Sanremo 1979 - Mino Vergnaghi

Battuta d’arresto per la popolare manifestazione canora, edizione decisamente sottotono, vince lo sconosciuto Mino Vergnaghi con “Amare”.

Sanremo 1979 - Enzo CarellaIl ventinovesimo Festival della canzone italiana, andato in scena dall’11 al 13 gennaio del 1979 al Teatro Ariston di Sanremo, è stato condotto da Mike Bongiorno, affiancato dall’attrice Anna Maria Rizzoli. Ventidue le canzoni in gara affidate alle voci di soli sei veterani: i Camaleonti, Antoine, i Collage, Ciro Sebastianelli, Gli Opera e Umberto Napolitano, oltre a numerosi esordienti, tra cui: Marinella, Enzo Carella, i Pandemonium, il comico milanese Enrico Beruschi, Gianni Mocchetti, Ayx, Massimo Abbate, i Grimm, Franco Fanigliulo, Nicoletta Bauce, Kim & The Cadillacs, Il Était une Fois, Michele Vicino, Roberta, Lorella Pescerelli e Mino Vergnaghi, che conquista il titolo con il brano “Amare”. Un debuttante che nel tempo saprà imporsi come affermato autore, componendo la musica di diversi pezzi di successo, tra cui “Diamante” di Zucchero, “Di sole e d’azzurro” di Giorgia e “Succhiando l’uva” di Mina. Tra gli ospiti di questa uggiosa edizione, ricordiamo: Tina Turner, Kate Bush, Demis Roussos, Al Jarreau, Iva Zanicchi, Riccardo Cocciante, i Matia Bazar e Patty Pravo.

https://www.youtube.com/watch?v=SVCq0S_b1pk

Top e Flop di Sanremo 1979

Top
1. Enzo Carella – Barbara”    
2. Enrico Beruschi – Sarà un fiore”  
3. Franco Fanigliulo – “A me mi piace vivere alla grande”

Flop
1. Marinella – Autunno cadono le pagine gialle”    
2. Pandemonium – Tu fai schifo sempre
3. Antoine – “Nocciolino” 

Ad imporsi nelle classifiche di vendita all’indomani del Festival, oltre alla canzone vincitrice “Amare” di Mino Vergnaghi, sarà soprattutto “Barbara” del cantautore romano Enzo Carella. Grande riscontro lo ottiene anche Sarà un fiore” del comico Enrico Beruschi, contenente alcune frasi in dialetto milanese. Tra gli altri 45 giri degni di nota, ricordiamo: “A me mi piace vivere alla grande”” del divertente Franco Fanigliulo, Quell’attimo in più dei Camaleonti, La gente parla dei Collage, “New York” di Lorella Pescerelli, “Bimba mia” di Umberto Napolitano e Il diario dei segreti de Gli Opera.

LE CONCLUSIONI DEL DIRETTORE

Una vittoria, quella di Mino Vernaghi, che ufficialmente si può ascrivere a posteriori al fitto elenco delle cosiddette “meteore sanremesi” che, malgrado la vittoria del Festival, non riuscirono a dire la loro allungo nell’ambito della musica italiana malgrado la loro solitamente indubbia qualità. Non sempre, infatti, l’Ariston ha saputo lanciare una carriera, o consolidarla, malgrado la vittoria o un ottimo posizionamento. Come Vernaghi più tardi anche i Jalisse, vincitori del 1997, o gli Avion Travel, nel 2000, non riuscirono a concretizzare al massimo, nè nell’immediato nè nel lungo periodo, la grande possibilità espositiva offerta loro dal palco dell’Ariston trasformandosi, di colpo, in un fenomeno di qualche giorno e poco più.

The following two tabs change content below.

Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Loading Facebook Comments ...
2 pensiero su “Sanremo 1979, viaggio nella storia del Festival”
  1. […] Tra le altre canzoni proposte negli anni ‘5o, troviamo “Il pericolo numero uno” di Gino Latilla e Claudio Villa del 1957, mentre tra i vari brani proposti negli anni ’60, figurano: “Il mare nel cassetto” di Milva del 1961; “Ieri ho incontrato mia madre” di Gino Paoli del 1964; “Il tuo amore ” di Bruno Lauzi del 1965; “Io, tu e le rose ” di Orietta Berti del 1967; “Il cammino di ogni speranza ” di Caterina Caselli e Sonny Bono & Cher del 1967; “Il posto mio” di Tony Renis e Domenico Modugno del 1968. Direttamente dagli anni ’70, invece, troviamo: “Io mi fermo qui ” di Donatello e Dik Dik del 1970; “Il dirigibile” di Antoine e Anna Identici del 1971; “Il mio cuore se ne va” della debuttante Carla Bissi (alias Alice) del 1972; “Il matto del villaggio” di Nicola Di Bari del 1974; “In controluce” di Al Bano Carrisi del 1974; “Innamorati” di Mino Reitano del 1974; “Il mio volo bianco” di Emanuela Cortesi del 1974; “Ipocrisia” di Angela Luce del 1975; “Il mio primo rossetto” di Rosanna Fratello del 1976 e “Io ti porterei” di Leano Morelli del 1977. […]

  2. […] Tra le altre canzoni proposte negli anni ’60, figurano: “Sabato sera” di Bruno Filippini del 1964; “Sole pizza e amore” di Aurelio Fierro del 1964; “Sotto i tetti azzurri del mio pazzo amore” di Domenico Modugno del 1967; “Sera” di Gigliola Cinquetti del 1968 e “Se tu ragazzo mio” di Stevie Wonder e Gabriella Ferri del 1969. Direttamente dagli anni ’70, invece, troviamo: “Sole pioggia e vento” di Mal e Luciano Tajoli del 1970; “Sotto le lenzuola” di Adriano Celentano del 1971; “Serena” di Gilda Giuliani del 1973; “Sugli sugli bane bane” de Le Figlie del Vento del 1973 e “Sarà un fiore” di Enrico Beruschi del 1979. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.