“Alza gli occhi e vai”: quando la musica diventa amore e condivisione

Le interviste agli artisti uniti per la causa di Amatrice

È l’alba del 24 agosto del 2016, forti scosse di terremoto squarciano il paesaggio antropizzato, cancellano la storia, sconvolgono la vita degli abitanti. Tutto non è più come prima. Le varie “Vite in diretta”, le “Carmeline catodiche”, una volta tornate in onda con la nuova stagione televisiva, sono pronte a raccontare il dramma, la cronaca, i disagi. Se ne parla fino a farsi prendere da altro. Il resto del paese cerca di cancellare le immagini viste in tv, sui giornali, sui social. La settimana scorsa alcuni abitanti dei luoghi terremotati sono andati a protestare davanti Montecitorio portando con sé cumuli di macerie che ancora, dopo più di un anno, non sono stati rimossi. Tutti torniamo ad “abbassare gli occhi” nel nostro piccolo quotidiano. Non tutti a dire il vero, si dice sempre che gli italiani, nei momenti di emergenza, siano sempre disposti a tendere la mano, si fa tanto, ma non è mai abbastanza. A quasi un anno dal dramma, dopo mesi di gestazione, prende forma un progetto coordinato da uno storico compositore di musica per ragazzi: Ninni Carucci. Carucci stesso dice che: «L’idea è quella di coinvolgere soprattutto tutti i musicisti che hanno avuto a che fare con le sigle dei cartoon. Un modo, anche per ricambiare l’affetto dei tanti sostenitori, un tempo adolescenti, oggi donne e uomini».

Ninni Carucci con Antonino Muscaglione

Carucci, in undici anni (dal 1985 al 1996) di sodalizio con Alessandra Valeri Manera (responsabile della tv dei ragazzi delle reti del biscione) ha riscritto la storia delle sigle tv, basti citare titoli come “Occhi di gatto”, “Ti voglio bene Denver”, “Arriva Cristina”, non posso non citare “Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo”, portate, nella stragrande maggioranza dei casi, al successo da colei che s’è imposta come la regina di questo mondo musicale eccezionale: Cristina D’Avena.

Ma andiamo ad oggi, come dicevo (prima di perdermi nella produzione musicale di Carucci) Ninni si è fatto promotore di un progetto musicale complesso e ambizioso.

Con un post sulla sua pagina Facebook, ha chiamato a se autori e interpreti, che negli anni hanno dato il loro contributo artistico al mondo delle sigle tv per ragazzi, per realizzare a “staffetta” una canzone con l’obiettivo di raccogliere fondi per costruire una scuola di musica ad Amatrice. Tanti, tantissimi artisti hanno colto, senza esitazione, l’invito a partecipare.

Enzo Draghi
Enzo Draghi

Ho avuto modo di raccogliere l’entusiasmo di Enzo Draghi (autore di diverse sigle tv, ma anche noto ai più per avere prestato la sua incredibile voce a Mirko dei Bee Hive in “Kiss me Licia” e telefilm seguenti, interprete della sigla “Lupin, l’incredibile Lupin”) al quale ho chiesto qual è stato il suo contributo e com’è stato partecipare a questo progetto. Enzo mi dice: «Caro Nino, per me è stata un’emozione indescrivibile ritrovarmi in studio di registrazione con Ninni nella sala di regia ed io nella saletta di presa microfonica, divisi da una paratia in vetro a fare musica, come una volta. Uno stupendo balzo all’indietro nel tempo… più di trent’anni! Sono stato il primo a mettere la mia voce su quel brano, aderendo immediatamente alla proposta del sempre a me caro amico maestro Carucci. Il maestro Carucci ed io, ancora insieme, per uno scopo più che lodevole, praticamente i veri Bee Hive, come da lui stesso apostrofato».

Franco Fasano con Ninni Carucci

Qualche giorno dopo ho raggiunto al telefono Franco Fasano, anche lui, tre le tante e note cose che ha fatto, autore di diverse sigle per la tv dei ragazzi Mediaset  (cito soltanto, per non dilungarmi: “Calimero”; “Piccoli problemi di cuore”; “Rossana”). Franco mi racconta: «ciao Antonino, quando mi ha contattato Ninni ho aderito immediatamente al progetto. Non ci conoscevamo personalmente, per quanto io avessi raccolto il testimonial per il lavoro che aveva, prima di me, svolto per le sigle dei cartoni del gruppo Mediaset. Ho cercato di proseguire il suo lavoro con continuità, pur scrivendo con il mio stile. L’occasione di “Alza gli occhi e vai” per Amatrice è stata anche l’occasione per poterci incontrare personalmente. L’idea vincente è stata quella di creare un gruppo di voci che, nel tempo, avevano cantato o composto le sigle per i cartoni: Clara Serina (dei Cavalieri del Re), Giorgio Vanni, Piero Cassano (autore, per citarne una di “C’era una volta Pollon”, scritta assieme con la Valeri Manera e Vladimiro Albera, nda), Pietro Ubaldi e ovviamente Cristina, immancabile il contributo dei Piccoli cantori di Milano. Abbiamo partecipato con la voglia di dare il massimo contributo per uno scopo unico, non abbiamo badato alle singole interpretazioni, ma all’insieme. Ciascun artista ha fatto un passo indietro, senza mettere necessariamente al massimo la propria vocalità, proprio per rendere unica l’interpretazione. Mi piace citare una mia canzone scritta (assieme con Emilio Di Stefano) per lo Zecchino “Goccia dopo goccia”, in quella canzone è contenuto il concetto di quello che abbiamo fatto: “Non è importante se non siamo grandi come le montagne. Quello che conta è stare tutti insieme per aiutare chi non ce la fa. Goccia dopo goccia”.

Clara Serina

Giorni dopo, in una pausa, mentre sono alle prese con le valigie per il mio trasferimento estivo in Sicilia, chiamo al telefono la mitica Clara Serina, lei ha appena terminato una seduta con un paziente, Clara è una psicoanalista. Nel racconto la sua voce è precisa e suadente come quando canta “oh lady, lady, lady Oscar…”. Mi racconta del divertente incontro, prima telefonico, poi in sala di registrazione, con l’antagonista di sempre Ninni Carucci. Clara mi dice: «Felice per le parole di Carucci che mi ha contattata, m’ha detto che tra le voci che compongono questa canzone non poteva mancare la mia. Questa cosa mi ha fatto molto piacere, ci teneva moltissimo. Io sono sempre sensibile alle cause sociali, ho aderito con grande gioia. Faccio diversi concerti in giro per l’Italia, canto anche nelle scuole. L’accoglienza, la stima e l’affetto che raccolgo mi danno l’input per continuare a cantare. Mi capita anche di cantare per i bambini in fin di vita, mi si stringe il cuore, e lo faccio molto volentieri perché so che in quel momento è quello che desiderano. Penso che cantare e rallegrare le corde dell’anima sia la cosa più bella che la nostra musica eccezionale possa fare. Spero che questo progetto di Ninni prenda forma, che la scuola di musica ad Amatrice si possa costruire. È anche mia intenzione andare lì a cantare e magari fare qualche lezione. Mi piace riuscire a trasmettere, da psicoterapeuta, il senso della bellezza della vita. È stato bellissimo far parte di questo progetto, un piccolo gesto per fare del bene». Ci salutiamo con l’auspicio di poterci incontrare di persona, visto che abitiamo vicino a Milano, con l’augurio di potere mettere in piedi qualche progetto.

Piero Cassano

Dopo qualche giorno ho modo di sentire il maestro Piero Cassano, impegnato in studio registrazione, riesce a trovare qualche minuto per scrivermi queste parole: «Ancora pochi minuti fa ho avuto il piacere di poter parlare con Ninni e una volta di più, questo ennesimo contatto legato alla mia vita, sia artistica che personale, mi ha dato motivo di poter raccogliere una gioia in più. La mia conoscenza con il Ninni risale al lontano 1972. Anni dopo ci sono stati contatti sporadici presso la RTI, tramite Alessandra Valeri Manera, quando il già affermato maestro Carucci era un noto autore di sigle televisive per cartoni animati cantati. Io, sempre attraverso la Valeri Manera, ho avuto modo di affacciarmi a questo mondo a me sconosciuto, ho composto la sigla di Pollon, “Sailor Moon e il Mistero dei Sogni” e “Nanà super girl” cantate da Cristina D’Avena. Quando ultimamente mi ha chiamato Ninni, per far parte del progetto benefico “Alza gli occhi” ho gioito all’idea di poter rivedere, non solo lui ma tanti amici che hanno contribuito all’evento, non ultima Cristina. Carucci si è ricordato di me, il fatto di poterlo rivedere in studio di registrazione, poter lavorare con lui, prestando la mia voce, lo posso definire un magico ritorno al passato dove la carta di identità non valeva assolutamente nulla nel rispetto del sincero affetto e della grande stima professionale per il grande Maestro. Posso solo ringraziare Ninni! Questa è un’occasione che mi permette, non solo di sentirmi utile, da un punto di vista professionale e artistico, ma soprattutto da un punto di vista umano, per il fine di autentica solidarietà. Attraverso queste mie righe voglio esprimere tutta la mia ammirazione per aver pensato, una volta di più, alla “nostra musica” e soprattutto a quei bambini per i quali, la “nostra musica”, potrà un giorno diventare anche la “loro”».

Queste le testimonianze dirette di alcuni grandi artisti che hanno contribuito alla concretizzazione di questo progetto nato da un’amicizia che profuma d’amore per la musica e per i ragazzi, per fornire loro uno strumento importante per la ricostruzione. Ringrazio tutti coloro che hanno dato un corposo contributo all’articolo dedicandomi del tempo e dimostrando, non che ce ne fosse di bisogno, quanto la grandezza dell’artista sia direttamente proporzionale all’umiltà e alla massima disponibilità in prospettiva della realizzazione di questo ambizioso progetto di solidarietà, che spero si possa realizzare quanto prima.

La canzone, dopo mesi di elaborazione ha preso forma, è nato un gruppo pubblico su Facebook che si chiama “Alza gli occhi”, qui è stata pubblicata il brano “Alza gli occhi e vai”. A chi vorrà, si chiede un contributo economico per realizzare una scuola di musica ad Amatrice: c’è un codice iban a cui potere inoltrare il bonifico, iban: IT21H0832773470000000005572, la causale è “Alza gli occhi”, il beneficiario l’associazione: “Amatrice, l’alba dei piccoli passi”. Nel gruppo si chiede di segnalare con un “fatto” tra i commenti il gesto di solidarietà.

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Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

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