Gianni Nazzaro, il ricordo a cinque anni dalla scomparsa dell’artista

Gianni Nazzaro

Il 27 luglio 2021 si spegneva a 72 anni una delle voci più amate della musica leggera italiana, noto per “Quanto è bella lei” e “Non voglio innamorarmi mai”. Il nostro omaggio a Gianni Nazzaro

Cinque anni fa la musica italiana perdeva una delle sue voci più eleganti e riconoscibili. Il 27 luglio 2021 si spegneva all’età di 72 anni Gianni Nazzaro, interprete raffinato che ha attraversato oltre cinque decenni di carriera lasciando un segno profondo nella canzone melodica italiana. Un artista capace di raccontare l’amore con misura, intensità e una classe sempre lontana dagli eccessi, diventando uno dei simboli della musica leggera degli anni Settanta.

In un periodo storico in cui il cantautorato stava rivoluzionando il panorama musicale nazionale, Gianni Nazzaro riuscì a ritagliarsi uno spazio importante, mantenendo viva la tradizione della grande interpretazione melodica senza mai apparire fuori dal tempo. Le sue canzoni, sospese tra romanticismo e immediatezza, hanno accompagnato un’intera generazione e continuano ancora oggi a essere ricordate con affetto.

Nato a Napoli il 27 ottobre 1948, mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli diciassette anni. Nei locali del Sud Italia si esibiva con un repertorio estremamente vario, passando con naturalezza dallo shake al twist, dimostrando fin da giovanissimo una notevole versatilità. In quegli anni venne soprannominato “Buddy, il cantante pazzo“, nome d’arte con cui iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico.

La svolta arrivò nel 1968, quando iniziò a farsi chiamare con il suo vero nome, partecipando a Un disco per l’estate con “Solo noi”, manifestazione che vinse successivamente per ben due volte: nel 1972 con “Quanto è bella lei” e nel 1974 con “Questo sì che è amore”, due dei suoi principali successi.

Partecipò a sei edizioni del Festival di Sanremo: nel 1970 con “L’amore è una colomba” in coppia con Marisa Sannia, nel 1971 con “Bianchi cristalli sereni” insieme a Don Backy, nel 1972 con “Non voglio innamorarmi mai”, nel 1974 con “A modo mio” (l’unico pezzo in gara nella storia della kermesse ad essere firmato da Claudio Baglioni), nel 1983 con “Mi sono innamorato di mia moglie” e nel 1994 con “Una vecchia canzone italiana”, eseguito con il collettivo della Squadra Italia.

Tra gli episodi più curiosi della sua carriera resta senza dubbio quello legato a “Perdere l’amore”. Nel 1987 Nazzaro presentò infatti il brano alle selezioni del Festival di Sanremo, senza riuscire a ottenere l’ammissione. Dodici mesi più tardi quella stessa canzone, affidata alla voce di Massimo Ranieri, avrebbe conquistato la vittoria, entrando definitivamente nella storia della manifestazione.

Gianni Nazzaro, il ricordo di una delle voci più belle degli anni Settanta

La sua attività artistica non si limitò alla musica. Nel corso degli anni affiancò infatti la carriera di cantante a quella di attore, prendendo parte a numerose produzioni cinematografiche come Ma che musica maestro di Mariano Laurenti, “Venga a fare il soldato da noi” di Ettore Maria Fizzarotti e “Scandalo in famiglia” di Marcello Andrei.

Anche la televisione gli regalò importanti soddisfazioni. Recitò nelle soap “Un posto al sole” e “Incantesimo”, prese parte alle fiction “Donna d’onore” e “Crazy Boat” e, nel 2014, si rimise in gioco davanti al grande pubblico partecipando alla quarta edizione di Tale e Quale Show, dimostrando ancora una volta la sua voglia di confrontarsi con linguaggi e generazioni differenti.

Più di ogni altro aspetto, però, Gianni Nazzaro sarà ricordato per la sua voce. Una voce calda, elegante, immediatamente riconoscibile, capace di interpretare con naturalezza i sentimenti di un’Italia che stava cambiando. Le sue canzoni raccontavano amori, nostalgie e speranze con uno stile sobrio, senza artifici, facendo leva esclusivamente sull’intensità dell’interpretazione.

È stato uno degli ultimi grandi interpreti della canzone romantica italiana, un artista che ha saputo attraversare il passaggio tra la stagione della melodia classica e quella dei cantautori, mantenendo sempre una propria identità. Non ha mai inseguito le mode, preferendo affidarsi alla forza delle canzoni e alla sincerità della propria voce.

A cinque anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Gianni Nazzaro resta vivo nel cuore di chi è cresciuto con la sua musica e di chi continua a riscoprirne il repertorio. Perché successi come “Quanto è bella lei” e “Non voglio innamorarmi mai” non appartengono soltanto agli anni Settanta, ma fanno parte di quel patrimonio di emozioni che continua ad attraversare il tempo, ricordandoci il talento di un interprete che ha saputo trasformare la semplicità in eleganza e la melodia in memoria collettiva.

Scritto da Nico Donvito
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