Sanremo 2022

Nel day-after tutte le impressioni a mente fredda sulla prima serata del Festival

E’ stata un’apertura in grande stile quella che, con una prima serata da record (almeno sul piano degli ascolti, qui), ha inaugurato il percorso delle cinque serate del Festival di Sanremo 2022Amadues si è rivelato ancora una volta un ottimo padrone di casa (e già si parla dell’Ama-quar) ed ha ritrovato l’emozione di parlare ad un pubblico in sala e l’amico Fiorello, mattatore come sempre dello show. Dodici artisti in gara che hanno riempito con velocità (finalmente) la serata alternando intensità ed energia. C’è stato spazio per emozionarsi e per ballare grazie ad una scaletta ben calibrata e costruita (qui le nostre pagelle in diretta delle canzoni).

Le canzoni che hanno deluso |

L’apertura affidata ad Achille Lauro è stata volta allo spettacolo. Il cantautore romano rimane un mattatore ed un genio dello show. La sua nuova ‘Domenica’, però, manca del piglio giusto per rimanere impressa come le precedenti apparizioni in gara. Lo stesso si può dire della pur bella ‘Ora e qui’ di un soul Yuman che, però, avrebbe avuto bisogno di un gancio importante per imporsi al pubblico partendo dalla dimensione di “nuova proposta” in cui, di fatto, ancora è.

Sprazzi di attualità nei testi e tormentoni |

Tanto amore nei testi (ne avevamo già parlato qui) ma anche qualche accenno all’attualità. Dargen d’Amico è l’unico a citare le mascherine. La sua Dove balliamo‘ aspira a un posto tra i tormentoni dell’edizione ma è più facile che possa diventare l’inno di un momento di passaggio storico che gli esperti al TG stanno disegnando tra la pandemia e l’endemia. L’altro accenno all’oggi è quello più sofisticato di una La Rappresentante di Lista trasformata. Ciao ciao‘ non ha nulla a che vedere con ‘Amare’ ma di Veronica e Dario da un ritratto più fedele alle loro origini. Anche loro giocano al campionato del tormentone d’annata e hanno tutte le carte in regola per risultarne i vincitori. Musicalmente, però, il brano non è nè così facile nè scontato.

Le vecchie commosse glorie |

Da parte delle “vecchie” glorie arrivano proposte differenti. Gianni Morandi mostra commozione prima di proporre una Apri tutte le porte‘ che ha forte il marchio di Jovanotti ma che traballa sul versante della scrittura testuale risultando fin troppo scontata, infantile e furbacchiona. Intensa come sempre, invece, è la prova di Massimo Ranieri che per Lettera di là dal mare‘ ha scelto la produzione maestosa del colosso Mauro Pagani. La sua prova live ha scricchiolato in alcuni punti ma la narrativa di Fabio Ilacqua è per distanza la migliore della serata e la teatralità dell’interpretazione dell’ugola partenopea è inarrivabile. Gli venga concesso il beneficio dell’emozione per la prima prova e si tenga, piuttosto, in considerazione la poesia dell’ennesimo capolavoro proposto da questo gigante della narrazione in musica.

Canzoni che devono trovare una direzione |

Mancano di una spinta gli episodi di Giusy Ferreri Michele Bravi. Miele‘ ha il giusto sapore retrò per esaltare la voce di ‘Non ti scordar mai di me’ che, comunque, non azzecca un ritornello sufficientemente incisivo e memorabile. Dall’altra parte, però, è evidente la ricerca compiuta da Giusy sul piano dei suoni e della maturazione della proposta artistica. Nella versione incisa il pezzo c’è: dal vivo si potrà far di meglio. Inverno dei fiori, invece, spicca per la sua delicatezza. L’arrangiamento, però, non fa spiccare il volo del tutto al brano e lo tiene schiacciato in una dinamica che, invece, avrebbe avuto bisogno di una qualche esplosione per ambire ad un podio comunque meritato.

Alla lunga vinceranno loro |

Le classifiche arrideranno a Rkomi perchè la sua Insuperabile‘ ha tutti gli elementi per conquistare quel pubblico che lo ama già. Sulla distanza uscirà anche la forza di Noemi e di una Ti amo non lo so dire‘ che la mette alla prova. Mahmood alla scrittura si avverte e costringe la voce della leonessa a rimanere chiusa in ritmi con pochi fiati. Il ritornello, però, c’è ed è uno di quelli ai quali non si potrà dire di no. Lo stesso vorrebbe Ana Mena. La sua Duecentomila oreè stata scritta per sfondare nello streaming. Lei è brava e dolce ma la canzone non guarda da nessuna parte. Un po’ come succede ai vincitori di serata. Mahmood Blanco cantano divinamente intrecciando due voci. Brividi‘ è un bel pezzo delicato ma non rappresenta la forza dei suoi interpreti. L’impressione è che i due hitmaker stavolta abbiamo preferito rinunciare ad un po’ di freschezza per rispettare la dimensione sanremese. Sono scelte. Per ora pagano. Eppure il primo ascolto rende i loro nomi più forti della loro canzone. Canzone che rimane esposta al rischio di sgonfiarsi con il passare del tempo.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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