Precedenti al Festival, giudizi della stampa, quote dei bookmakers, album, tracklist, autori e testo del brano

PARTECIPAZIONI A SANREMO:

Sanremo 2009 ArisaSesta partecipazione al Festival di Sanremo per Arisa che, finora, vanta come massimo piazzamento due primi posti ottenuti nella categoria dei Giovani e in quella dei Campioni. L’esordio avviene nel 2009, quando gareggia nel Festival di Paolo Bonolis proponendo il brano Sincerità vincendo la categoria Nuove Proposte. L’anno successivo, nel 2010, è in scena tra i Big con Malamoreno arrivando al 9° posto finale.

Nel 2012 il ritorno in gara con La notte propone Arisa in una veste totalmente rinnovata e sorprendente permettendole di raggiungere il 2° posto alle spalle di Emma. Nel 2014 Controvento le consente di alzare nuovamente il leoncino d’oro nel secondo Festival della coppia Fazio-Litizzetto che aveva visto presentata anche Lentamente (il primo che passa), eliminata però nel corso della prima serata della kermesse. Nel 2016 arriva la nuova partecipazione con il brano Guardando il cielo che si classifica al decimo posto finale.

IL BRANO:

Per la sua nuova partecipazione alla kermesse ligure Arisa punta su un brano co-scritto da lei ed intitolato Mi sento bene che, per la prima volta, non porta la firma dello storico collaboratore Giuseppe Anastasi. A co-firmare la canzone sono Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini e Alessandra Flora.

COME NE PARLA LA STAMPA:

“”Mi sento bene”. Bellissima, 8,5. Adatta a lei, sulla necessità di essere allegri e grati. Clima e armonie che ricordano “Vacanze Romane” del Matia Bazar” [Mario Luzzato Fegiz, La Stampa]

“Arisa con “Mi sento bene”. Brano con intro disneyano che si trasforma in un pop  fresco e leggero” [Carmen Guadalaxara, Il Tempo]

“il disneyano svolazzare di Arisa” [Gino Castaldo, La Repubblica]

“Inizio alla La La Land con un ritornello divertente. La canzoncina si fa ricantare dopo un secondo e Arisa gorgheggia benissimo, come sempre. Nel finale si torna nella «fase musical» e basta così” [Luca Dondoni, La Stampa]

“Mi sento bene gioca su due tavoli: la classica Arisa e quella più da musical. Straniante ma efficace” [Paolo Giordano, Il giornale]

“Parte che sembra il brano di un musical. Prosegue che sembra lo spot di una palestra. Continua che sembra la sigla di un cartone animato. Finisce ancora tipo musical. «E più non penso e più mi sento bene». Ecco, non pensarci. È talmente brutta che forse in realtà è bella, ma al momento non ce la sentiamo” [Libero]

“Una canzone a metà tra il musical, il jingle di uno spot e Pronto Raffaella. Il risultato è gradevole e martellante. Arisa dimostra che con quella voce può fare tutto” [Raffaella Serini, Vanity Fair]

“Non sono solo i rapper a cambiare pelle: niente ballad per Arisa che in «Mi sento bene» appoggia la sua incantevole voce fra Disney e un balletto della Carrà” [Andrea Laffranchi, Corriere della Sera]

“Stupisce ancora, un po’ come quando presentò Ma l’amore no con le Sorelle Marinetti. Ottima sigla per un cartone animato. O una sit-com anni ‘90” [Christian Pradelli, Mitomorrow]

“come una principessa Disney che guarda e canta alla luna. Poi si droga e inizia a fare una coreografia in mezzo agli animali del bosco. Piaciuta che no, volevo la ballatona, perché da Arisa a Sanremo io voglio la ballatona, ma per fortuna lei è meno prevedibile di me e comunque ha la voce più bella di tutti. Ed è la quota divertimento che negli ultimi anni va al podio” [Silvia Gianatti]

“Inizia come un brano disneyano, poi all’improvviso prende tutt’altra direzione Mi sento bene, la canzone di Arisa. Premiamo la sorpresa, la voce sempre meravigliosa e il pezzo. Che è bello. Un invito al vivere la vita con leggerezza: «Se non ci penso più / Mi sento bene / E più non penso / E più mi sento bene»” [Laura Berlinghieri, Amica]

“Il senso della vita secondo Rosalba. Più che una canzone uno show del sabato sera, con tanto di sigla (vale a dire un intro molto sanremese) che lascia spazio a una pop song super catchy puntellata di gorgheggi. Un ritmo movimentato che va in contrasto con il testo della canzone, che parla della ricerca di trovare una risposta a ciò che succede quando tutto finisce. Arisa resta nella top 3 delle più belle voci italiane. Brava!” [Rolling Stone]

“Arisa è cresciuta e questa trasformazione è evidente in un pezzo orecchiabile che è un inno alla positività. La strofa iniziale è arrangiata in maniera molto classica con l’orchestra che si sente in primo piano, così come nel finale. Il pezzo nella sua costruzione ricorda i musical e l’inciso ha un qualcosa che rimanda ai jingles pubblicitari. Il testo è leggero, ma il messaggio è chiaro e importante. “Ridere non è difficile se cogli il buono di ogni giorno”. E’, però, evidente l’assenza di Giuseppe Anastasi, autore dei grandi successi della cantautrice lucana, che questa volta non appare tra gli autori” [Simone Zani, All Music Italia]

“Arisa ha una delle più belle voci del panorama musicale italiano. Una voce fuori dal tempo. Come del resto lascerebbe intendere la canzone, non fosse che poi subentra un ritmo da Flashdance, come se di colpo Arisa fosse il Bruno Martelli di Saranno famosi. Orecchiabile, eh, ma Fantastico, di cui sarebbe stata perfetta come sigla, è roba di trent’anni fa e oggi la Cuccarini è quella che spiega al Papa come fare il Papa. Peccato” [Michele Monina, Optima Italia]

“Voce, violini e melodia, ma è solo l’inizio, nel frullatore arrivano gli Abba e i Matia Bazar, la Carrà e Giuni Russo. Pop bipolare cantato benissimo. Frase clou: «Guardo una serie alla tv e mi sento bene»” [Federico Vacalebre, Il Mattino]

“E poi c’è “cavallo pazzo” Arisa. Che torna quella di “Sincerità” e immette un po’ di allegria in questo buio festival con “Mi sento bene”, positiva e ottimista sin dal titolo. Anche se il punto di partenza è che dobbiamo tutti morire, l’invito è a cogliere il buono di ogni giorno. A sorridere, ballare. Atmosfere musicali da film disneyano o da commedia musicale americana anni Cinquanta. E poi la voce di Arisa stupisce” [Giuseppe Attardi, Pickline]

“La canzone parte e chiude  lirica  ma racchiude nel cuore il mondo di Sincerità e di Lelio Luttazzi.  Rimane la sorpresa e il profumo di uno show d’altri tempi. Penombra e luce si alternano come gli stili e i battiti e “Se non ci penso più mi sento bene“. Piacerà” [Paola Gallo, Onde Funky]

“Il brano di Arisa, siamo sicuri, è uno di quello che Baglioni ha definito “svolazzante ma impegnato”. Arisa attacca come un usignolo: “Chiedersi che senso ha è inutile, se un giorno tutto questo finirà”. Poi parte l’orchestra, e un po’ alla “Don’t stop me now” Arisa si dà la carica: “Se non ci penso più mi sento bene, se faccio quello che mi va mi sento bene”. Emerge, stupisce. Piace meno la morale finale: “Se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo…”” [Angelica D’Errico, Unione Sarda]

VOTO MEDIO DELLA CRITICA:

6.34 / 10 (13° posizione generale)

Arisa - Una nuova Rosalba in città

QUOTE SNAI:

12.00 (6° posizione generale)

OSPITE DUETTANTE:

Tony Hadley

IL NUOVO ALBUM:

Uscirà per Sugar Music il prossimo 8 febbraio Una nuova Rosalba in città, il nuovo album d’inediti di Arisa, il sesto della sua carriera discografica.

Tracklist [autore testo – compositore musica]:

  1. Dove non batte il sole [Gianluca De Ribertis]
  2. Tam Tam
  3. Mi sento bene [Arisa, Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini – Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Alessandra Flora]
  4. Gli amanti sono pazzi [Dario Faini, Diego Mancino]
  5. La domenica dell’anima [Dario Faini, Diego Mancino]
  6. Minidonna [Gianluca De Rubertis]
  7. Una nuova Rosalba in città [Giuseppe Zingaro, Vito Dellerba – Giuseppe Zingaro]
  8. Vale la pena
  9. Quando c’erano le lire [Giulia Anania, Marta Venturini, Morgana Giovannetti]
  10. Così come sei
  11. Il futuro ha bisogno d’amore
  12. Amarsi in due [Cristiano Malgioglio – Luisa Sobral]

TESTO DEL BRANO:

MI SENTO BENE
di Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Arisa, Alessandra Flora
Edizioni Sugarmusic/I Mean Music Publishing/Pipshow – Milano

Credere all’eternità è difficile
Basta non pensarci più e vivere
E chiedersi che senso ha? È inutile
Se un giorno tutto questo finirà
Ritrovare un senso a questo assurdo controsenso
È solamente la più stupida follia
Se non ci penso più mi sento bene
Guardo una serie alla tv e mi sento bene
Leggo un giornale, mi sdraio al mare
E prendo la mia vita come viene
Se non ci penso più mi sento bene
Cosa ne sarà
Dei tanti giuramenti degli amanti
Di tutti i miei rimpianti
Dell’amore e della crudeltà?
Cosa ne sarà
Dei sogni nei cassetti, poveretti
Dei grandi amori persi
Quando questo tempo finirà?
Se non ci penso più mi sento bene
Mi sveglio presto il lunedì e mi sento bene
Le strade piene quando è Natale
Magari non è niente di speciale
Ma tutto questo mi fa stare bene
Se non ci penso più mi sento bene
Se sto al telefono con te mi sento bene
I baci in corsa, le calze a rete
Gli inviti a cena per fare l’amore
Sentirmi bella mi fa stare bene
Cosa ne sarà
Dei pomeriggi al fiume da bambina
Degli occhi di mia madre
Quando questo tempo finirà?
Se non ci penso più mi sento bene
Se faccio quello che mi va mi sento bene
Balliamo un tango sotto la neve
Non penso a niente e tutto mi appartiene
E più non penso e più mi sento bene
E non pensare più a cosa dire
Sentirmi libera da me, come i bambini
Restare nudi, lasciarsi andare
E non aver paura di invecchiare
Accarezzare tutto e stare bene
Forse è tutto qui il mio vivere
Quasi elementare, semplice
Ridere non è difficile
Se cogli il buono di ogni giorno
Ed ami sempre fino in fondo
Adesso voglio vivere così

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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