Eurovision 2021

Dopo aver convinto il pubblico italiano trionfando a Sanremo 2021, “Zitti e buoni” ha tutte le carte in regola per conquistare il resto d’Europa

Dopo essere arrivati sesti nel 2017 con Occidentali’s karma di Francesco Gabbani, quinti nel 2018 con Non mi avete fatto niente della coppia Meta-Moro e secondi nel 2019 con Soldi di Mahmood, per l’Italia questo positivo crescendo in classifica potrebbe non finire qui. In seguito alla pausa sabbatica causata dal Covid, l’Eurovision Song Contest torna con la sua 65esima edizione, in scena al centro congressi di Rotterdam dal 18 al 22 maggio 2021.

A rappresentare il nostro Paese, come sappiamo, ci saranno i Maneskin (qui la nostra recente intervista), reduci dalla vittoria dell’ultimo Festival di Sanremo con “Zitti e buoni”, canzone che verrà proposta interamente in lingua italiana, seppur con un paio di censure di troppo dovute al rigidissimo regolamento della kermesse. La mancanza di parolacce non toglierà di certo grinta alla performance dei quattro giovani e talentuosi artisti romani, carichi per questa esperienza internazionale.

«Partecipiamo all’Eurovision con l’intento di portare la nostra musica anche al pubblico di altri Paesi, come avevamo in parte fatto con il nostro tour europeo. Questo ci ispira e ci piace tantissimo. Abbiamo tanta voglia di fare e di ampliare i nostri orizzonti. Non vediamo l’ora, abbiamo sempre sognato in grande e continueremo a farlo», queste le dichiarazioni che Damiano, Victoria, Thomas e Ethan, hanno rilasciato per i nostri lettori in occasione dell’uscita del loro disco Teatro d’ira – Vol. 1“.

A quasi un mese di distanza dalla partenza ufficiale della kermesse canora, non possiamo che essere ottimisti tirando fuori un po’ del nostro sano patriottismo. A rappresentarci quest’anno saranno quattro ragazzi affamati e con tanta voglia di spaccare, il loro è un grido generazionale che evidenzia la rabbia e il malcontento di un momento storico più che mai precario. Trasgressione ed erotismo si mescolano a sonorità pop-rock, già ampiamente sdoganate in ottica eurovisiva, forse, molto più che a Sanremo.

Ancora una volta, l’Italia si mostra come la nazione con la maggiore varietà musicale, soprattutto se consideriamo la forte diversità delle proposte che si sono alternate negli ultimi dieci anni, ovvero da quando siamo tornati in pista dopo una lunga assenza. “Zitti e buoni” è ciò che alcuni Paesi, magari, non si aspettano da noi, per questo motivo il fattore-sorpresa e il fattore-credibilità potrebbero giocare entrambi a nostro favore.

Insomma, il brano c’è e la presenza scenica pure, i Maneskin sono degli animali da palcoscenico, nonostante la loro giovanissima età, possiedono tutte le carte in regola per stupire il pubblico dell’intero continente ed aggiudicarsi gli ambiti “twelve points” in palio da ogni Stato partecipante. In un’annata in cui la condivisione sarà ancora più sentita e accentuata, l’inaspettato potrebbe giocare un ruolo fondamentale nelle complesse dinamiche geopoliticomusicali dell’Eurofestival.

Per i bookmakers non siamo attualmente favoriti, questo ci fa piacere perchè di norma non porta benissimo, per il momento ci danno al quarto posto. Di fatto, ancora una volta, ce la giocheremo fino in fondo e poi chissà… quella vittoria che manca da ben 31 anni (ovvero dal trionfo di Toto Cutugno in quel di Zagabria) arriverà quando meno ce lo aspettiamo. Dopo esserci andati vicino già qualche volta, non possiamo fare a meno che sperare e crederci ancora… come a dire: non succede, ma se succede…

Eurovision Song Contest | Le partecipazioni italiane

1956: Franca RaimondiAprite le finestre (2º posto)
1957: Nunzio GalloCorde della mia chitarra (6º posto)
1958: Domenico ModugnoNel blu dipinto di blu (3º posto)
1959: Domenico ModugnoPiove (6º posto)
1960: Renato RascelRomantica (8º posto)
1961: Betty CurtisAl di là (5º posto)
1962: Claudio VillaAddio addio (9º posto)
1963: Emilio PericoliUno per tutte (3º posto)
1964: Gigliola Cinquetti – Non ho l’età (1º posto) 
1965: Bobby SoloSe piangi se ridi (5º posto)
1966: Domenico ModugnoDio come ti amo (17º posto)
1967: Claudio VillaNon andare più lontano (11º posto)
1968: Sergio EndrigoMarianne (10º posto)
1969: Iva ZanicchiDue grosse lacrime bianche (13º posto)
1970: Gianni MorandiOcchi di ragazza (8º posto)
1971: Massimo RanieriL’amore è un attimo (5º posto)
1972: Nicola Di BariI giorni dell’arcobaleno (6º posto)
1973: Massimo RanieriChi sarà con te (13º posto)
1974: Gigliola Cinquetti (2º posto)
1975: Wess e Dori GhezziEra (3º posto)
1976: Al Bano Carrisi e Romina PowerNoi lo rivivremo di nuovo (7º posto)
1977: Mia MartiniLibera (13º posto)
1978: Ricchi e PoveriQuesto amore (12º posto)
1979: Matia BazarRaggio di luna (15º posto)
1980: Alan SorrentiNon so che darei (6º posto)
1981 – 1982: nessuna partecipazione
1983: Riccardo FogliPer Lucia (11º posto)
1984: Alice e Franco Battiato I treni di Tozeur (5º posto)
1985: Al Bano Carrisi e Romina PowerMagic, Oh Magic (7º posto)
1986: nessuna partecipazione
1987: Umberto Tozzi e RafGente di mare (3º posto)
1988: Luca Barbarossa Ti scrivo (12º posto)
1989: Anna Oxa e Fausto LealiAvrei voluto (9º posto)
1990: Toto Cutugno – Insieme: 1992 (1º posto)
1991: Peppino di CapriComme è ddoce ‘o mare (7º posto)
1992: Mia MartiniRapsodia (4º porto)
1993: Enrico RuggeriSole d’Europa (12º posto)
1994 – 1996: nessuna partecipazione
1997: JalisseFiumi di parole (4º posto)
1998 – 2010: nessuna partecipazione
2011: Raphael GualazziFollia d’amore (2º posto)
2012: Nina ZilliL’amore è femmina (9º posto)
2013: Marco MengoniL’essenziale (7º posto)
2014: EmmaLa mia città (21º posto)
2015: Il VoloGrande amore (3º posto)
2016: Francesca MichielinNessun grado di separazione (16º posto)
2017: Francesco GabbaniOccidentali’s Karma (6º posto)
2018: Ermal Meta e Fabrizio MoroNon mi avete fatto niente (5º posto)
2019: MahmoodSoldi (2° posto)
2020: DiodatoFai rumore (edizione cancellata)
2021: ManeskinZitti e buoni (?????)
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

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