Le Verdi Note dell’Antoniano pronte a “Traccia la tua rotta” – INTERVISTA

Intervista ai due talenti de le Verdi note

Spesso il mondo discografico e la stampa specializzata tendono a sminuire il ruolo della musica per ragazzi. In realtà questa musica ha un seguito enorme, è la colonna sonora delle manifestazioni Comics realizzate in tutta Italia, partendo da Catania, passando per Palermo, Pescara e il famoso Lucca Comics. Tanti i professionisti (autori e cantanti) che lavorano in questo mondo e che con la loro firma hanno reso ancor più prestigioso questo settore speciale: Luigi Albertelli, Vince Tempera, Augusto Martelli, Piero Cassano, Franco Fasano, Enzo Draghi, Ninni Carucci, Giorgio Vanni… l’elenco è davvero infinito.

Oggi, con questa intervista, entriamo nel mondo del Coro dell’Antoniano (che com’è noto ha dato i natali artistici alla regina incontrastata del settore: Cristina D’Avena) per scoprire assieme ad Alessio e Sara, due ex componenti del Piccolo Coro Mariele Ventre, oggi componenti, direttori artistici e autori delle Verdi Note (coro fondato dalla stessa signorina Ventre nel 1989 per far confluire i ragazzi ormai troppo grandi per partecipare al coro dei piccoli) in occasione dell’uscita del loro ultimo lavoro “Traccia la tua rotta”.

Ciao Alessio, tracciare e il vostro percorso artistico e quello delle Verdi Note dell’Antoniano è pressoché impossibile, ci proveremo con questa chiacchierata. Cominciamo dal presente. “Traccia la tua rotta” è la vostra ultima pubblicazione, c’è un messaggio chiaro e positivo. Qual è il valore che attribuite a questo brano? A chi è rivolto?

<<Ciao, intanto grazie, mi fa piacere parlare del nostro mondo. “Traccia la tua rotta”, scritta da me (Alessio Zini, nda), Sara Casali, Sebastiano Tori, e interpretata da Le Verdi Note dell’Antoniano, è l’inno 2018 della manifestazione per bambini e ragazzi “Estate Ragazzi”, sviluppatasi a partire da Bologna nel lontano 1989, oggi presente in tutta Emilia Romagna e in gran parte d’Italia grazie all’impegno della Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Bologna. Ogni anno l’organizzazione determina un tema attorno al quale vengono creati i contenuti che accompagnano i ragazzi da Giugno a Settembre all’interno delle attività proposte durante i campi estivi. È quindi per noi un onore interpretare l’inno di Estate Ragazzi poiché si rivolge al nostro pubblico ideale che, come Antoniano, da quando è iniziata l’avventura dello Zecchino d’Oro, corrisponde a quello dei bambini e adolescenti. Unire messaggi di valore a linguaggi sempre attuali è la nostra scommessa!>>.

Ciao Sara, quanto c’è in quello che fate l’anima e la guida della storica fondatrice Mariele Ventre?  

<<Mariele è un riferimento fisso davanti agli occhi, e speriamo che ci sia tanto di Lei in quello che facciamo. Le Verdi Note sono state fondate proprio da Mariele per permettere ai bambini usciti dal Piccolo Coro di continuare un percorso artistico all’Antoniano, all’insegna degli obiettivi che da sempre lo contraddistinguono. Alessio ed io, oggi Direttori Artistici del Coro ed autori per ragazzi, siamo stati suoi allievi e cerchiamo di restituire con il nostro impegno quello che di prezioso ci è stato donato da bambini. “Nutrire” e “Intrattenere” sono le parole chiave della nostra attività artistica che si trasforma in aiuto concreto per chi ha più bisogno grazie ai progetti di “Antoniano onlus”>>.

Alessio, le Verdi Note hanno collaborato con artisti immensi. Che ricordo avete, ad esempio, della collaborazione con Biagio Antonacci?

<<Personalmente ho ricordi molto vaghi, in quanto all’epoca cantavo ancora nel Piccolo Coro e “i grandi”, come chiamavamo i ragazzi delle Verdi Note, dovevano semplicemente cantare con un Artista ospite di una trasmissione televisiva. Per noi era tutto normale. Solo dopo qualche anno, crescendo, ci siamo resi conto del valore umano e professionale delle attività a cui abbiamo preso parte! Biagio cantò con “Le Verdi Note” un brano contenuto in uno dei suoi primi album dal titolo “E’ finita la guerra”, canzone ancora oggi attuale e, chissà, magari da riproporre in qualche concerto, ora che ci penso!>>.

Sara, questa domanda la ricolgo a te, Cristina (D’Avena, nda) per quanto non abbia fatto parte del vostro coro possiamo dire che è la “Verde Nota” per eccellenza. Com’è stato lavorare con lei in occasione de “Il segreto (per Mariele)”? Qual è in altre parole “il segreto” della vostra musica.

<<Cristina è indubbiamente per noi una sorella maggiore! Quando nacquero Le Verdi Note, nel 1989, Cristina era già “Cristina D’Avena”. C’è ancora un video proprio di quella stessa estate in cui venne a cantare con noi bambini del Piccolo coro, e con le “neonate” Verdi note di allora, all’ospedale Sant’Orsola di Bologna! All’epoca avevo sette anni e lei era una ragazzina: continuava a frequentare l’Antoniano aiutando Mariele subito dopo essere uscita dal Piccolo Coro. Scrivere e comporre “Il segreto (per Mariele)” cantata da Cristina con il Piccolo Coro e Le Verdi Note dell’Antoniano è stato per noi un sogno diventato realtà!>>.

E tu Alessio, cosa mi dici?

<<Abbiamo riconosciuto in Cristina radici comuni, frutto degli insegnamenti scolpiti da Mariele, e una immensa professionalità. Cristina è una numero uno e siamo davvero felici del percorso in continua evoluzione che la vede protagonista tra dischi vendutissimi e live sempre sold-out da 30 anni a questa parte! Il “segreto”, forse, è proprio quello di rimanere fedeli alle proprie radici, ma con lo sguardo sempre puntato al futuro>>.

Sara, ci racconti un aneddoto particolare di Mariele? Un suo messaggio?

<<Di recente siamo stati a cantare a Slavonski Brod, in Croazia, in occasione del 25° anniversario del centro di accoglienza “Zlatni Cekin” per bambini orfani di guerra. Nel 1993 l’Antoniano lo costruì grazie al “Fiore della solidarietà”, campagna di raccolta fondi fortemente voluta dall’allora direttore dell’Antoniano Padre Berardo Rossi, Mariele e Cino Tortorella per fare dello Zecchino d’Oro un veicolo concreto di aiuti umanitari. In Croazia abbiamo ricordato le parole esatte di Mariele mentre comunicava a noi bambini la felicità e l’orgoglio di aver vinto questa scommessa di solidarietà. Ci diceva: «grazie alle nostre canzoni molti bambini senza una casa, una famiglia e un piatto caldo da mangiare alla sera potranno ritrovare una speranza di vita il più possibile normale, un po’ come la vostra, che siete fortunati e non dovete darlo per scontato».

Alessio, come ti ho già detto in altre occasioni, credo, lo sai, che la musica per ragazzi (sempre che siano solo i ragazzi i soli fruitori) abbia un valore altissimo, come mai la discografia, la stessa stampa del settore non le dà il giusto spazio? Il meritato riconoscimento?

<<Ci rendiamo conto che i tempi siano cambiati rispetto agli anni scorsi, e con essi molte dinamiche dei contesti culturali, sociali ed economici. È importante cogliere i cambiamenti per parlare un linguaggio sempre attuale ma altrettanto coerente. Tuttavia quando alla creazione di un prodotto artistico di valore abbini una missione di valore superiore, che rappresenta il fine ultimo, quello che ti ruota attorno è totalmente indifferente: tu continui a crederci, poco importa se chi attorno a te non ci crede alla tua stessa maniera. La storia è fatta da cicli e il tempo farà il suo corso>>.

Alessio, questa è una domanda che non posso fare a tutti, perché non tutti credo abbiano la risposta. A te la faccio: cosa consiglieresti ai ragazzi che si affacciano al mondo della musica? Come mettere in relazione l’aspetto artistico, lo studio, l’aspetto lavorativo?

<<Io e Sara abbiamo le idee molto chiare e derivano anche queste, in gran parte, dall’educazione che ci è stata data. Ai ragazzi direi di andare controcorrente. “Controcorrente” oggi significa: studiare, studiare, studiare per migliorarsi continuamente. Vediamo molti ragazzi che pensano di creare cose innovative ma che in realtà esistono già da decenni, ma non lo sanno… perché non hanno studiato abbastanza! Per innovare e trovare la propria dimensione artistica e lavorativa bisogna conoscere tutto quello che esiste già. Concetto banale, ma spesso dimenticato>>.

Sara, tornando a “Traccia la tua rotta”: com’è nata l’idea del video? Perché i pirati alla fine gettano le armi ed esplode il colore?

<<I significati possono essere molteplici, ad ognuno la sua lettura. Quello per noi preponderante invita i ragazzi a togliersi gli abiti di scena del personaggio che stanno interpretando, e che spesso qualcun altro ha deciso per loro. L’adolescenza è un momento di transizione, di “crisi” che in quanto tale comporta un cambiamento, alla ricerca di sé stessi, dei propri alleati emotivi e delle chiavi della propria vita. Tante sfumature, tanti “colori” che rendono ognuno di noi un essere umano unico e irripetibile. Oggi dobbiamo riconoscere la diversità come elemento fondante di questa umanità in cui tutti abbiamo il diritto di tracciare la nostra rotta nel mondo, purché in pace e armonia con gli altri>>.

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Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

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