Enzo Draghi ed una vita spesa tra sigle e canzoni – INTERVISTA

Continua il ciclo di interviste che vuole dare giusto peso al mondo discografico dei più piccoli

Il protagonista di quest’intervista è Enzo Draghi, un artista che, in controtendenza con quanto accade oggi, ha costruito la sua carriera restando lontano dallo schermo e prestando la sua voce e le sue composizioni sempre restando lontano dai riflettori. La voce di Enzo l’abbiamo sentita intanto con Mirko dei Bee Hive nel celebre cartone “Kiss me Licia”, per poi proseguire con le successive serie tv con protagonista Cristina D’Avena nel ruolo di Licia, in cui dava la voce nel cantato, all’attore Pasquale Finicelli. Tanti i duetti con Cristina, intramontabile la sua interpretazione della sigla “Lupin, l’incorregibile Lupin” scritta da Ninni Carucci e Alessandra Valeri Manera.

Ciao Enzo, intanto mi piace pensare che se quest’intervista avesse una scenografia, scorrerebbero le immagini di una spiaggia siciliana di un’estate al mare con amici, il terrazzino della vostra casa sul mare, per poi passare alle colline della provincia pavese a Bosmenso. Ma entriamo nel vivo dell’intervista, la tua voce è centrale nel tuo percorso artistico, com’è cominciato tutto?

<<Ciao Nino, intanto un saluto ai lettori di Recensiamo musica. Diciamo che la vita è imprevedibile, ti porta a fare scelte inaspettate che poi aprono nuovi scenari. Tutto comincia da una telefonata nell’estate del 1985, ero in vacanza in montagna, mi chiamano di corsa per incidere delle canzoni che sarebbero state all’interno di un cartone che doveva andare in onda a settembre su una rete dell’allora Fininvest, non è che fossi molto convinto, ma sono andato perché ho rispetto per il lavoro pur non sapendo a cosa andavo incontro. Mi sono presentato per il provino e subito Alessandra (Valeri Manera, nda) trova adeguata la mia voce per il personaggio del cartone, da lì non ho più smesso, sono entrato a far parte di uno staff eccezionale coordinato, appunto, dalla stessa Valeri Manera per la linea editoriale, dal maestro Giordano Bruno Martelli, padre di Augusto Martelli con il quale collaboravo già da tempo come vocalist nella sua orchestra, un personaggio eccezionale, non hai idea che risate, Augusto era un uomo istrionico, molto amico di Berlusconi, viaggiava col suo aereo privato. Subito dopo sono entrati nello staff Ninni Carucci, Massimiliano Pani, eravamo un gruppo di lavoro compatto, la cui punta era Cristina (D’Avena). All’epoca le uniche case discografiche che incidevano musica per ragazzi erano la RCA, la Fonit Cetra. Poi Alessandra ebbe l’intuito, forte della fiducia di Berlusconi e del traino importante delle sue televisioni, di far fondare la Five Records>>.

Cantante, ma direi soprattutto autore di innumerevoli sigle, da “Juny peperina inventatutto”, le sigle dei contenitori Bim Bum Bam, Ciao Ciao, cartoni come “Conte Dacula”, “I Puffi sanno”, con la quale Cristina apre sempre i suoi live, che, in qualche modo è riuscita a soppiantare la storica “Canzone dei Puffi”. 

<<Un lavoro costante e continuo, Alessandra mi dava una traccia della storia, m’è sempre piaciuto pensare alla composizione pensando all’ambientazione, all’atmosfera che si poteva respirare nella storia>>.

Quindi non sono mai state musiche già composte poi adattate, di volta in volta ad un cartone piuttosto che ad un altro? 

<<No, abbiamo sempre lavorato con composizioni inedite scritte appositamente per quella storia>>.

Quando ascolto le vostre canzoni mi piace pensare ad uno stile che ciascuno di voi compositori, visto che i testi sono sempre della Valeri Manera, ha dato alle varie sigle, dalle dinamiche come costruite sul tempo di Carucci alle melodie, al pianoforte di Augusto Martelli che in qualche modo percepisco anche nelle tue sigle, proprio a partire da “Juny peperina…”. 

<<Si, “Juny peperina” è stata la prima, Augusto è stato un amico e un esempio, cantavo nel suo coro. Il suo stile mi ha lasciato una grande impronta nel mio modo di scrivere e di arrangiare, soprattutto agli inizi. Quando ho scritto quella prima sigla non la prese benissimo. Come ti dicevo abbiamo lavorato tanto fino agli anni duemila, poi la linea editoriale di Mediaset è cambiata, hanno puntato su altro, le sigle di Bim Bum Bam erano sempre più corte per non rubare spazi ai reality che prendevano il sopravvento, l’ultima sigla che ho scritto per quello storico contenitore è quasi un jingle>>.

Quando scrivi una canzone, e ne hai scritte tante, qual è l’elemento che ti fa capire che quella sigla avrà successo? Te ne rendi già conto in fase di scrittura? 

<<Il successo può dipendere da tante cose, è anche vero che ci sono delle strategie di scrittura, ad esempio ne “I Puffi sanno” è fondamentale il «puffaffero…», quel “trucco” ti rimane in testa, si ripete, invita chi l’ascolta a cantarlo, diventando l’elemento che dà continuità alla composizione, ho molto apprezzato la recente versione che Cristina ha inciso con Michele Bravi nell’ultimo “Duets, tutti cantano Cristina”>>.

Sei sempre stato defilato, la tua firma appare sempre come autore, più restio nell’apparire come interprete, nella sigla di “Lupin, l’incorregibile Lupin” c’è scritto che è cantata dagli “Amici di Lupin”. Stessa cosa per la prima versione di “Una spada per Lady Oscar” che sostituiva la storica canzone cantata dai Cavalieri del Re, poi incisa dalla stessa Cristina.

<<Perché ti ripeto, eravamo un gruppo di lavoro, non pensavo minimamente ad affermarmi e ad emergere in quel settore come cantante. Il mio era un lavoro da autore e arrangiatore fatto in maniera estremamente professionale. In sala d’incisione stavamo attenti ad ogni singola nota e parola, poi la nostra immagine era rappresentata da Cristina, punta di diamante. Quando Ninni (Carucci, nda) scrisse “Una spada per Lady Oscar” per Cristina, in un primo momento lei si rifiutò di interpretarla, forse per non indispettire gli accaniti e numerosi fans della precedente versione cantata dai Cavalieri del Re, così, a sorpresa, mi ritrovai a doverla interpretare io, su richiesta di Alessandra. Successivamente, visto l’inaspettato gradimento del pubblico, dato che il brano era talmente azzeccato, Cristina cambiò idea e la volle far sua, e così fu. Nessuno mi informò di quel cambio di interprete in corsa e ne venni a conoscenza tempo dopo consultando una compilation. A onor del vero devo dire che non ebbi alcuna reazione negativa poiché, come ho già detto, in quel contesto e a quell’epoca, non coltivavo assolutamente l’ambizione di affermarmi come cantante di sigle di cartoni animati. A me interessava soprattutto la funzione autorale e musicale nelle produzioni>>.

Nomini i cori, sempre spettacolari le interpretazioni dei Piccoli cantori di Milano, sempre così precisi, uno strumento musicale, sono un diapason.

<<I “Piccoli cantori di Milano” sono grandi professionisti, fondamentale la voce di Laura Marcora, insegnante e preparatrice paziente e scrupolosa dei suoi piccoli allievi, nipote della fondatrice Niny Comolli, loro sempre un valore aggiunto, non a caso hanno cantato coi più grandi, da Celentano, passando per Mina, fino a Patty Pravo>>.

Andiamo ad oggi, l’anno scorso hai regalato ai tuoi sostenitori un lavoro sulla tua discografia, un doppio cd che raccoglie i brani della tua carriera, tanti i brani inediti, molte le canzoni mai pubblicate, sigle e brani che si trovano solo all’interno delle serie cartoon (Ciao Sabrina). Hai re-interpretato con la tua voce le tue “Tutti in campo con Lotti”, “Tartarughe ninja alla riscossa”, “Capitan Dick”, “Cuore” e “Oh luna amica mia”. Com’è nata quest’idea?

<<È nata dalle continue e annose richieste dei miei tanti sostenitori ed estimatori che mi hanno sempre dimostrato un caloroso affetto e passione sia in occasione dei miei concerti (Lucca Comics, Etna Comics, etc.) che attraverso la rete. Il prossimo 1° Novembre sarò ancora una volta in concerto nella prestigiosa vetrina del Lucca Comics, con una band di grandi professionisti a cui ho dato nome “gli Amici di Lupin”.  Abbiamo preparato diversi brani del mio repertorio anni ’80 e ’90 cercando di riprodurre fedelmente gli arrangiamenti originali e messo giù una scaletta che spero piacerà al pubblico. Eseguirò, tra gli altri e in anteprima assoluta, un brano nuovissimo, appena sfornato, intitolato “La mia Margot”, dedicato alla celebrazione dei cinquant’anni di Lupin che si sono festeggiati lo scorso anno. Sarà una bella occasione per cantare assieme tante canzoni>>.

Enzo, io ti ringrazio per questa chiacchierata che dà spazio ad un mondo musicale, fatto di professionisti che a tratti, ma non voglio essere pessimista, pare che oggi, con le nuove regole del mercato, non ci siano più. Buona musica e conto di venire a Lucca per ascoltarti sul palco.

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Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

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