Quinto estratto da “Accetto miracoli” per il cantautore di Latina, in radio dallo scorso 5 giugno

The 90’s are back, dopo “the pen is on the table” è praticamente l’unica cosa che so pronunciare e scrivere correttamente in inglese. Gli anni ’90 sono uno stato mentale, una roba che se non l’hai vissuta a pieni polmoni non la puoi comprendere, un’era di passaggio tra la preistoria tecnologica e il digitale, il preludio di uno stravolgimento epocale, sociale e culturale. Già da qualche tempo le sonorità di quel decennio sono tornate prepotentemente a farci compagnia, bussando al cuore dei nostalgici, sussurrando all’orecchio dei millennials un famigerato e propedeutico “cosa ne sanno i 2000?”.

Evoca suggestioni pop-dance da compilation verde del Festivalbar “Balla per me”, il nuovo singolo di Tiziano Ferro, quinto estratto dall’album “Accetto miracoli”, dal quale abbiamo già avuto modo di ascoltare in rotazione radiofonica Buona (cattiva) sorte, la stessa Accetto miracoli, In mezzo a questo inverno e Amici per errore. Dopo aver sperimentato con il neo producer Timbaland e giocato su un terreno sicuro nella zona di comfort delle ballad, questa volta il cantautore di Latina carica il turbo e chiama a radunata l’amico Jovanotti, per dar vita ad un pezzo estivo che più estivo non si può.

Si tratta del brano più distante ed insolito presente nel suo ultimo lavoro, proprio per questo motivo tra i più interessanti, perché denota un tentativo di voler proporre qualcosa di nuovo, seppur attingendo dal proprio bagaglio di ascolti. Sì perché Balla per me conserva al proprio interno evidenti richiami agli anni ’90, con sonorità che rievocano suggestioni di quel tipo, al punto da sembrare un pezzo lasciato fuori da “Spiagge e lune” di Fiorello e custodito gelosamente in un cassetto per tutti questi anni. Spiazza, eppure funziona in tutta la sua spensieratezza intrisa da una velata nostalgia.

“Da un passato in salita a un presente a fatica”, non lasciatevi ingannare dalla ripetitività e dall’orecchiabilità dell’inciso, tra le righe del testo si insidia un senso di incertezza, quasi di smarrimento, misto al desiderio di leggerezza, di evasione e alla consapevolezza che la vita è bella, che la vita è rara. Ben venga quando una canzone riesce nel duplice intento di farti, seppur un minimo, riflettere ma anche pogare tenendo il tempo con il piedino. Sarà la fusione di due anime complementari come quelle di Tiziano Ferro e Jovanotti, che rappresentano un po’ l’Artide e l’Antartide del panorama geo-musicale italiano, due poli opposti… uniti dallo stesso identico e ispirato meridiano poetico.

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Balla per me | Audio

Balla per me | Testo

Domani partirò di notte
ma senza commentare
e me ne andrò a ragione o torto
chi dimenticherà
chi non si sarà neanche accorto

Perché la vita è bella
perché la vita è rara
perché se guardo da dove son partito
forse non troppo ma fatico

Casa dov’è se ovunque sto male un po’
mi trovi ancora qui ma forse no
il dolore che ho addosso è solo nostro

Ma inizia una canzone e tu
E tu balli balli ma dici ballo ballo invano
Non mi guardano, io si
E tu corri corri ma corri meno corri invano
Non è tanto ma

Balla per me
balla per me
balla per me
balla per me
balla per me

Belli, da un passato in salita
a un presente a fatica
Roma ci difenderà ancora
se non per sempre almeno per ora

Casa dov’è se ovunque sto male un po’
mi trovi ancora qui ma forse no
il dolore che ho addosso è solo nostro

Ma inizia una canzone e tu
e tu balli balli ma
dici ballo ballo invano
non è tanto ma balla per me
balla per me
balla per me
balla per me
balla per me

E con ciò vorrei ballare
e con ciò vale un pò tutto
e con ciò mi ci si spezza il cuore ma ci sta

In casa noi soldati separati
guerre aperte chiuse tra pareti
però ancora vorrei vederti col sole
sui tuoi occhi verdi

E tu balli balli ma
dici ballo ballo invano
non è tanto ma balla per me
balla per me
balla per me
balla per me
balla per me

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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