L’analisi sul nuovo singolo del cantautore romano, disponibile in rotazione radiofonica dallo scorso 4 settembre

Direttamente all’inferno senza neanche passare dall’anticamera del purgatorio, questo lo strano destino di Tommaso Paradiso, finito nel giro di pochi mesi dalle stelle alle stalle, osannato ieri e massacrato oggi, in entrambi i casi oserei dire esageratamente. Ma andiamo con ordine: “Ricordami” è il titolo del suo nuovo singolo, il quarto da solista dopo l’abbandono dei Thegiornalisti e la pubblicazione di Non avere paura“, “I nostri anni e Ma lo vuoi capire?.

Il web si è letteralmente scagliato contro questo suo nuovo inedito, al punto da portare il cantautore romano direttamente in trend topic, per la serie “nel bene e nel male, purché se ne parli”. Al centro della critica è finito il testo, reputato da molti troppo banale e adolescenziale, ma quando mai Paradiso ha scritto trattati di filosofia? I suoi versi sono sempre stati una specie di lista della spesa, quella stessa poetica indie che fino a qualche tempo fa era glorificata, prima che venisse letteralmente surclassata dall’urban.

Prese di mira anche le sonorità, considerate troppo vicine agli anni ’80, ma qual è la novità? Si è sempre ispirato a quel mondo, anzi questa volta l’innesto del sax almeno rappresenta un elemento di originalità rispetto ai soliti synth, poco importa se somiglia al repertorio dei Bee Hive, come sottolineato da molti, o ad alcune sigle di Cristina D’Avena, vedi “E’ quasi magia Johnny”, “Occhi di gatto”, “Hilary”, “Denny combina guai”, “Siamo quelli di Beverly Hills” e potrei finire dopodomani.

Quelle dei cartoni animati sono canzoni a tutti gli effetti, composte da fior fior di musicisti del calibro di Ninni Carucci, Piero Cassano, Franco Fasano, Silvio Amato, Augusto Martelli e molti altri ancora. Insomma, “Ricordami” non è un brano proprio da buttare via, capisco che tendiamo un po’ tutti a belare all’unisono come le pecore di un gregge, al punto che questa potrebbe apparire come una voce fuori dal coro, ma ciascuno di noi merita una difesa d’ufficio… e poi, francamente, in giro c’è molto di peggio, veniamo dall’ennesima estate che non ha di certo risparmiato i nostri padiglioni auricolari.

Crocifiggere Tommaso Paradiso per un brano che non è poi così scandaloso, mi sembra ancora più esagerato, proprio come era fuori luogo proclamarlo astro nascente della nuova scena cantautorale, dopo aver composto un paio di canzoni orecchiabili. Cioè lui è quello che ha scritto “sei la nazionale del 2006” e “ti mando un vocale di dieci minuti”, non “come può uno scoglio arginare il mare” o “all’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore”. Quindi, non so quali fossero le vostre aspettative, ma ben venga questo bel sequel di “Sarà perché ti amo”, un manifesto un po’ kitsch del velemose bene… che in questo preciso momento storico male di certo non fa.

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Ricordami | Lyric Video

Ricordami | Testo

Noi che crediamo solo ai sogni e basta
noi che fumiamo mentre va la pasta
noi che sbagliamo a mandare i messaggi
nessuno che capisce i nostri sbagli

A noi che non ci piace fare finta
a noi che a volte non abbiamo grinta
amore Sally toccami la mano
scopiamo pure su questo divano

E se finisse pure il mondo adesso
la nostra vita resterà lo stesso

Abbracciami, baciamoci, ricordami
tanto comunque andrà sarà un successo
abbracciami, baciamoci, ricordami
tanto comunque andrà sarà un successo

Tu che mi dici asciugati i capelli
tu che ti svegli sempre dopo di me
io che non so neanche che giorno è
ma son contento ce ne andremo in vacanza

E se finisse pure il mondo adesso
la nostra vita resterà lo stesso

Abbracciami, baciamoci, ricordami
tanto comunque andrà sarà un successo
abbracciami, baciamoci, ricordami
tanto comunque andrà sarà un successo

Abbracciami, baciamoci, ricordami
tanto comunque andrà sarà un successo
sarà un successo, sarà un successo

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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