Ros: “Noi gli highlander di X Factor 11” – INTERVISTA

A tu per tu con gli ultimi eliminati del settimo Live Show del popolare talent show targato Sky

Quattro ballottaggi, di cui tre brillantemente superati e uno terminato con la loro eliminazione nel corso dell’ultima puntata di X Factor 11, questo e molto altro ancora sono i Ros, al secolo Camilla Giannelli (voce/chitarra elettrica), Kevin Rossetti (basso) e Lorenzo Peruzzi (batteria). Ad un passo dalla finalissima di giovedì prossimo, in scena al Mediolanum Forum di Assago, il gruppo toscano si racconta, ripercorrendo con noi questa intensa e pragmatica esperienza, che li ha condotti al grande pubblico e al lancio dell’inedito “Rumore”, manifesto delle loro energiche sonorità.

Ciao ragazzi, dopo aver superato tre ballottaggi il quarto è stato per voi determinante. Come descrivereste questa esperienza?

«Una bella botta di adrenalina! Il ballottaggio è il momento in cui devi tirare fuori tutto te stesso e dove noi, alla fine dei conti, siamo usciti meglio. Abbiamo sicuramente combattuto molto, più di altri concorrenti che non hanno mai sfiorato l’eliminazione. Ci siamo sempre sentiti a rischio, ma nonostante questo ce la siamo goduta fino in fondo e siamo usciti con il sorriso, felici del nostro percorso».

Come avete vissuto la scelta dei giudici al ballottaggio?

«Bene, anche se ci ha un po’ stupito Levante e non abbiamo molto capito Mara, che ha sempre spinto sul cantare in italiano, lingua sul quale noi puntiamo fermamente, nonostante il genere. Alla fine Samuel ha comunque meritato la finale, non ha mai sbagliato un colpo ed è sempre andato avanti alla grande, noi con il ballottaggio c’avevamo già fatto il callo e, forse, la loro scelta ha gravitato attorno a questo».

Vi ha un po’ penalizzato la canzone dei Prozac+ di ieri sera?

«Non crediamo, perché alla fine è uscita bene, il mix con l’orchestra è stato particolare e poi è una canzone che ci chiedevano e che si aspettavano da noi un po’ tutti. In fondo eravamo al quarto ballottaggio e semplicemente arrivati agli sgoccioli, in gara ormai c’erano soltanto teste di serie e quindi ce l’aspettavamo questa eliminazione».

Parliamo dell’altra band, quale asso nella manica hanno avuto in più i Maneskin per raggiungere la finale?

«I Maneskin sono virali, hanno proposto un genere molto più comprensibile del nostro, televisivamente parlando. Puntano molto sull’attitudine e l’espressione sul palco, limitandosi magari in altre cose tecniche e sonore, ma nonostante questo funzionano e il successo da loro ragione. In più hanno un’immagine forte, quindi, comprendiamo il loro fenomeno, ma alla fine dei conti noi facciamo il nostro senza stare troppo a guardare gli altri, questo ci permette di uscire a testa alta. A noi piace metterci alla prova con le cose più difficili, insomma, complicarci un po’ la vita».

Vi è mancato un contatto diretto con il pubblico? Quanto vi dispiace, sempre per questa ragione, non poter calcare il palco del Forum per la finale?

«Si, ci è mancato assolutamente, perché il teatro ha una conformazione diversa rispetto ai palchi sul quale abbiamo sempre suonato. Per il genere che facciamo, non è stato di certo facile esprimerci al meglio in questo contesto. Al pubblico seduto e lontanissimo dal palco, ai quattro giudici in prima fila e alla telecamera puntata in faccia, diciamo, che non eravamo molto abituati. Suonare al forum, per questo motivo, sarebbe stato proprio figo. Chissà non possa accadere in futuro!».

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo, come vi siete conosciuti?

«Il nostro gruppo è nato tre anni fa, anche se ci conoscevamo e suonavamo da diverso tempo. Camilla suonava la chitarra elettrica, Kevin il basso e cercavamo un batterista, perché avevamo voglia di creare un progetto ‘serio’ e di fare musica vera. Abbiamo fatto delle selezioni, così abbiamo conosciuto Lorenzo, che ha subito sposato le nostra filosofia. Veniamo da una bella gavetta, tra festival e contest locali, abbiamo cercato di farci sentire in tutti i modi, così è arrivata la svolta di X Factor». 

Avete dichiarato di avere un album praticamente già pronto tra le mani, continuerete sulla falsa riga di “Rumore” o dobbiamo aspettarci delle sorprese?

«Continueremo sulla falsa riga di ‘Rumore’, ma ci saranno anche delle sorprese. Diciamo che cercheremo di muoverci in diverse direzioni, sempre cantando in italiano. Sarà un album piuttosto largo, ma con un comune denominatore per ogni brano». 

Come vedete il vostro percorso fuori da X Factor?

«Il nostro percorso è appena iniziato, abbiamo un disco praticamente pronto, che deve soltanto essere ultimato, magari leggermente rielaborato e arricchito dagli insegnamenti che abbiamo preso da questa esperienza. Già da domani torniamo in sala prova e ci rimettiamo al lavoro, insomma, non abbiamo intenzione di fermarci proprio ora e sentirete ancora parlare di noi!».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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