta esattamente quello che ci si aspetta dai grandi artisti, ma in un’epoca così confusa e in un momento storico così particolare, assume ulteriore significato, magia e valore. Commuove fino al midollo il passaggio che recita: “e chissà se questi giorni chiusi avranno un prato per volare fuori”, trovo che sia la degna rappresentazione poetica del lockdown, la frase che meglio raffigura quei difficili mesi tra i numerosissimi versi che sono stati scritti a riguardo.

Questo e molto altro ancora è Chissà da dove arriva una canzone, un brano che lascia spazio a libere emozioni, che non ha bisogno di niente, nemmeno di questa recensione, perché contiene un messaggio universale di una potenza tale da far sì che non si possa dissolvere nel tempo. Un pezzo anti-consumistico, lontano anni luce dal concetto di “usa e getta”, dalle playlist e da un mondo che prende sempre più le distanze dall’arte. Insomma, non so da dove sia arrivata questa benedetta canzone, ma di sicuro si tratta di una delle più belle, coinvolgenti e preziose degli ultimi anni.

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Chissà da dove arriva una canzone | Audio

Chissà da dove arriva una canzone | Testo

Chissà da dove arriva una canzone
queste mie inutili parole
se vengono da dentro
oppure vengono scritte dal vento
chissà da dove arriva il mare
se parte da qui oppure è già il finale
e come fanno le onde a mantenere
la stessa rabbia senza mai volare
io un’idea ce l’ho
e penso si avvicini a te

E arriverà domani
aria se vento cercavi
come il mare per un marinaio
che lo aspetta calmo al suo risveglio
e chissà se poi la vita scorre
o siamo noi a darle un senso a volte
io non trovo qui una spiegazione
ma forse è proprio dai tuoi occhi
che arriva una canzone

Chissà da dove parte un mio pensiero
se da chi sono oppure da chi ero
ho chiesto a queste stelle un dono
farsi più avanti e superare il cielo
chissà quante domande ho fatto
senza mai far capire cosa ho detto
perché la vita è una commedia al buio
dove per ridere serve del trucco
e questa sera non voglio mentire
solo guardarmi dentro per cambiare
e chissà se questi giorni chiusi
avranno un prato per volare fuori
io non trovo mai una spiegazione
ma forse è proprio dai tuoi occhi
che nasce una canzone

E arriverà domani
aria se vento cercavi
come il mare per un marinaio
che lo aspetta calmo al suo risveglio
io non trovo mai una spiegazione
ma forse è proprio dai tuoi occhi
che nasce una canzone

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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