C'è sempre una canzone (d'amore)

L’amore con una canzone

Mentre guido, canto sempre. Tranne quando devo parcheggiare, perché rigorosamente spengo la musica. La mia auto precedente aveva il limite del volume a 35, mentre quella nuova no, ha solamente la barra senza numeri e questa cosa mi destabilizza perché facevo sempre caso a quale canzone ascoltassi con il volume più alto. Ultimamente quella che vince sempre è una canzone dell’anno scorso, cantata da una delle più delicate artiste italiane. Lei è Elisa e il pezzo è “Anche Fragile”.

La canzone è contenuta in due album: “Diari Aperti” (qui la nostra recensione) e “Diari Aperti (Segreti Svelati)” (di cui qui la nostra recensione), nel quale troviamo un emozionante duetto con Brunori Sas che vi consiglio assolutamente di iniziare ad ascoltare in questo preciso momento. Elisa stessa afferma che “Anche fragile” è il pezzo più intimo dell’album, una canzone che dalla prima frase ci rapisce e ci trasporta in un mondo parallelo, forse più vero di quanto pensiamo, perché è il mondo che abbiamo dentro. “Tienimi su quando sto per cadere, tu siediti qui, parlami ancora se non ho parole”. Una frase che centra esattamente il punto che, prima o poi, tutti noi, cerchiamo nell’amore: avere una persona accanto sulla quale poter contare.

Chiamiamola come vogliamo: il pezzo che manca per completare il puzzle, la persona che divide con te la metà della mela che non mangi, quella che guida al tuo posto quando sei stanca e ti porta al mare perché sa che a te il mare piace. La persona che se è lontana ti chiede sempre come stai e, se vicina, ti ascolta anche di notte, mentre racconti le tue giornate, ma non si fida quando dici che va tutto bene perché gli basta solo guardarti dritta negli occhi per capire che forse così tutto bene non va.

Passiamo anni a cercare e poi, quando la troviamo, cosa succede? Abbiamo paura. Perché all’inizio ci sentiamo tutti forti e invincibili e poi, non appena proviamo ad aprirci, diventiamo fragili come cristallo. “Voglio impegnarmi e salvare un pezzo di cuore”. Abbiamo il cuore distrutto in piccoli pezzi, ma qualcosa, forse, è rimasto. Quel pezzo che custodiamo gelosamente e che ci permette di sentirci ancora vivi. Quindi cosa facciamo? Lo teniamo per noi o decidiamo di lasciare che qualcuno possa prendersene cura? Il rischio c’è ed è quello di vedersi spezzare anche l’ultima parte. Siamo tutti così forti e cinici, fingendo che dell’amore non ci interessi niente, ma poi quando non risponde ai messaggi iniziamo a farci milioni di domande e a fissare il soffitto sdraiati sul letto, pensando “cosa ho sbagliato stavolta?”.

“Io il confine non lo so vedere, sai che non mi piace dare un limite, un nome alle cose, lo trovi pericoloso” Arrivi ad un punto in cui non c’è nulla di definito, se non il fatto che forse dall’altro lato della paura c’è la tua felicità, ma non riesci ancora a saltare, perché devi farlo con l’ultimo pezzo di cuore che hai e batte a mille e non puoi permetterti di sprecarlo.

Poi però alla fine intravedi una sagoma che sa di casa e di profumo di caffè al mattino, allora ti lasci andare. Chiudi gli occhi, fai un bel respiro e ti butti, perché certe cose non le puoi comandare, le senti e basta: “Vieni qui, ma portati anche gli occhi e il cuore”.

Elisa passa attraverso le parti più difficili di un rapporto, la sfera più nuda e intima, raccontando di quelle piccole azioni che si trasformano in qualcosa di molto più grande. Momenti che sembrano privi di significato, ma che celano attimi di felicità che solo l’amore ci può regalare. Così la fragilità si trasforma in forza, la notte in giorno e il nostro cuore ridotto in brandelli riparte. E i nostri occhi lucidi si trasformeranno in qualcos’altro, serve solo un po’ di coraggio: “Stiamo a vedere dove possiamo arrivare, che ridiamo insieme, che ridiamo sempre, sempre, ma non basta mai”.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

Di Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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