lunedì, Maggio 20, 2024

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Sanremo 2023, le pagelle dei testi delle canzoni in gara

L’analisi dei testi delle canzoni del prossimo Festival di Sanremo

Mancano pochi giorni all’inizio della gara del Festival di Sanremo 2023. Come da tradizione TV Sorrisi e Canzoni ha svelato tutti i testi delle canzoni partecipanti alla nuova edizione della kermesse.

Sanremo 2023 - TV Sorrisi e canzoni

Sanremo 2023 | Le pagelle dei testi

Anna Oxa – “Sali (canto dell’anima)”
di Anna Oxa, Francesco Bianconi, Kaballà

Bocche piene di falsità che nutre il mondo
Mani prive di dignità, votate a Dio
Sali, uomo, sali e dimentica
Sali e ritorna alla (tua) nascita

L’atteso ritorno al Festival di Anna Oxa passa attraverso uno dei testi più futuristi dell’edizione. Futurista non nel senso di essere per forza tendente ad un’avanguardia ma, piuttosto, di essere proiettato verso un futuro narrativo. Al proprio destinatario la Oxa (che è co-autrice stessa del pezzo) rivolge l’invito di rinascere partendo dal rimettere in libertà l’anima per salvare quell’umanità “andata a fondo”. Il suo testo è un ritratto di una società decadente descritta, però, indirettamente attraverso l’invito a rinascere. Il buio raccontato attraverso la luce. Voto 7

Ariete – “Mare di guai”
di Ariete, Calcutta

Perse, noi perse senza un perché
E c’è una torre di piatti che aspetta in cucina
E una foto di te sotto il mio cuscino
E vorrei sapere che si prova se resti
Non voglio più perderti nel chiaro di luna
Ci siamo incontrate dentro momenti pessimi
Tutto ciò che amo mi fa sempre paura

C’è forte l’impronta di Ariete nella scrittura di questo pezzo in cui l’apporto di Calcutta non appare così immediato o riconoscibile. Oltre alla declinazione al femminile che sicuramente verrà fatta notare, la trama del racconto è quella di un amore nato sotto non i migliori auspici ma riuscito comunque a crescere e consolidarsi. Malgrado tutto, però, l’amore non riesce a rasserenare quella ‘vasca piena di squali’ in cui la protagonista si sente immersa e in cui invita anche l’altra metà a buttarsi per condividerne il destino e provare ad uscirne più forte. Voto 6

Articolo 31 – “Un bel viaggio”
di J-Ax, Grido, Federica Abbate

Io e te scappati da un quartiere velenoso,
A differenza loro abbiamo trasformato
L’eternit in oro

E’ il racconto della vita degli Articolo 31 che si fa musica utilizzando un po’ delle frasi fatte che sempre si usano quando si fa riferimento alla musica che nasce dalla strada o al volersi bene anche quando non ci si saluta più. La sincerità, però, qui non starà tanto nelle parole quanto, piuttosto, nei fatti e nell’empatia che i due dimostreranno di potere avere ancora in scena o meno. Testualmente tutto scorre con un gran numero di parole che si susseguono e ripercorrono in senso cronologico l’intera vita di un’amicizia. Voto 6.5

Colapesce e Dimartino“Splash”
di Colapesce, Dimartino

Meglio soli su una nave
Per non sentire il peso delle aspettative
Travolti dall’ immensità del blu
Splash

A Colapesce e Dimartino piacciono i testi enigmatici e, infatti, anche questa volta si fatica a cogliere il reale senso della loro composizione leggendo unicamente i versi del loro racconto. C’è la voglia di non rimanere fermi in uno stesso posto ma anche l’ansia di doversi reinventare sempre dovendo fare i conti con le aspettative di un successo o di una vittoria precedente. Il riferimento alla ‘Musica leggerissima’ di qualche anno fa potrebbe essere evidente ma occorrerà aspettare la performance sul palco per giudicare. Per ora, oltre alla citazione dei “cantieri infiniti”, sono pochi gli appigli a cui aggrapparsi per comprendere il tutto. Voto 5

Colla Zio – “Non mi va”
di Tommaso, Manzoni, Andrea Malatesta, Francesco Lamperti, Tommaso Bernasconi, Andrea Arminio

Quelli che puliscono i cessi
Poi c’è chi fa sesso, chi wrestling, gli onesti
Molti che prendono in giro se stessi
Ma tu non sei nessuna di questi
Tu sei come tabacco
Io matto uno scacco

La storia di una gelosia non dichiarata è quella che fa da sfondo all’amore raccontato dai Colla Zio che dichiarano di non voler stare male anche quando sono a conoscenza che “ogni tanto c’è un altro che sfiora i tuoi sensi”. La partenza è sulla falsa riga di un linguaggio schietto facendo anche aperto riferimento al sesso e alla fisicità che, comunque, fa parte di una relazione amorosa che lo si voglia ammettere o no. La scrittura ne acquista di veridicità ed autenticità perdendone, magari, di poesia ma non sempre la musica (anche a Sanremo) può essere poesia. Voto 6+

Coma_Cose“L’addio”
di Fausto Zanardelli, Francesco Mesiano

Davanti al mio cuore c’è una ringhiera
Sul tuo che è sempre stato uno strapiombo
Lo sai che mi è piaciuto anche caderci
Sì, però mica poi toccare il fondo

Dirsi addio dopo tutto il bene e l’amore condiviso “non è una possibilità” per i Coma_Cose che cantano quello che probabilmente è il più bel testo d’amore di questa edizione del Festival. Tra le loro parole scorre tutto il valore di una verità sincera ed autentica che narra la crisi della loro storia d’amore tra una vita passata con le valige sempre in mano e la rievocazione di quelle fiamme che “hanno visto tutti” facendo riferimento allo scorso passaggio sanremese. Il testo c’è come l’emozione che le parole sanno ricreare. Voto 8.5

Elodie“Due”
di Elodie, Federica Abbate, Jacopo Ettore

Ma ‘sto periodo non è facile
Tu vuoi una donna che non c’è
E se ci pensi il nostro amore
È nato appena
Ma è già finito male

Ha un inciso forte ripetuto più e più volte questo testo di Elodie che racconta di un amore fatto anche di sofferenza visto che “per me le cose sono due: lacrime mie o lacrime tue”. La scrittura è snella, contemporanea e serrata con tante parole che s’incastrano in versi corti ma fortemente incatenati gli uni con gli altri. Se l’obiettivo è quello di risuonare ridondante ed immediata le possibilità ci sono tutte. Voto 6/7

Gianluca Grignani“Quando ti manca il fiato”
di Gianluca Grignani, Enrico Melozzi

Ciao sono papà
Come va Gianluca?
Ma no che non sto male
Ma quando accadrà
Tu verrai o no al mio funerale
Tu verrai o no?

Non ha un vero e proprio ritornello che si ripete al proprio interno il testo di Gianluca Grignani che, però, sfrutta questa caratteristica per giocarsi l’opportunità di un racconto meno avvinghiato attorno alle regole di una scrittura esageratamente convenzionale. La storia è quella del rapporto personale tra il cantautore ed il proprio padre con cui i legami sono interrotti da anni ma che qui si dimostrano prossimi alla svolta con la confessione di un perdono pronto ad essere dato. Tra le cose migliori di questo Festival sul versante testuale. Voto 8

Gianmaria – “Mostro”
di Gianmaria, Gianmarco Manilardi

E se le stelle fuori mi hanno tenuto sveglio
Vuol dire che ho avuto più di un pensiero
Se per allontanarsi basta prendere spazio
Allora diamogli un senso

E’ il rapporto a due quello che fa da sfondo alla trama del racconto di Gianmaria che, tramite tante parole, canta di chi, per un secondo, ha smesso di mettere la propria attenzione sull’altra metà del rapporto per concentrarla unicamente su se stesso. Tale errore fa dubitare e credere di avere davanti agli occhi un mostro anche quando, in realtà, dedicarsi a se stessi, lasciarsi distrarre dalla propria esistenza, non corrisponde sempre ad un male. Voto 6/7

Giorgia“Parole dette male”
di Alberto Bianco, Francesco Roccati

E tu alla fine eri una bella canzone
La prima fuga al mare in moto d’estate
Le tue risate e fare i cretini nei prati
Andare a dormire ancora bagnati

E’ una Giorgia che guarda ad un passato imprecisato con una chiave fortemente malinconica e nostalgica quella che esce allo scoperto con un testo semplice e non particolarmente condizionato da quell’aurea di etereo che spesso l’ha avvolta nelle sue composizioni (in particolare quelle riservate al Festival). Il ricordo di un amore finito con parole maledette da ambo le parti provoca qualche ripensamento e rimpianto nel cuore di chi sa che una storia così preziosa avrebbe meritato un epilogo migliore ma quando si chiude un amore raramente si pensa che quelle rimarranno le ultime parole scambiate. Voto 7

I Cugini di Campagna“Lettera 22”
di Dario Mangiaracina, Veronica Lucchesi

Ora che ho trovato le parole
Già mi salta il petto
Come treni in corsa tra le nuvole
Uno spazio altro
Come due uragani che distruggono
Ma per dispetto

I Cugini di Campagna si fanno scrivere il testo da La Rappresentante di Lista e cantano di un amore a cui chiedono a gran voce “non lasciarmi solo, non lasciarmi qui”. Al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare da una formazione così iconica e appariscente, il testo non ha passaggi troppo stupefacenti e particolare ma, anzi, adotta la strategia della normalità per non dare troppo nell’occhio. Voto 6

Lazza – “Cenere”
di Lazza, Davide Petrella

Non credo più alle favole
So che ho un posto ma non qui
Tra le tue grida in loop
Corro via su una cabriolet

Anche il rappresentante della trap in questa edizione si ritrova a parlare d’amore. Lazza non sfugge alla regole che vuole il cuore protagonista di tutto e pone la propria attenzione su di una narrativa fatta di sentimento non rinunciando, tuttavia, a condizionare il tutto con un po’ della dovuta retorica. E così tra i versi s’inseriscono la citazione della cabriolet e del primato nelle classifiche di vendite. Mettere il piede in due scarpe, però, non sempre aiuta. Voto 6+

LDA – “Se poi domani”
di LDA, Alessandro Caiazza

Vorrei abbracciarti ma mentre dormi
Così da unire tutti i nostri sogni
Immaginare che le notti insonni
Siano delle ore regalate a noi

E’ attanagliato da dubbi d’amore il giovane LDA che vive quel momento dell’innamoramento in cui non si riesce a comprendere se quanto appena vissuto sia davvero reale o soltanto frutto del desiderio. Forse dopo l’occasionalità dell’incontro il protagonista si trova a dover fare i conti con il pensiero che quanto vissuto possa non ripetersi più e allora si chiede se anche il domani potrà essere uguale all’oggi. Insomma, quello che ci siamo chiesti tutti. Anche prima di LDA. Voto 5.5

Leo Gassmann – “Terzo cuore”
di Leo Gassmann, Riccardo Zanotti

Ci siam lasciati e ripresi
Come i trapezisti del Cirque Du Soleil
Ma non ci siamo mai arresi
Abbiamo contato le stelle come fossero nei
Di una storia straordinaria quanto incasinata

E’ un bel testo quello di Leo Gassmann che non cerca effetti speciali ma si accontenta (saggiamente) di una linearità asciutta e diretta che esalta le sue caratteristiche e la sua immagine fatta di semplicità e normalità. Il marchio della scrittura di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari si avverte qua e là con le citazioni contemporanee di cui la sua penna è da sempre ricca ma che qui non distolgono l’attenzione dal fulcro di un racconto di un amore sincero. Voto 7

Levante“Vivo”
di Levante

Ho sorriso tanto
Dentro a questo pianto
Ho voglia di credere di poter farcela
A costo di cedere parti di me

In un Festival che non fa mistero di voler raccontare anche aspetti sofferenti della vita Levante è l’unica vera artista che (in solitaria) compone un testo in cui i riferimenti al dolore che racconta sono palesi ed evidenti fin dalla prima lettura. Il tema della depressione, della forza interiore e dell’autoconvincimento di dover uscire da uno stato di torpore vitale vengono ben trasmessi dalle parole scelte sempre con accuratezza dalla cantautrice siciliana. Il risultato è eccellente e accresce la voglia di sentire come suoneranno in musica queste parole. Voto 8

Madame – “Il bene nel male”
di Madame

Amore, tu sei,
Sei l’errore più cattivo che ho commesso nella vita
Amore, tu sei,
Sei lo sbaglio più fatale che ho commesso nella vita
Amore, tu sei,
Sei la prova che gli errori sono fatti per rifarli
Ancora tu sei,
La puttana che ha ridato un senso ai giorni miei

Utilizza l’unica parolaccia del Festival nel suo testo Madame che, in realtà, poi non sfugge dalla preponderante tematica d’amore per sviluppare il proprio racconto. Questa volta è un amore finito di cui i due protagonisti hanno ricordi e lasciti diversi. Se da una parte c’è il rimpianto dall’altra, invece, c’è il rimorso proprio come il bene si contrappone al male. Madame scrive sfruttando il suono delle parole ma anche il loro continuo rimandarsi a vicenda per creare la giusta linearità dello scrivere. Voto 7

Mara Sattei – “Duemilaminuti”
di Damiano David

Pensavo di poter guarire il tuo cuore da tutte le voci che senti
Però il risultato non cambia nemmeno se cambi gli addendi

La firma d’eccellenza di Damiano David dei Maneskin accompagna tutta l’aspettativa per il brano di Mara Sattei che, in realtà, non si distingue eccessivamente dalla massa cantando d’amore. Il suo, però, è un amore di cui non si riconoscono ancora bene i confini e del quale ci si interroga. Sarà stato davvero amore oppure, piuttosto, ha voluto essere esclusivamente apparenza? Voto 6/7

Marco Mengoni“Due vite”
di Marco Mengoni, Davide Petrella

Con il cielo ad un passo da qui
Siamo i mostri e le fate
Dovrei telefonarti
Dirti le cose che sento
Ma ho finito le scuse
E non ho più difese

Pare il racconto di un amore quello che Marco Mengoni traccia tra i versi di una canzone che non si fatica a sentir già suonare con crescendo emozionali. In realtà, però, il cantautore di Ronciglione fa affidamento alle due vite di una sola persona che vive tra due differenti personalità, modi di essere e di sentire. L’amore, ovviamente, entra a far parte di questo racconto ma non lo esaurisce. Le parole sono belle, classiche e per questo universale. Ci scappa qua e là un tempo che solleva strade ed il caffè con il limone “contro l’hangover” che non si capisce il perchè ma la contemporaneità vuole questi versi insensati per giustificarsi. Voto 7

Modà – “Lasciami”
di Francesco Silvestre

Lasciami
ma fallo in silenzio
lasciami
ma ti prego fai in modo che non me ne accorga

Cantano della depressione i Modà che, in realtà, trovano nella penna sempre fedele a se stessa di Francesco Silvestre, la propria identità tradizionale. Il riferimento alla malattia di cui ha confessato di soffrire il leader del gruppo non è così lampante nel testo che, anzi, può essere tranquillamente passare per essere la “solita” storia d’amore in cui lacrime e dolore si mischiano al sentimento. Da apprezzare, però, c’è la linearità del racconto, il non utilizzo di sotterfugi dialettici o di un vocabolario che, di fatto, non appartiene alla musica dei Modà e al loro pubblico di riferimento. Voto 6.5

Mr.Rain“Supereroi”
di Mr.Rain, Lorenzo Vizzini, Federica Abbate

Si nasce soli e si muore nel cuore di qualcun altro
Siamo angeli con un’ala soltanto e riusciremo a volare solo restando l’uno accanto all’altro

Non si fatica ad immaginare cantati questi versi da Mr.Rain che nel proprio testo ha messo, insieme a Federica Abbate e Lorenzo Vizzini, tutta la propria identità artistica. Tra i versi finisce, ovviamente, anche la citazione della pioggia sotto la forma delle lacrime che fanno da sfondo alla narrativa di un amore che rende i suoi protagonisti invincibili se sapranno stare insieme contro tutto e tutti. Mr.Rain ha raccontato che, in realtà, i suoi versi nascondono il racconto della depressione ma si fatica a coglierne il riferimento se non nell’accenno alla solitudine che s’inserisce tra le parole. Voto 6.5

Olly – “Polvere”
di Olly, Emanuele Lovito

Vuoi sapere che si vede
Qui da sopra a uno scaffale
Io che ho molta fantasia
Vedo mare, mare, mare
Vedo Dio mentre pittura
Che sorride perché sa
Che se fa una sbavatura
Poi non la cancellerà

Occorrerà sentirla suonare la canzone del giovane Olly per capirne fino in fondo il vero significato. Per ora al suo interno c’è tutto ed il contrario di tutto. C’è l’accenno ad un “io e te” che farebbe propendere per un racconto narrativo d’amore ma, in realtà, il sentimento non risulta essere il tema fondante della composizione. Nemmeno lo smarrimento della solitudine appare, in realtà, il vero punto forte del testo che rischia di raccontare tutto ed il contrario di tutto per questa sua indeterminatezza. Voto 5.5

Paola & Chiara“Furore”
di Paola Iezzi, Chiara Iezzi, Jacopo Ettore, Alessandro La Cava

E due milioni di parole non bastano
Per dirti cosa sei per me
E tutto quello che ci serve è in un battito

Non c’era niente d’importante da dirsi verrebbe da dire leggendo il testo della canzone di Paola & Chiara che, con tutta evidenza, punteranno le proprie armi su altri elementi per convincere il pubblico con questo brano. L’occasione è quella di raccontare un amore qualsiasi che risveglia la voglia di ballare gettandosi in una pista che, grazie all’amore, “non è più buia”. E allora da lì furore. Voto 5 Sanremo

Rosa Chemical – “Made in Italy”
di Rosa Chemical, Paolo Antonacci

Ti piace
Che sono perverso e non mi giudichi
Se metterò il rossetto in ufficio lunedì
Da due passiamo a tre
Più siamo e meglio è

L’italianità in realtà centra poco nel testo di Rosa Chemical che guarda, piuttosto, alla sessualità come tematica preponderante. Il tutto si svolge sotto le sembianze di un inno alla libertà del sentimento e della pratica sessuale che, a detta dell’artista, non dovrebbe conoscere limiti di sesso o di relazione. L’uscita dai canoni, a differenza delle normali consuetudini italiane, non viene vista da Rosa Chemical come un qualcosa da tacere ma, anzi, come un qualcosa di cui lodarsi. Voto 5

Sethu – “Cause perse”
di Sethu

Triste vedere niente cambia col tempo
E io sto da solo con il cuore a metà

E’ in guerra con se stesso il giovane Sethu che sceglie il racconto di un’inquietudine che si manifesta anche nella stesura delle parole capaci, a tratti, di sfuggire alle regole convenzionali lasciando alcuni passaggi sottintesi per rientrare nelle metriche musicali. Alla fine del testo ci si chiede quale sia davvero la storia che la canzone ha voluto raccontare anche se nel mentre tutto sembrava chiaro. Voto 6-

Shari“Egoista”
di Shari, Salmo, Riccardo Puddu, Luciano Fenudi

Forse vorrei
Solo qualcuno d’amare
Per poi fargli del male

Due cuori solitari si confrontano nel testo di Shari che racconta di un amore costruito per non sentirsi soli. Il mio esserci per te mi rende un po’ meno egoista e, allo stesso tempo, il viceversa risulta adatto a te. Rime s’incastrano e suggeriscono uno sviluppo musicale già abbastanza definito per un brano che punterà sull’interpretazione e sulla vocalità per dar spessore a dei versi non così originali narrativamente parlando. Fatta eccezione, ovviamente, per quella birra che “sa di the”. Voto 5.5

Tananai – “Tango”
di Tananai, Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Alessandro Raina

Tu, fammi tornare alla notte che ti ho conosciuta
Così non ti offro da bere e non ti ho conosciuta
Ma ora addio, va bene amore mio
Non sei di nessun altro
E di nessuna io

Tananai narra di un amore che, a tratti, vorrebbe non aver mai vissuto ma che, poi, spiega tutto ciò che è. Tra le strofe si fa strada un ritornello che si preannuncia già perno portante dell’intera composizione invocando la sfida di chi non riesce a dimenticare il fatto che qui non è mai lunedì e che, dunque, pare non poterci essere la possibilità di un nuovo inizio all’orizzonte per chi ha tanto sofferto per un amore finito. Narrativamente nulla di incredibile, vedremo come suona. Voto 5.5

Ultimo“Alba”
di Ultimo

E t’immagini se tutto stesse sopra i nostri limiti
E credessimo ai sorrisi come i comici,
Se non dovessimo parlare per conoscerci,
Se non amassimo soltanto i nostri simili?

La scrittura di Ultimo esce confermata dalla lettura di questi suoi nuovi versi che, come spesso accade, si dedicano al racconto di un amore sfruttando l’incatenamento di rime serrate e di immagini capaci di ben rappresentare il sentimento pur derivando dalla quotidianità della vita. La novità potrebbe essere la narrativa della rinascita e la scelta di una visione positiva all’orizzonte ma la verità è che Ultimo piace proprio per la sua capacità di risultare poetico con le parole più semplici ed immediate. Voto 7.5

Will – “Stupido”
di Will

Parole parole non bastano, siamo occasioni che passano,
Siamo dolori che canterò, so che se torni non basterò
Siamo ferite che ballano, io non sopporto chi parla no,
Siamo dolori che canterò e so che se torni non basterò

Si sente stupido il giovane Will mentre ricorda un amore fatto ormai esclusivamente di ricordi persi e lasciati indietro. Nulla di originale si trova nei versi di una canzone che guarda al passato per rievocare momenti andati che si vorrebbe far tornare perchè sono le mancanze a riempire ora la mente di chi nel cuore ha ancora un sentimento. La più classica delle narrazioni di un amore struggente in terra sanremese senza, però, trovare un vero picco di poesia. Voto 5

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.
Ilario Luisetto
Ilario Luisetto
Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.