Almanacco musicale del 20 novembre

Giorno per giorno, le curiosità, i compleanni dei personaggi più amati e le uscite da non dimenticare

Almanacco musicale del 20 novembre

1940 – Nasce a Bologna il Maestro Fio Zanotti*
1970 – Ornella Vanoni è prima in classifica con “L’appuntamento”
1971 – Bruno Lauzi è in vetta alla hit parade con “Amore caro amore bello”
1976 – Nasce a Rimini la cantante Francesca Gollini
1993 – “Come mai” degli 883 è in cima alla hit parade
1997 – Fiorella Mannoia rilascia l’album “Belle speranze”
2004 – Laura Pausini è in cima alle classifiche con “Resta in ascolto”
2009 – Giusy Ferreri lancia il suo album di cover “Fotografie”
2010 – Fabri Fibra pubblica il singolo “Tranne te”
2011 – Ivano Fossati incide “Quello che manca al mondo”
2012 – Emma rilascia l’album dal vivo “Amami Tour”
2012 – Claudio Baglioni pubblica il disco natalizio “Un piccolo Natale in più”
2013 – Jacopo Ratini lancia “Ogni tuoi ventotto giorni”
2014 – Il Cile incide il singolo “Liberi di vivere”
2015 – Alex Britti rilascia l’album “In nome dell’amore”
2015 – I Negramaro pubblicano “Il posto dei santi”**
2016 – Sergio Cammariere e Chiara Civello incidono “Con te o senza te”
2017 – Mario Venuti lancia il singolo “Lasciati amare”

*Il personaggio del giorno: Fio Zanotti

Oggi è un giorno speciale per Fio Zanotti, produttore e direttore d’orchestra che, nel corso della sua straordinaria carriera, ha collaborato con numerosi artisti di successo: da Loredana Bertè a Zucchero, passando per Ornella Vanoni, Mietta, Milva, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, i Pooh, Marcella Bella, Fiordaliso, Ivana Spagna, Francesco Baccini, i Ricchi e Poveri, Al Bano Carrisi e Romina Power, Heather Parisi, Adriano Celentano, Renato Zero, Francesco De Gregori, Claudio Baglioni e Gianluca Grignani. A partire dal 1990 è una presenza fissa del Festival della canzone italiana di Sanremo, kermesse che ha vinto nel 1999 dirigendo Anna Oxa con “Senza pietà” e nel 2010, tra le Nuove Proposte,  con “Il linguaggio della resa” di Tony Maiello.

**La canzone del giorno: Il posto dei santi

“…Ho leccato via il sale dagli occhi
per saperti più forte degli altri
ho nascosto le pieghe
del nostro cuscino
perché tu non possa annoiarti
ho rubato l’odore dai sensi
ti ho sentito col naso che menti
ho tenuto ben stretto
tra i denti il respiro
per non far sapere i tormenti
ho sentito il rumore del cielo
diventare ogni giorno più grande
ho copiato il frastuono
che fanno anche gli alberi
quando la vita è ingombrante
ho ingoiato il sudore del mare
indossando le nuvole grigie
ho capito che tutto appartiene
al resto che manca
non solo se esiste

Vivere
non è abbastanza se
non c’è distanza che
non ti permetta di desiderare
perdersi
per poi riprendersi
non è dividersi
siamo sostanza che non può sparire

Ho strappato le ali dai sogni
per cadere ogni volta sui tetti
preferisco restare coi gatti sul mondo
che tanto comunque ritorni
e ti accorgi che quello che senti
ha radice nel posto dei santi
ma tradotto nei gesti dell’uomo
che sbaglia ogni volta
si torna perdenti
ho imitato le nuove stagioni
per cambiare la pelle dei giorni
ho coperto ogni singola parte
di pelle del corpo con petali e fiori
ho chiamato per nome quei santi
troppo comodi troppo distanti
li ho convinti ad avere paura
di quelli che giocano
a fare i potenti

Vivere
non è abbastanza se
non c’è distanza che
non ti permetta di desiderare
perdersi
per poi riprendersi
non è dividersi
siamo sostanza che non può sparire

Vivere
non è abbastanza se
non c’è una danza che
non ti convinca di poter volare
liberi
senza rinchiudersi
e infine arrendersi
a questa stanza che non sa dormire

Mi sono accorto proprio adesso
che non ha muri quest’inverno
dagli occhi passa solo vento
e porta via con sé il rimpianto
di un cielo che non si è più spento
illudimi che adesso posso
vivere… vivere…

Vivere
non è abbastanza se
non c’è una danza che
non ti convinca
di poter volare
liberi
senza rinchiudersi
e infine arrendersi
a questa stanza
che non sa dormire
a questa stanza
che non sa dormire
in questa stanza
che non sa dormire
siamo sostanza
che non può sparire
non può sparire
tu non sparire…”

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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