Tutte le nostre mini-recensioni ai nuovi singoli in radio

  • VIENIMI (A BALLARE) – Aiello

Aiello è una delle voci maschili soul più belle degli ultimi anni oltre che una penna pop/indie assolutamente interessante e sempre capace di unire contemporaneità e tradizione all’interno delle proprie creazioni che spesso attraversano sia l’io che il noi con efficacia. Per questa sua nuova ripartenza il cantautore calabrese spinge sull’acceleratore del suono per cercare (e trovare) un sound più ricercato rispetto alle sue produzioni passate. Il suono meridionale si assapora tutto e ben si coniuga alla vocalità spessa, intensa e viscerale del suo interprete che si rivela un credibile propositore di questo tipo di sonorità non troppo sviluppate sul nostro panorama (ad eccezione di Mahmood che talvolta si potrebbe sentire in lontananza). Originale, ben strutturato anche se forse meno immediato rispetto ad alcuni successi della precedente tornata ma la strada rimane quella giusta per costruirsi, passo dopo passo, una credibilità e personalità propria. VOTO: 8

  • GUAPO – Anna Tatangelo e Geolier

Dopo tanto provarci con il pop Anna Tatangelo decide (finalmente, o forse no) di tornare a vestire le vesti di Lady Tata e, addirittura, di fare un passo in più. La voce ciociara si lascia andare al cantato con influenze partenopee (e non se ne capisce il motivo) e alle influenze rap e trap accompagnandosi ad un esponente come Geolier che sta emergendo sulla scena proprio in questo ultimo pericolo. Il suo cantare rimane sempre pulito, lineare ed edulcorato riuscendo, comunque, a coniugarsi bene al mondo musicale del suo compagno d’avventura. Il problema sorge, però, quando la canzone si rivela troppo debole di fronte alle esigenze del facile canticchiare nazionalpopolare che, forse, avrebbe richiesto per ridisegnare l’immagine comune della voce di ‘Ragazza di periferia’. Apprezzabile il tentativo di svolta, meno la scelta di nicchia partenopea che sta alla base dell’optare per un brano simile che risulta essere davvero troppo. Ed il troppo stroppia, si sa. Sarà interessante vedere se Anna riuscirà a sporcarsi ulteriormente a rivolgersi ad una platea più ampia. VOTO: 5-

  • I WANT MORE – Boss Doms e Kyle Pearce

Ci prova in solitaria l’amico di Achille Lauro e lo fa con un brano tipicamente dance che, in alcuni spunti, risulta addirittura visionario. La voce di Kyle Pearce è ovviamente una tra le più adatte ad interpretare atmosfere musicali simili dove la componente fondamentale risulta essere il suono e la ricerca di progressione che si decide di conferire al tutto. Edoardo si dimostra un illuminato per quanto riguarda la costruzione musicale ed il rivestimento d’arrangiamento ai brani e fa centro anche questa volta creando un pezzo che non copia alcuna ricetta ma punta a trasferire la propria identità all’ascoltatore senza barriera alcuna. VOTO: 7

  • SANGRIA – Emma Muscat e Astol

Da quanto non ascoltavate ‘Dove e quando’ ‘Una volta ancora’? Beh, ora avete finalmente l’occasione di ripassarle in una volta sola lasciandovi trascinare da questo brano più prevedibile di qualsiasi altra cosa. Scontata nelle sue destinazioni ed evoluzioni la canzone si rivela, nel contempo, anche il mezzo perfetto per creare un tormentone estivo con sicurezza ed affidabilità. Emma canta con la sua voce soft e una pronuncia ancora parecchio forzata il classico testo sull’estate tra cocktail, spiagge e sorrisi ed Astol s’inserisce giusto perchè due è meglio che uno. Tutto bene ciò che finisce bene, dunque. Funziona, questo è certo, ma è talmente tanto scopiazzata che ritenerla originale o funzionale ai loro interpreti sarebbe fuorviante per chiunque. Che voto avevo dato a quegli altri pezzi l’anno scorso? VOTO: 5

  • ROSES – Fedez e Dargen D’Amico

Fedez pare averci preso gusto a rivisitare le hit internazionali con delle rime italiane. Questa volta si appropria del successo di Saint JHN optando per un testo particolarmente duro e “velenoso”. Se la prende un po’ con tutti a partire dalla classe politica nostrano con cui, in diverse occasioni, ha avuto qualcosa a che fare. Ci sono Salvini con il richiamo del Papeete, Gasparri, Dell’Utri, il premier Giuseppe Conte, Attilio Fontana ma lo spazio c’è anche per Benetton, Mentana e Rocco Casalino. Dargen d’Amico ci va molto più soft nella sua seconda parte di pezzo. Per gli amanti dei testi senza filtri è sicuramente il pezzo che cercate il dubbio rimane soltanto uno: dove portano tutte queste rivisitazioni di Fedez? VOTO: 6

  • PALOMA – Fred de Palma e Anitta

Lo scorso anno Fred è stato il re dell’estate italiana e negli ultimi mesi ha visto riconoscersi un gran successo anche in Spagna e nei paesi latini motivo per cui anche quest’anno la ricetta per il tormentone non può che essere la stessa per confermare quanto fatto. Ricalcare le proprie impronte, però, è sempre pericoloso e anche se Anitta non è Ana Mena la differenza è davvero minima. De Palma lo capisco: una volta che hai il successo non lo si vuole lasciare andare per cui meglio limitarsi a riproporre sotto mentite spoglie ciò che ha consentito che quel successo arrivasse. La balleranno comunque ma non può essere all’altezza di quanto è venuto prima perchè l’originale è, per definizione, sempre migliore e preferibile della copia. VOTO: 5+

  • NON DIRO’ IL TUO NOME – Gianluca Grignani

Continua il suo percorso il buon Gianluca che, da quando è ripartito, non è ancora riuscito a proporre un brano davvero alla sua altezza da cantautore capace di scrivere grandi successi pur conservando una certa profondità di scrittura e creatività. Questo nuovo estratto suona leggero e già questo è un’autentica novità in questa estate italiana che sta viaggiando su tutt’altri ritmi. La canzone cresce lentamente affidandosi ad un arrangiamento tutto suonato con la ritmica che conduce ad un ritornello che sfodera la voce più piena dell’artista milanese che esplora atmosfere leggermente blues. E’ un bel brano capace di prendere per mano l’ascoltatore e accompagnarlo con fiducia e tranquillità verso la destinazione che giunge, forse, troppo prematuramente troncando un discorso che avrebbe necessitato di ancora qualche secondo e magari un nuovo inciso ripetuto prima del finale. Non è ancora al top ma questo brano, finalmente, restituisce sprazzi di Grignani. VOTO: 7+

  • NON SONO UNA SIGNORA – Giorgia

Ancora non l’ha capito Giorgia che le cover non fanno esattamente per lei o, perlomeno, non in questa chiave di rivisitazione. Dopo aver diviso il pubblico con il suo ultimo progetto totalmente dedicato a rivedere alcuni dei brani che hanno contraddistinto la sua esperienza di fruitrice musicale, la cantante romana opta per il classico di Loredana Bertè per inserirsi nel progetto di ‘I love my radio’. Canta sempre bene (pur senza spingere mai sull’acceleratore) ma non rinuncia all’idea di rivestire l’arrangiamento di quell’elettronica che snatura e si contrappone perfettamente allo spirito rock e suonato della versione originale del brano. Ad essere fuori luogo, probabilmente, è la scelta stessa che rende difficile veder interpretare questo pezzo ribelle ad una come Giorgia che del cantato soft e composto ha sempre fatto una propria caratteristica di base. Speriamo che il nuovo lavoro d’inediti vada in tutt’altra direzione rispetto a questa parentesi davvero sfuocata a livello di suono. Alla fine il pezzo è pure gradevole perchè lei è pur sempre Giorgia, la sua voce è sempre ipnotica e se ci si dimenticasse del valore del brano originale la sua versione potrebbe anche indurci a crederci come fa lei. Poi però senti tutti quei sintetizzatori (e pure l’autotune) e dici “ma che cavolo…”. VOTO: 6-

  • MON AMOUR – Giulia e Samuel Storm

E’ proprio vero che ormai la corsa per il tormentone la provano proprio tutti manco fosse la maratona di New York… E, dunque, eccoci qui a raccontare anche il tentativo di Giulia e Samuel: due che sono belli e bravi per davvero. A parte questo la canzone si rivela essere un gran miscuglio di influenze e di lingue: c’è l’italiano, l’inglese ed un inciso in francese. La voce di lui così soul e piena si fonde perfettamente con quella limpida e sensuale di lei trovando il punto d’incontro su di un beat ritmico che valorizza più le sfumature che crea Giulia rispetto a quelle più soft di Samuel che, invece, avrebbe necessitato di una produzione meno invadente. Un buon incontro su di un pezzo che si lascia ascoltare con piacevolezza e che si respira con freschezza. VOTO: 6.5

  • LA ISLA – Giusy Ferreri e Elettra Lamborghini

Qualcuno saprebbe dirmi che estate sarebbe ormai senza la voce di Giusy Ferreri? Ed ecco che fortunatamente la vera regina delle ultime estati italiane torna a proporsi con una compagna d’avventura totalmente nuova ma un team di scrittura e di produzione quanto mai consolidato (Abbate e Takagi & Ketra). Il pezzo suona funzionale e assolutamente adatto alla stagione con quella ritmica esotica che, pur semplificata rispetto agli ultimi episodi, suona sempre perfettamente adatta alle timbriche della Ferreri che, come al solito, regge (quasi) da sola il peso dell’intero pezzo. Elettra fa da contraltare e per tutto il brano si fa fatica a credere che quella che si sente sia davvero la sua voce. Non è il tormentone più riuscito, ipnotico o trascinante, anche perchè a forza di ripetersi la prevedibilità diventa sempre più rischiosa, ma si farà sicuramente strada in questa stagione estiva. Un unico appunto: diamo a Giusy uguale spazio anche al di fuori delle canzoni estive per favore, vale un po’ di più di queste cagate reggaeton e lei è la prima a saperlo. Solo sulla base di questa promessa… VOTO: 6

  • SPRITZ CAMPARI – Mietta

Pare vivere una seconda giovinezza musicale la brava Mietta che da un anno a questa parte sta affrontando nuove sonorità con un’attitudine inedita e sorprendentemente contemporanea. Per quest’estate si butta anche lei sui drink giusto per non lasciare lo Spritz Campari senza la propria canzone. Istrionica, fresca, orecchiabile e davvero radiofonica pur senza ricadere su quei beat reggae che quest’anno ci stanno proponendo davvero tutti copiandosi le ricette e le melodie senza troppa originalità. Piace l’idea di richiamare il “du du da da da” di ‘Vattene amore’ rendendolo il focus anche di questo nuovo inciso in una chiave completamente nuova. Da buon veneto vorrei però dire a Mietta che lo Spritz si può fare solo con l’Aperol… dai ciò! VOTO: 7

  • A UN PASSO DALLA LUNA – Rocco Hunt e Ana Mena

Ed ecco che l’estate del 2019 ci restituisce altri due protagonisti che ci riprovano anche nel 2020 mescolando, ma poi nemmeno troppo, le carte sul tavolo. Ana Mena fa un po’ tutto da sola e Rocco si dedica esclusivamente a due mini-strofe che lanciano un mega inciso che ha l’unico obiettivo di farsi canticchiare dopo appena un ascolto. La cosa può essere raggiunta con facilità contando anche su di una base, ovviamente reggae, che richiama senza troppa immaginazione la ‘Una volta ancora’ della scorsa annata. Tutto bene quel che finisce bene: il pezzo sfonderà le classifiche ma ricordarselo tra qualche mese sarà un’impresa vista l’imbarazzante somiglianza con i suoi predecessori. Peccato perchè Rocco Hunt da autore aveva tirato fuori, negli anni, anche cose non così tremendamente scopiazzate. VOTO: 5++

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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