I due artisti protagonisti della cover di uno dei pezzi più rappresentativi del compianto cantautore lucano

Dopo gli omaggi di Giorgia, Michele Zarrillo e Guè Pequeno, finalmente un nuovo episodio che riporta l’attenzione sulla musica di Pino Mango, a quasi sei anni dalla sua improvvisa e prematura scomparsa. “Bella d’estate” è il titolo del singolo che sancisce la collaborazione tra Mika e Michele Bravi, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali a partire dallo scorso 28 agosto.

Sia chiaro, cantare Mango è un’impresa titanica per chiunque, ma questo non può diventare un alibi per non ricordarlo e non celebrarlo come merita. Di sicuro Pino avrebbe apprezzato l’azzardo dell’arrangiamento curato da Francesco “Katoo” Catitti, lui che la musica l’ha trattata con i guanti, sperimentando più di chiunque altro, viaggiando tra le sonorità di mezzo mondo.

Certo, il paragone con la versione originale non si pone, perché possiamo considerarla una meta inarrivabile, in più stiamo parlando di due artisti dalla forte personalità vocale, che in questo non facile brano vengono fuori al meglio nelle parti congiunte, cioè quando cantano insieme, fondendo le loro rispettive eccentriche vocalità in chiave corale.

Molto apprezzabili sono l’approccio e l’intenzione perché, ripeto, cantare le canzoni di Pino è piuttosto ardimentoso, non solo per un discorso tecnico, ma per quell’inaccessibile equilibrio tra eccellenza vocale e capacità di emozionare. Mika e Michele Bravi ci mettono talento e cuore, caratteristiche che hanno sempre espresso attraverso le loro rispettive opere. Un’alchimia che funziona e che sarebbe bello riascoltare, magari in qualcosa di inedito.

“Bella d’estate”, scritta a quattro mani con Lucio Dalla, è una delle pietre miliari del cantautorato italiano degli anni ’80, un decennio che ha messo a dura prova i nostri più grandi e tradizionali protagonisti della canzone d’autore, ma che ha fatto emergere l’estro di Mango, che possiamo considerare un po’ il ponte tra il classico e il moderno, tra la realtà e l’immaginazione, tra il rassicurante e l’imprevisto.

In attesa di ascoltare anche la versione di Tiziano Ferro, che sarà contenuta all’interno del suo nuovo disco di cover di prossima uscita (che noi di RecensiamoMusica abbiamo svelato in anteprima qui), godiamoci il tributo proposto da Mika e Michele Bravi, prendendolo per quello che è: un tributo, per l’appunto. Due grandi artisti che hanno accettato una sfida impossibile, senza uscirne sconfitti.

Il risultato soddisfa a metà, da una parte permette di rispolverare un capolavoro e, perché no, farlo conoscere ai giovanissimi, dall’altra parte non riesce a replicare la stessa poesia e la stessa ariosità espressa in partenza. Diciamo pure che chi non ha mai sentito la versione originale è avvantaggiato nell’ascolto, restano comunque apprezzabili i propositi e la volontà di rendere omaggio all’impareggiabile istinto artistico di Pino Mango, a cui bisogna riservare l’applauso più grande.

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Bella d’estate | Audio

Bella d’estate | Testo

E’ solo un addio
credimi, io non ci penso mai
vedo che hai pianto
tu lo sapevi, ma da quando?
Bella d’estate, vai
via da me

Notte d’incanto
è bello vedere le luci laggiù
Io sono stanco
non voglio parlare, parla tu
Bella d’estate vai
via da me

Forse perché ti credevo felice cosi
proprio così, fra le mie braccia
forse perché ci bastava arrivare fin qui
come onde di notte sulla spiaggia

Piccoli fuochi
noi siamo zingari di periferia
i nostri son giochi
che durano poco
e la notte se li porta via
Bella d’estate vai
via da me

Forse perché ti credevo felice così
proprio cosi, fra le mie braccia
forse perché, ci bastava arrivare fin qui
come onde di notte sulla spiaggia

Chiudi gli occhi e ti senti per sempre cosi
ancora qui fra le mie braccia
per tutti e due basterebbe tornare fin qui
come onde di notte sulla spiaggia

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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