Noemi

La cantante romana torna al Festival di Sanremo con “Ti amo non lo so dire“, un brano dalla doppia veste sonora

Settimo Festival in tredici anni per Veronica Scopelliti, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Noemi, ormai un’autentica veterana estremamente affezionata alla manifestazione canora. A Sanremo ha sempre portato proposte valide, ricordiamo: “Per tutta la vita” nel 2010, “Sono solo parole” nel 2012, “Bagnati dal sole” nel 2014, “La borsa di una donna” nel 2016, “Non smettere mai di cercarmi” nel 2018 e “Glicine” nel 2021.

Firmata da Alessandro La Cava, Mahmood e Dario Faini, “Ti amo non lo so dire” è una canzone testualmente rassicurante e musicalmente bipolare: parte come ballad e si trasforma in pezzo pop-dance, grazie ad un ritornello turbinoso e facilmente canticchiatile/ballabile. Seppur distante dall’intensità e dal trasporto emotivo espresso lo scorso anno, la canzone funziona al punto da giustificare la presenza consecutiva.

Rispetto ad una “Andromeda” di Elodie, la presenza di Mahmood si sente sicuramente meno, sin dal primo ascolto emergono di più i versi di Alessandro La Cava e la produzione di Dario Faini. Il risultato è un giusto mix tra il contemporaneo e l’introspettivo, come in una specie di flusso di coscienza o un inventario ad alta voce, in cui vengono fuori i pensieri più profondi e nascosti, in una sequela di suggestioni e stati d’animo.

Noemi dimostra ancora una volta di essere padrona della propria voce e di saper selezionare il repertorio più adatto alla sua timbrica. Tra le righe del testo c’è tanta fragilità, ma anche tanta forza. La cantante romana non ha paura di mettersi ancora una volta a nudo tra le note di una delle sue canzoni più intime e sentite. Questo e molto altro ancora è “Ti amo non lo so dire”, una riflessione profonda e istintiva, a metà strada tra pancia e cuore.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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