Jovanotti, cantautore con la lingua come una percussione nel singolo “Oh, Vita!”

Jovanotti, cantautore con la lingua come una percussione nel singolo “Oh, Vita!”

Sorprendente ritorno alle origini per il noto artista, in radio dal 10 novembre con un brano inedito ed insolito per l’attuale mercato discografico

Che ne sanno i millennials di quello che ha rappresentato Lorenzo Cherubini per la scena hip hop italiana a cavallo tra gli anni ’80 e ’90? Se Adriano Celentano con “Prisencolinensinainciusol” è stato l’antesignano del rap, Jovanotti ha importato e sviluppato per primo questo genere nel nostro Paese, grazie ai suoi primi tre album “Jovanotti for presidente”, “La mia moto” e “Giovani Jovanotti”. Per questo motivo possiamo parlare di un piacevole ritorno alle origini per l’artista toscano, che si riaffaccia sulla scena musicale con “Oh, Vita!”, singolo che anticipa l’uscita dell’omonimo album atteso per il prossimo 1 dicembre. A quasi tre anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo lavoro “Lorenzo 2015 CC”, il cantautore mescola le carte in tavola e si rimette in gioco come rapper, sorprendendo tutti con questo inno alla vita urbano, crudo e diretto.

Per chi si aspettava sonorità vicine alle precedenti hit multiplatino “Sabato”, “Gli immortali”, “L’estate addosso”, “Pieno di vita” e “Ragazza magica”, la sorpresa è stata doppia, perché il messaggio lanciato è chiaro, Jovanotti non ha la benché minima intenzione di adagiarsi sugli allori, vuole continuare a sperimentare, a rinnovarsi, a sorprendere il pubblico con le sue mutazioni. Un segnale forte anche dal punto di vista discografico, con un ritorno alle emozioni vere a discapito di quelle costruite in laboratorio, un po’ come già accaduto con Cesare Cremonini e l’ultimo singolo “Poetica” (di cui abbiamo parlato qui), canzoni diverse tra loro ma che rappresentano per entrambi gli artisti un taglio netto con il passato, una coraggiosa presa di posizione che può segnare l’inizio di un movimento controtendenza, che non segue il mercato ma lo stravolge inconsapevolmente dall’interno. Insomma, urge un cambio di rotta e “Oh, Vita!” rappresenta un manifesto senza fronzoli per la musica del futuro.

Oh, Vita! | Video

Oh, Vita! | Testo

Qui non è il Missippi e nemmeno Atlanta
ma non so che cosa c’è nella mia pelle bianca
che a 14 anni mi ha fatto sentire come
nato a Hollysequeze ma sotto also nome
ho il passaporto italiano
e un cuore mediterraneo
working class hero
con un amore spontaneo
per la botte piena
e per la moglie ubriaca
la base aerospaziale nel centro di Aracataca
Gabo Marquez, Valentino Rossi ed Happy Days
Diego Velazquez e Walk this way
e quanto senti il richiamo della foresta
è la mia musica è la mia festa

Come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita

Skip skip dag
so soclaizza
ritmo mozzarella pomodorro ecco una pizza
supercalifragilistichespiralidoso
uomo paleolitico di impatto mostruoso
non sono laureato ma posso insegnare ad Harvard
improvviso sul tempo meglio che al Village Vanguard
ormai sono uno standard
un grande classico
quick stop rock n roll, mister fantastico
se esiste un dio forse si forse no boh
ma ascolto le storie disposto a crederci un po’
noi siamo figli di qualcuno e il resto è tutto da fare
non ho radici
ma ho piedi per camminare

Come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita

Ho il flow di un jazzista
e il mood di un barista
le ossa rotte riparate a forza di stare in pista
con la pistola ad acqua
rapino la banca
la mossa del cavallo che la via mi spalanca
verso lo scacco al re
verso la rivoluzione
un cantautore con una lingua come una percussione
che batte dove vuole il dente dove passa la gente
Alcatraz, Razzmatazz
precipitevolissimevolmente
coraggio la fantasia in viaggio
e tocco il centro esatto del cuore selvaggio
la voce dell’Orinoco
la gingergenerationpoesia il gioco
sento un calore baby è il sacro fuoco

Come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita
come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita

Boom boom boom boom
ritmo della vita
la barzelletta di una natura addomesticata
ah beh si beh vacci a credere te
che tutto è sempre relativo come piace a me
non sono qui per il gusto per la ricompensa
ma per tuffarmi da uno scoglio dentro all’esistenza
sono un migrante
sono un cantante
un panettiere a Damasco
una stella distante
un pianoforte scordato
dentro ad una sagrestia
l’avanguardia di guardia davanti alla retrovia
nel tempo della paura aspetto la fioritura
e se una femmina sarà si chiamerà futura

Come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita
come posso io
non celebrarti vita
oh vita
oh vita
oh vita

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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