TopOfTheFlop-2021

I brani che potremmo tranquillamente non portare con noi nel 2022 e che vorremmo dimenticare rapidamente al più presto, anche con l’ausilio di superalcolici

Come da tradizione (vedi le annate 2017, 20182019 e 2020), siamo giunti all’ultimo articolo dell’anno, quello notoriamente più cattivo. Se a Natale siamo tenuti ad essere tutti forzatamente più buoni, a San Silvestro possiamo toglierci la maschera e pure qualche sassolino dalla scarpa, lasciandoci andare a riflessioni sincere e poco politically correct. Dopo aver realizzato la lista dei 50 singoli più belli del 2021, ci ritroviamo a raccogliere i brani che… insomma, come dire, anche noh! Ecco a voi le 10 canzoni “diversamente belle” degli ultimi dodici mesi, rigorosamente in ordine sparso, anche perché stilare una vera e propria classifica risulterebbe a dir poco impossibile…!

Goodboys – Bongo cha cha cha

Prendi uno dei pezzi di maggior successo degli anni ’50 cantato da Caterina Valente (una delle voci italiane più belle del dopoguerra), converti l’audio da vinile a file mp3 e trasferiscilo sugli smartphone di due giovani deejay inglesi molto quotati, il risultato non sarà tanto lontano da quella truzzata di “Pa pa pà l’americano” che ha saputo tediarci per intere settimane una decina di anni fa. Ebbene sì, anche “Bongo cha cha cha” è stata sventrata e barbaramente saccheggiata, privata senza ritegno della seconda parte del ritornello e dello special, trasformata in un martellante e ripetitivo motivetto lontano anni luce dalla splendida versione originale. Ecco come una delle canzoni che hanno fatto da colonna sonora a quell’epoca postbellica profondamente segnata dalla voglia di leggerezza e di ricostruzione, viene oggi torturata e riciclata per diventare un virale balletto di Tik Tok. Forse hanno proprio ragione gli sceneggiatori di “Don’t look up”: ci meritiamo l’estinzione.

Gianni Morandi – L’allegria

Ero piuttosto indeciso se inserire o meno questo brano in codesta classifica, perché la carriera di Gianni Morandi merita rispetto… ma anche e soprattutto canzoni di tutt’altro registro, livello e spessore. Dal canto suo, l’autore (Jovanotti) ricicla le strofe di “Salvami” e stralci presi in prestito qua e là dal suo variegato repertorio. L’augurio è che, per il prossimo Festival di Sanremo, si sia lasciato ispirare da qualcosa di più attraente. Di fatto, “L’allegria” non rende giustizia all’ex eterno ragazzo e al suo sessantennale impegno musicale. Il risultato? Si può fare di più, senza essere eroi. Aridatece “Banane e lampone” e persino Quel gufo con gli occhiali che sguardo che ha, me lo prendi papà? Sì!”.

Cristiano Malgioglio ft. Evry – Tutti me miran

Un habitué di questa rubrica, l’unico che è riuscito ad assicurarsi ben cinque presenze consecutive. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Cristiano Malgioglio! La sua “Tutti me miran” non è altro che un prezioso sequel della telenovela fedifraga inaugurata con “Mi sono innamorato di tuo marito” e proseguita con il ratto di un certo Fernando in “Danzando danzando”. Se canzoni meravigliose come “L’importante è finire” e “Ancora ancora ancora” potessero parlare… sicuramente richiederebbero il test del DNA mettendo seriamente in dubbio la paternità dell’ugola di Ramacca. Al suo fianco in questo nuovo opinabile episodio c’è un certo Evry, di cui non vi è alcuna traccia in tutto il territorio internettiano terrestre. Si sarà prestato a questo featuring sotto falso nome, d’altronde come biasimarlo.

Federico Fashion Style – Io sono pazzesco

Federico Lauri, aka Federico Fashion Style, è diventato celebre grazie alla trasmissione “Il salone delle meraviglie”, un successo consacrato con la recente partecipazione alla sedicesima edizione di “Ballando con le stelle”. Da hair stylist a ballerino televisivo, la parabola del “parrucchiere dei vip” non poteva di certo escludere la musica. “Io sono pazzesco” è il singolo rilasciato la scorsa estate, un brano che lo consacra nel mondo delle sette note come la versione barbuta di Miss Keta. L’istrionico (?Achille?) Lauri non è affatto nuovo a questo genere di incursioni canore, infatti, lo scorso anno aveva già inciso il suo personale singolo d’esordio, intitolato “Troppo top”, in coppia con la sua amica e cliente Roberta Serafini. Insomma: il mondo del fashion sa, quello della canzone meno.

Giacomo Urtis – Gossip (feat. Leonardo Decarli)

Dalla sala chirurgica a quella di incisione il passo è breve, Giacomo Urtis abbandona momentaneamente i suoi ferri del mestiere, passando dal bisturi al microfono, per la gioia dei nostri padiglioni auricolari. Realizzato in collaborazione con lo youtuber Leonardo Decarli, “Gossip” è il titolo di questo capolavoro del cringe, come direbbero quelli gggiovani. Ascoltando il discutibile inciso che recita «ospiti da barbara D’urso a dire la verità…», viene da pensare come certi “talenti” riescano a reinventarsi in maniera così camaleontica. Certo è che il mondo della discografia accoglie sempre tutti come una grande ONG, trasformando in cantanti provetti, nel corso della stagione estiva, coloro i quali durante il resto dell’anno impiegano il proprio tempo presenziando nei salotti televisivi. Un fenomeno destinato a crescere o scomparire? Lo scopriremo soltanto vivendo e facendo zapping.

Maria Teresa Ruta – Mi sveglio ballando

Non poteva mancare all’appello una recluta d’eccezione come Maria Teresa Ruta, arruolata nell’esercito canterino degli ex “vippoooooni” del Grande Fratello, una nutrita compagine di personaggi in cerca d’autore prestati generosamente alla musica. Da Pierpaolo Petrelli a Raffaella Fico, passando per Denis Dosio, Mario Ermito, Antonella Mosetti, Francesco Monte, Rosalinda Cannavò e tanti altri che non abbiamo inserito in questa classifica per motivi di spazio, ma fidatevi che avrebbero meritato. Tornando alla conduttrice torinese, che dire? “Mi sveglio ballando” non è altro che un manifesto autobiografico intonato (artificiosamente) con grande positività. La Ruta risulta comunque molto simpatica, al punto da rendere meno abominevole il livello di questa controvertibile opera.

Stefania Orlando – Bandolero

Una ventina di anni fa l’estate faceva rima al massimo con Paola e Chiara, ad ereditare oggi lo scettro del presenzialismo balneare è Stefania Orlando, che può vantare una corposa e discutibile discografia alle spalle. Ribattezzata dal suo patentato la “Lady Gaga di Monteverde”, la showgirl romana ha reso disponibile (per davvero) sulle piattaforme digitali il singolo “Bandolero”, l’ennesimo cocktail di cose già ascoltate, un pot-pourri di cliché triti e ritriti, di cui francamente potevamo fare a meno. Tra arpeggi di chitarre a caso e un “originalissimo” ritmo reggaeton, il risultato è una sublime e tralasciabile cozzaglia sudamericana, roba che se il governo di Porto Rico ci dichiarasse guerra sarebbe del tutto giustificato. In fondo, la vita non è altro che una valle sconfinata di “perchè?!”.

Maria Monsè – Io vivo

La prima volta che ho ascoltato questo pezzo, ho pensato: “ma allora vale tutto!”. Diciamo pure che Maria Monsè sta a alla musica come Vittorio Sgarbi sta allo yoga e alla meditazione spirituale, visto che la sua voce è talmente “effettata” che a cantarla potrebbe essere stato chiunque, persino la contessa Patrizia De Black o la marchesa Daniela del Secco d’Aragona. “Io vivo” è il titolo di questa autentica perla (?Maria?) che l’attrice siciliana ha voluto regalarci, a tutti i costi, senza che noi avessimo manifestato un qualche minimo interesse. Come si suol dire, uno di quei pezzi che non potevano di certo mancare in questa contorta hit parade, anche se la sua presenza se l’è giocata contro Michela Giraud e la sua mirabolante “Mignottone pazzo”, una canzone volutamente ironica, mentre a questo tavolo sono ammesse soltanto le trashate inconsapevoli, le stesse che ti fanno esclamare: “ma ci sei o ci fai?”.

Elettra Lamborghini – A mezzanotte (Christmas song)

Tutti vogliamo bene alla Mariah Carey della bassa bolognese, la cara Elettra Lamborghini ispira fiducia e simpatia da tutti i pori maculati… ma c’è un limite a tutto, o almeno così dovrebbe essere. La regina del twerk ci ha fatto dono di “A mezzanotte (Christmas song)”, inaugurando quello che potrebbe essere un interessante filone di tormentoni natalizi. Più che la canzone in sé, suscita parecchia perplessità la reazione poco elegante avuta dalla stessa artista nei confronti del collega Nicolò che ha “osato” definire il brano «una canzoncina simpatica, da canticchiare sotto la doccia ma niente di più». Certo è, carissima Elettra, che la musica d’autore è ben altra cosa ma, nel grande universo parallelo del pop, nessuno mette in discussione sia l’impegno che i risultati da te ottenuti negli ultimi anni. A meno che tu ambisca alla Targa Tenco o al Premio Strega, non vedo perché tu ci debba rimanere così male. A te il merito di aver intuito il potenziale e aver saputo cavalcare l’onda di questo movimento nazionalpopolare 2.0, seguendo le orme di artiste intramontabili come l’indimenticata Raffaella Carrà. Vedi, la maggior parte delle sue canzoni potevano essere cantate soltanto da lei e, sinceramente, penso che questo discorso possa tranquillamente adattarsi anche alle tue produzioni (e questo fidati che è un grande complimento) perché, come dico sempre, se trash deve essere…. che almeno sia fatto a regola d’arte!

Pamela Prati – Il regalo più bello del mondo

A proposito di canzoni natalizie, non potevamo concludere di certo in modo migliore se non con “Il regalo più bello del mondo” di Pamela Prati, un brano che ci ha lasciati davvero senza parole per il valore letterario e per il messaggio racchiuso nelle immagini del videoclip, che meriterebbe come minimo una candidatura ai Golden Globe. Che altro aggiungere? Da Buona Primavera a Buon Natale è un attimo.

**Attenzione, l’articolo è volutamente ironico, prima della lettura si consiglia di consultare con attenzione tutte le informazioni contenute nel foglietto illustrativo o, in alternativa, di farsi una bella risata.
Tanti auguri per un felice anno nuovo!

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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