Emma Best of Me

Recensione del cofanetto di successi che celebra i primi dieci anni di carriera

Emma è ormai diventata, in questi suoi primi dieci anni di carriera, una protagonista consolidata del nostro panorama discografico. Un lavoro come Best of me, il suo nuovo album-raccolta, ne testimonia la portata musicale e non solo. Un disco che è arrivato a conclusione di un anno volto proprio a chiudere un cerchio tornando a regalarsi ai propri fan con nuovi e speciali inediti oltre che con i tanto attesi concerti (qui la nostra recensione del nuovo tour). Tra 21 brani in scaletta, alcuni inediti e altri vecchi successi riarrangiati per l’occasione, Emma tenta, dunque, di tirare le fila di un discorso artistico che l’ha vista spesso impegnata su più fronti tenendo, comunque, sempre la musica al centro del proprio focus.

I primi passi tra rock e ballate pop |

Nel percorso narrativo della storia artistica di Emma non poteva mancare quella Calore da cui tutto è partito. Resa più ovattata da una produzione di Deepa e Katoo condizionata anche dalla componente sintetica, la hit d’esordio della salentina risuona oggi forse meno “dirompente” ma ugualmente efficace. Dal primo album vengono recuperate anche Meravigliosa, anche questa resa meno ruvida rispetto alla primitiva esecuzione, e Con le nuvole, dotata fin da subito di un arrangiamento perfettamente adattabile all’oggi sonoro ma che qui viene ancora una volta smorzato dall’introduzione di un suono irreale. Più delicata ed intima risuona la bella ballata Sarò libera che, indiscutibilmente, rappresenta ancora oggi uno dei punti più alti nel repertorio pop di Emma.

Emma Best of me

La parte preponderante della tracklist viene occupata dal periodo musicale del 2012/4 partendo dalla Non è l’inferno che trionfò al Festival di Sanremo 2012 (e che qui gode della rivisitazione d’arrangiamento meglio calibrata a riuscita) e concludendo con La mia città che tanto venne criticata in occasione dell’Eurovision Song Contest 2014. In mezzo a tutto ciò si collocano esperienze più energiche come la hit post-sanremese Cercavo amore, la martellante Dimentico tutto e la power pop L’amore non mi basta. La scelta, però, è quella di dare spazio anche a brani più nostalgici ed intimi come la cantautorale Resta ancora un po’, il brano-manifesto Amami e le sempre belle Trattengo il fiato In ogni angolo di me.

La voglia di sperimentare |

Meno nutrita ma comunque presente è la proposta musicale del recente passato. Soltanto Occhi profondi viene recuperata dal progetto ‘Adesso’ (di cui qui la nostra recensione) mentre, invece, Mi parli piano è la selezionata dall’album ‘Essere qui’ (ne abbiamo parlato qui). Caratterizzate entrambe da quel mix di pop e rock più tipico del cantare della salentina, suonano qui rivisitate strumentalmente ma non perdono la loro efficacia dimostrando di essere, forse, i più rappresentativi casi di un’evoluzione musicale perfettamente capace di rappresentare la propria interprete.

In questo senso vengono recuperati anche alcuni episodi dall’ultimo album d’inediti, ‘Fortuna’, pur senza rivisitarli ma inserendoli in versione originale. E’ il caso della title track Fortuna, un buon esempio di tentativo evolutivo, il singolo Stupida allegria, tutto basato sulla produzione orientaleggiante di Dardust, e la ballad Luci blu.

Gli inediti |

Ben presenti sono anche gli inediti che colorano di novità anche questo progetto. Tre, in particolare, erano i brani che ancora non avevano trovato un proprio supporto fisico. Il punto di partenza è quella Latina che già nel titolo contiene la propria intenzione narrativa a livello di sound. La produzione di Dario ‘Dardust’ Faini in questo è ormai una garanzia e riesce costantemente a risultare credibile donando leggerezza anche ad una voce materiale e concreta come quella della salentina. A tal proposito anche la più recente Che sogno incredibile, che si dota del duetto (meno rock del previsto) con Loredana Bertè, si ascrive all’elenco dei brani che vanno alla ricerca di una positività disimpegnata anche a livello sonoro.

Più tradizionalmente italica, invece, ha suonato quella Pezzo di cuore (di cui qui la nostra recensione) che, lo scorso inverno, ha coinvolto anche la voce dell’altra salentina musicale, Alessandra Amoroso. In un mood più tipicamente adottato dalla seconda piuttosto che dalla prima (anche per l’iniziale necessità di differenziarsi da colei che l’aveva preceduta ad ‘Amici’), Emma è riuscita a regalare, comunque, il suo graffio più rock ad una bella ballata pop tutta intenta a raccontare l’amore pur senza cadere in un linguaggio figurato eccessivamente superato ma, piuttosto, dimostrando che esiste ancora uno spazio discografico a questo tipo di proposte basate su sentimenti, nostalgia, voce e lunghi crescendo.

In conclusione |

Emma - Best of me

Per Emma questo Best of me senz’altro rappresenta un passaggio dovuto ed importante per raccogliere il meglio (o quasi) di oltre dieci anni di carriera e di un repertorio davvero ricco di successi e di sfaccettature invidiabili. La salentina sceglie di arricchire il tutto con nuovi lati di sè e questa scelta non sfigura se rapportata al percorso fin qui portato avanti. A lasciare l’amaro in bocca, soprattutto in alcuni episodi più di altri, è la scelta produttiva che pare aver messo in soffitta (forse per il poco tempo di lavorazione o forse per diverse altre esigenze) gli strumenti reali suonati da musicisti veri in favore di plugin elettronici che, di fatto, non sanno reggere le tinte più rock, energiche e viscerali di una voce come quella di Emma. Ne esce un suono, a volte, un po’ discutibile che, almeno un po’, fa rimpiangere le versioni originali di alcuni brani. Ma si sa, la prima volta è sempre la migliore… Malgrado questo, ‘Best of me’ rimane un progetto prezioso per tenere insieme tante canzoni, tutte da urlare a squarciagola insieme ad un’interprete che, passo passo, ha saputo costruirsi un’identità ben precisa.

Migliori tracce | Non è l’inferno / Mi parli piano

Voto complessivo | 8/10

Acquista qui l’album |

Con(torta) | Tracklist e stelline

  1. Che sogno incredibile feat. Loredana Bertè ★★★★★★★★
    [Davide Petrella – Michele Canova Iorfida]
  2. Meravigliosa ★★★★★★½☆☆☆☆
    [Antonio Galbiati, Fortunato Zampaglione]
  3. Con le nuvole ★★★★★★☆☆☆
    [Roberto Casalino – Roberto Casalino, Dario Faini]
  4. Calore★★★★★★★★
    [Roberto Angelini]
  5. Sarò libera ★★★★★★½
    [Saverio Grandi, Carlo Rizioli]
  6. Non è l’inferno ★★★★
    [Francesco Silvestri – Enrico Palmosi, Luca Sala]
  7. Dimentico tutto★★★★★★★★
    [Nesli, Niccolò Bolchi]
  8. Resta ancora un po’ ★★★★★★½
    [Emma – Pino Perris]
  9. L’amore non mi basta ★★★★★★★½☆☆☆
    [Daniele Magro]
  10. Cercavo amore ★★★★★★½
    [Roberto Casalino – Roberto Casalino, Niccolò Verrienti]
  11. Trattengo il fiato ★★★★★★½
    [Daniele Magro]
  12. In ogni angolo di me ★★★★
    [Emma, Alessandro Raina, Dario Faini]
  13. La mia città ★★★★★★★★
    [Emma]
  14. Amami ★★★★★★★★
    [Emma]
  15. Occhi profondi★★★★★★½
    [Ermal Meta, Dario Faini]
  16. Mi parli piano ★★★★
    [Roberto Casalino, Davide Simonetta]
  17. Pezzo di cuore feat. Alessandra Amoroso ★★★★★★★★½☆
    [Davide Petrella – Davide Faini]
  18. Fortuna ★★★★★★★★
    [Emma – Dario Faini, Vanni Casagrande]
  19. Stupida allegria★★★★★★★★
    [Dario Faini, Franco126, Giovanni De Cataldo]
  20. Latina ★★★★★★☆☆☆
    [Dario Faini, Davide Petrella, Calcutta]
  21. Luci blu ★★★★★★½
    [Simone Cremonini – Simone Cremonini, Davide Simonetta]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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