Sanremo 2021

Al suo secondo mandato Amadeus punta tutto sulla contemporaneità, trionfa il pop-rock dei Maneskin, una vittoria simbolica per un’edizione che evidenzia stati d’animo differenti di un momento storico senza precedenti

La settantunesima edizione del Festival della canzone italiana, in scena al Teatro Ariston di Sanremo dal 2 al 6 febbraio 2021, è stata organizzata e condotta da Amadeus, affiancato per il secondo anno consecutivo dall’amico Fiorello, dalle incursioni musicali di Achille Lauro, dalla presenza fissa del calciatore Zlatan Ibrahimovic e da diverse co-conduttrici (Matilda De Angelis, Elodie, Vittoria Ceretti, Beatrice Venezi e Barbara Palombelli), presenze femminili che si sono alternate nel corso delle cinque serate.

Ventisei artisti per la categoria Campioni, tra cui segnaliamo i debutti di: Fedez, Aiello, Colapesce, Dimartino, Gaia, Fulminacci, La Rappresentante di Lista, Coma_Cose, Random, Gio Evan, Extraliscio, Davide Toffolo, Willie Peyote, Madame e i Maneskin, che si aggiudicano a sorpresa il titolo con Zitti e buoni.

Tra i ritorni, invece, citiamo le presenze consecutive di Bugo Fasma, oltre alle piacevoli rentrée di: Orietta Berti (assente da ben ventinove anni), Arisa, Ermal Meta, Francesca Michielin, Irama, Annalisa, Francesco Renga, Malika Ayane, Max Gazzè, Noemi, Lo Stato SocialeGhemon.

Otto i giovani in concorso nella sezione Nuove Proposte: Wrongonyou, Davide Shorty, Folcast, Greta Zuccoli, Avincola, i Dellai, Elena Faggi e Gaudiano, che si impone sul gradino più alto del podio con Polvere da sparo. Tra gli ospiti musicali che si sono alternati nel corso delle puntate, ricordiamo: Diodato, Loredana Bertè, Laura Pausini, Il Volo, Negramaro, Mahmood, Emma, Alessandra Amoroso, Gigi D’Alessio (accompagnato da Enzo Dong, Ivan Granatino, Lele Blade, Samurai Jay e Max D’Ambra), Gigliola Cinquetti, Fausto Leali, Marcella Bella, Riccardo Fogli, Michele Zarrillo, Paolo Vallesi, Umberto Tozzi e Ornella Vanoni.

Top e Flop di Sanremo 2020

Top
1. Colapesce e Dimartino – “Musica leggerissima”  
2. Maneskin – “Zitti e buoni”
3. Madame – “Voce”

Flop

1. Francesco Renga – “Quando trovo te” 
2. Random – “Torno a te”  
3. Bugo – E incece sì” 

Oltre ai vincitori assoluti, a trionfare moralmente sono Colapesce e Dimartino con il loro tormentone “Musica leggerissima”. Tra le altre canzoni protagoniste delle classifiche all’indomani dalla kermesse, spiccano anche: “Voce” di Madame, “Chiamami per nome” della coppia composta da Francesca Michielin e Fedez, “La genesi del tuo colore” di Irama, “Mai dire mai (La locura)” di Willie Peyote, “Cuore amarodi Gaia, “Dieci” di Annalisa, “Glicine” di Noemi, “Ti piaci così” di Malika Ayane, “Amare” de La Rappresentante di Lista, “Potevi fare di più” di Arisa e “Un milione di cose da dirti” di Ermal Meta.

Un’edizione segnata del distanziamento e dei tamponi, con il pubblico in DAD, in un Teatro Ariston a tratti irriconoscibile. Nel giro di dodici mesi si è passati da un liberatorio “Fai rumore” ad un ammutolente “Zitti e buoni”, due titoli che fotografano un profondo e palese cambiamento sociale. Ricorderemo Sanremo 2021 come un’edizione piena di colori, in un momento storico dalle gradazioni tendenti al grigio. Un grande plauso al direttore artistico Amadeus che, coadiuvato dalla sua squadra, dalla Rai e dall’immancabile Fiorello, è riuscito nel complesso compito di mettere in scena l’edizione del Festival più complicata della storia, senza farcelo pesare.

Doveroso sottolineare il livello qualitativo delle proposte musicali, indubbiamente alto. Un cast che ha messo a tacere le polemiche della vigilia, grazie ad una rosa di cantanti ricca di conferme e di scommesse vinte. Un ricambio generazionale necessario, in realtà già avvenuto da tempo in ambito digitale, ma che bisognava sdoganare con urgenza anche in riviera. Vincono la trasgressione, l’erotismo e il rock dei Maneskin, con l’orchestra che suona in piedi, un’immagine che resterà sicuramente negli annali.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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