mercoledì, Luglio 17, 2024

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Sanremo per tutti, la storia del Festival | 2022

I riassuntoni di Sanremo, il Festival spiegato facile

Il nostro viaggio nella storia del Festival di Sanremo prosegue nel segno della plurigenerazionalità, quella del 2022 è un’edizione segnata da un profondo e significativo equilibrio tra il ricambio generazionale e il ritorno di artisti che hanno segnato la storia della musica italiana. Alla conduzione e alla direzione artistica viene riconfermato per il terzo anno consecutivo Amadeus, ffiancato di serata in serata dalla presenza di cinque diverse co-conduttrici: Ornella Muti, Lorena Cesarini, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Sabrina Ferilli.

Questo sarà ricordato come il Festival della compartecipazione, di un parziale e ragguardevole ritorno alla normalità dopo la precedente annata gravata dal distanziamento e dalle problematiche legate alla pandemia. Un’edizione resa unica da numeri record, sia in termini di share televisivo che di riscontro discografico registrato sin dalle primissime ore nei confronti delle venticinque canzoni in concorso. La musica ha messo ancora una volta a tacere le solite polemiche della vigilia, grazie alla presenza di un cast di tutto rispetto.

Amadeus sceglie di accorpare le due storiche categorie Campioni e Nuove Proposte in un unico girone. Dal contest di Sanremo Giovani vengono selezionati tre emergenti (Yuman, Tananai e Matteo Romano) che accedono di diritto al Festival insieme ai ventidue big scelti dalla commissione. Tra gli ospiti musicali che si sono alternati nel corso delle cinque serate, ricordiamo la presenza dei Maneskin, a meno di un anno di distanza dal trionfo poi bissato all’Eurovision Song Contest, oltre a Cesare Cremonini, Laura Pausini, Marco Mengoni, i Meduza, Checco Zalone e Fiorello, presente questa volta solo nella puntata inaugurale.

Un sistema di votazione in parte rinnovato che prevede il televoto, la giuria demoscopcia e la giuria della sala stampa, quest’ultima per la prima volta aperta anche alle radio e al web. Una svolta epocale, in linea con il profondo cambiamento attuato in termini musicali. Graduatorie che daranno vita alla classifica finale che poterà alla vittoria ampiamente annunciata di Mahmood e Blanco con Brividi”, una retrospettiva nitida e ben riuscita sul panorama musicale e sociale di oggi. La sinergia tra i due artisti risulta funzionale e vincente, la coppia convince su larga scala, come si suol dire dai grandi ai piccini, dispensando emozioni al pubblico più giovane, ma un bel pugno nello stomaco anche a quello più adulto.

In un Festival ricco di brani up tempo dal retrosapore pop-dance, la loro proposta si è distinta sin dalla prima esecuzione, mettendo d’accordo all’unanimità le tre giurie coinvolte. Un risultato che accontenta tutte le età, con un podio altamente rappresentativo, che unisce e mette a confronto generazioni differenti. Molte le proposte musicali che non finiranno nel dimenticatoio, come testimonia l’incetta di certificazioni che ha investito la maggior parte delle canzoni in gara all’indomani dal termine della rassegna. Ma è bene sottolineare anche il valore umano di questa edizione, poiché diversi cantanti in gara provenivano da un periodo di vita piuttosto difficile, a causa di differenti problemi personali o di salute. Per questa ragione lo ricorderemo anche come un Sanremo del riscatto, così profondamente e simbolicamente attuale.

Il merito più grande è da attribuire alle scelte artistiche di Amadeus che, al suo terzo mandato festivaliero, è riuscito nell’impresa di coniugare un cast colossale con canzoni decisamente sopra la media rispetto agli ultimi anni. Coadiuvato dalla sua squadra, dalla Rai, dagli ospiti e da splendide presenze femminili, ha saputo mettere in scena cinque serate di spettacolo puro, gioioso, piacevole e diversivo. Ricorderemo Sanremo 2022 come un Festival all’insegna dell’italianità, una grande festa di cui tutti avvertivamo un gran bisogno.

Quella che poteva sembrare agli occhi di molti la chiusura di un cerchio, in realtà si è poi rivelata l’inizio di una nuova fase, grazie al rinnovo biennale dello stesso direttore artistico, arrivato con largo anticipo rispetto alla solita tabella di marcia. D’altronde con risultati così soddisfacenti, risultava difficile ipotizzare ad un epilogo diverso. Dopo settimane di rumors, le trattative hanno portato dunque al prevedibile Ama-quarter, ma anche ad un sorprendente e inaspettato Ama-quinquies, sulla scia del clamoroso successo ottenuto sia sul piano televisivo che musicale. 

Tre anni fa Amadeus è arrivato a condurre il suo primo festival in punta di piedi, da autentico outsider, per alcuni anche come un mezzo miracolato, anzi, probabilmente quella sua prima edizione doveva essere semplicemente l’unica, un’annata di passaggio, in attesa di affidare l’incarico a qualche “giovane” promessa della tivù che in quel momento, magari, necessitava ancora di un po’ di rodaggio. Nel giro di trentasei mesi la situazione si è capovolta, fino ad arrivare a dimostrare con l’ultima edizione di non essere ostaggio della popolarità dell’amico Fiorello, la cui presenza si è rivelata fondamentale soprattutto nella difficile annata 2021.

Nonostante le critiche gratuite e le polemiche sterili di questi ultimi tre anni, alla fine ha avuto ragione lui, grazie a scelte ben ponderate, ad un lavoro certosino e passionale volto ad intercettare le incombenti criticità di una rassegna over 70, per cercare di porre delle concrete soluzioni che vadano al di là di un semplice botulino. Per la stessa rassegna si prospetta un futuro roseo, sensazione che non si avvertiva da tempo nella città dei fiori. Un bel sospiro di sollievo per gli amanti della kermesse, perchè quella che avrebbe lasciato Amadeus sarebbe stata per chiunque un’eredità piuttosto pesante da raccogliere e da gestire.

Chi si sarebbe sobbarcato una responsabilità del genere? Questo è decisamente un momento d’oro per il Festival e per l’intero scenario musicale nazionale, una fase cruciale che necessita sia di continuità che di una buona progettualità. Non aveva alcun senso procedere all’ennesimo rinnovo interinale della durata di dodici mesi, perchè il tempo del “salviamo il salvabile” è ampiamente superato, si viaggia a vele spiegate verso la consacrazione dei tempi d’oro, per farlo è necessario lavorare in prospettiva, continuando ad investire sul futuro con maggiore propensione e decisione. Mai come in questo momento, la sensazione è quella di assistere e di poter contribuire, nel bene e nel male, tutti insieme alla scrittura di nuove pagine di storia, si spera il più possibile gloriose. 

Questo e molto altro ancora nel cinquantaseiesimo e (per ora) ultimo appuntamento di Sanremo per tutti – il festival spiegato facile, buona visione!

Sanremo per tutti | 2022

2022 | Info

LXXII Festival della canzone italiana
in scena dal 1° al 5 febbraio al Teatro Ariston di Sanremo
presenta: Amadeus
direzione artistica: Amadeus

2022 | Regolamento

25 canzoni in concorso, in un’unica categoria che vede accorpare le sezioni Campioni e Nuove Proposte. 22 big scelti dalla commissione (Elisa, Gianni Morandi, Emma, Massimo Ranieri, Achille Lauro, Iva Zanicchi, Sangiovanni, Fabrizio Moro, Rkomi, Michele Bravi, Giusy Ferreri, AKA 7even, Le Vibrazioni, Irama, La Rappresentante di Lista, Noemi, Ditonellapiaga e Rettore, Ana Mena, Giovanni Truppi, Highsnob e HU, Dargen D’Amico,  Mahmood e Blanco) e 3 debuttanti selezionati dal contest di Sanremo Giovani (Yuman, Tananai e Matteo Romano).

2022 | Classifica Campioni

Mahmood e Blanco – Brividi
(Mahmood, Blanco, Michelangelo)
Elisa – O forse sei tu
(Elisa, Davide Petrella)
Gianni Morandi – Apri tutte le porte
(Jovanotti, Riccardo Onori)
Irama – Ovunque sarai
(Irama, Giulio Nenna, Shablo, Vincenzo Luca Faraone, Giuseppe Colonnelli)
Sangiovanni – Farfalle
(Sangiovanni, Alessandro La Cava, Stefano Tognini)
Emma – Ogni volta è così
(Davide Petrella, Emma, Dario Faini)
La Rappresentante di Lista – Ciao ciao
(Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Roberto Calabrese, Roberto Cammarata, Carlmelo Drago, Simone Privitera)
Massimo Ranieri – Lettera di là dal mare
(Fabio Ilaqua)
Dargen D’Amico – Dove si balla
(Dargen D’Amico, Edwyn Roberts, Gianluigi Fazio, Andrea Bonomo)
10° Michele Bravi – Inverno dei fiori
(Raige, Michele Bravi, Federica Abbate, Cheope, Katoo)
11° Matteo Romano – Virale
(Matteo Romano, Federico Rossi, Alessandro La Cava, Dario Faini)
12° Fabrizio Moro – Sei tu
(Fabrizio Moro, Roberto Cardelli)
13° AKA 7even – Perfatta così
(AKA 7even, Vincenzo Colella, Max Elias Kleinschmidt, Gianvito Vizzi, Renato Luis Patriarca)
14° Achille Lauro con Harlem Gospel Choir – Domenica
(Achille Lauro, Simon Pietro Manzari, Davide Petrella, Matteo Ciceroni, Mattia Cutolo, Gregorio Calcoli)
15° Noemi – Ti amo non lo so dire
(Mahmood, Alessandro La Cava, Dario Faini)
16° Ditonellapiaga e Rettore – Chimica
(Ditonellapiaga, Donatella Rettore, Alessandro Casagni, Benjiamin Ventura, Edoardo Castroni, Valerio Smordoni)
17° Rkomi – Insuperabile
(Rkomi, Alessandro La Cava, Katoo)
18° Iva Zanicchi – Voglio amarti
(Emilio Di Stefano, Vito Mercurio, Italo Ianne, Celso Valli)
19° Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia
(Giovanni Truppi, Pacifico, Niccolò Contessa, Marco Buccelli, Giovanni Pallotti)
20° Highsnob e Hu – Abbi cura di te
(Highsnob, Hu, Andry The Hitmaker, Fazio De Marco, Francesco Musumeci)
21° Yuman – Ora e qui
(Tommaso Di Giulio, Francesco Cataldo, Yuman)
22° Le Vibrazioni – Tantissimo
(Roberto Casalino, Francesco Sarcina, Nicco Verrienti)
23° Giusy Ferreri – Miele
(Davide Petrella, Federica Abbate, Takagi e Ketra)
24° Ana Mena – Duecentomila ore
(Rocco Hunt, Federica Abbate, Stefano Tognini)
25° Tananai – Sesso occasionale
(Tananai, Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Alessandro Raina)

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
Nico Donvito
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Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.